“Fire on board” nel finale

(UnoScacchista)
Il léttone Alexei Shirov è stato uno dei più forti giocatori al mondo per almeno due decadi, da quando diventò GM nel 1990. Nel 2000 sarebbe dovuto essere lo sfidante di Kasparov per il titolo mondiale, ma, come noto, il match non venne mai organizzato e, al posto di Shirov, Vladimir Kramnik finì per giocare, e vincere, l’incontro di Londra.

Per Shirov fu spesso usata la frase “Fire on board” (Fuoco sulla scacchiera) per descrivere la sua enorma inventiva e capacità di attacco con sacrificio, abilità mai solo puramente tattiche ma spesso strategiche.

Fatta questa breve introduzione, voglio ricollegarmi alla recente partita Carlsen e Vachier-Lagrave, vinta a Saint Louis dal francese. La sua capacità di navigare le sfumature di un mediogioco complicatissimo (lo stesso MVL commentò durante la partita “Non so bene cosa stia succedendo e sarei molto sorpreso se Magnus stesso lo stia capendo appieno“) lo portò verso un finale superiore ma ancora difficile da vincere.

Carlsen-MVL dopo 63. b4
Carlsen-Vachier-Lagrave, Sinquefeld Cup 2017, dopo 63. b4

L’ultima mossa del Bianco intende cambiare un paio di pedoni e cercare di costruire una fortezza sul lato di Re. La risposta del Nero è, incredibilmente, unica: solo 63. … c4!! vince.  A fine partita è stato chiesto a Vachier-Lagrave, che ha giocato quella mossa e ha poi vinto la partita, se l’avesse giocata sulla base di principi generali (cambiare meno pedoni possibile) o dopo aver calcolato le conseguenze delle varie alternative. La sua risposta è stata inequivocabile: “Ho semplicemente calcolato tutto!“.

La discussione se i finali richiedano più visione strategica che capacità di calcolo è sempre vivace e non è certo il mio intento sostenere una causa o l’altra, ma qui Vachier-Lagrave ha scelto di procedere su un percorso molto sottile, nel quale il tempo guadagnato con il sacrificio del pedone c4, combinato col sacrificio del pedone h, ha consentito l’ingresso del Re a sostegno del pedone f.

64. Ad5 Rf5 65. Axc4 Rg4 66. Rf2 Cg6 67. Ae6+ Rf4 68. Af7 Ce5 69. Axh5 Il Bianco ha ristabilito la parità di materiale, ma non può fermare il pedone f3, 69. … Cd3+ 70. Rf1 Rg3 71. Af7 Cf2 0-1 Dopo 72. Ac4 Ce4 73. Re1 f2+ 74. Re2 Cxc3+ 75. Re3 Cd5+ i due pedoni decideranno.

Qualcuno di noi spingilegno potrebbe chiedersi se davvero Vachier-Lagrave abbia calcolato tutto. Si tratterebbe di una combinazione di una decina di mosse con poche ramificazioni, e la presenza di pochi pezzi sulla scacchiera rende plausibile l’affermazione del francese.

Ma il titolo del post parla di Shirov e suggerisce l’idea di combinazioni brillanti. Il motivo è semplice: mostrarvi uno dei più brillanti finali che io abbiama mai visto giocare. Specifico “giocare”, perchè la posizione qui sotto non è uno studio, ma una partita di gioco vivo. Si tratta della Topalov-Shirov, giocata al 10° turno del torneo di Linares del 1998.

Topalov-Shirov dopo 47. Rg1
Topalov-Shirov, Linares 1998, dopo 47. Rg1

La posizione è critica per il Bianco, che ha due pedoni in meno, ma il Nero non ha la garanzia della vittoria a causa degli alfieri di colore contrario e dell’Alfiere “sbagliato” per la promozione del pedone a.

Proviamo a ragionare in maniera strategica. Il Bianco mira a portare il suo Re in d4, dopodiché la posizione è chiaramente patta. Il Re Nero deve intervenire e viaggiare sulle case bianche fino a c4 o e4, cercando di tagliare fuori il Re bianco e scortare i due pedoni verso la promozione. Facile a dirsi, ma adesso verifichiamo le varianti concrete.

L’aggiramento immediato a Ovest non funziona: 47. … Rd6 48. Ad4 Rc6 49. Rf2 Rb5 50. Re2 Ae4 51. g3 f5 51. Rd2 Rc4 52. Re3 e il Nero non riesce a vincere; ad esempio 53… a3 54. Ae5 Rb3 55. Rd2! Ra2 56. Rc1 e non c’è modo di forzare lo Zugzwang.

Il Re Nero può provare a passare per f5, previo spostamento dell’Alfiere. Cominciamo a guardare: 47. … Ac2 48. Rf2 Rf5 49. Re3 Ae4 50. g3 a3 51. Aa1 e la posizione è chiaramente patta. Analogamente, 47… Ag4 48. Rf2 Rf5 49. Re3 permette al Bianco di conseguire il suo obiettivo strategico, con patta inevitabile.

Sembra più promettente 47… Ae4, ma dopo 48. Rf2 f5 49. g3 Rd6 50. Ad4 Rc6 51. Re2 Rb5 52. Rd2 Rc4 53. Re3 si giunge alla posizione già vista nella variante che inizia con 47. … Rd6.

Tutto qui? La partita è destinata a finire patta? “No“, risponde Shirov “c’è un’altra possibilità: basta calcolare bene tutto fino alla fine.47. … Ah3!!! 

Topalov-Shirov dopo 47. ... Ah3!!!
Topalov-Shirov dopo 47. … Ah3

Va bene che le altre mosse portano alla patta, ma come è possibile anche solo considerare 47. … Ah3 come una mossa possibile? In realtà, per quanto sorprendente, questa mossa ha una motivazione tattica funzionale alle considerazioni strategiche che abbiamo delineato:

  • il Nero devo spostare l’alfiere per dare strada al Re verso il centro della scacchiera
  • bisogna far perdere un tempo al Bianco in modo che il suo Re non arrivi a contrastare il Re nero.

Dettò ciò, serve una capacità di calcolo assoluta, perchè è evidente che non c’è modo di recuperare dal sacrificio dell’Alfiere e il rischio è di passare da una patta “stretta” ad una sconfitta autoinflitta. E qui Shirov mantiene la sua parola: inventiva, coraggio e calcolo preciso fino in fondo. Seguiamolo assieme.

48. gxh3 Non cambia la sostanza della posizione 48. Rf2 Rf5 49. Rf3 Axg2+! 48… Rf5 Come ulteriore “bonus” del sacrificio di alfiere, adesso anche il pedone f6 può essere sacrificato, perchè basta il pedone g6 a bloccare entrambi i pedoni del bianco. 49. Rf2 Re4

Topalov-Shirov dopo 49. Re4
Topalov-Shirov dopo 49. Re4

Il Bianco ha adesso di fronte il problema di fronteggiare ben 3 pedoni passati. Apparentemente, una buona manovra è 50. Re2 d4 51. Ab2 (dopo 51. Ab4 d3+ 52. Rd2 f5 i pedoni sono inarrestabili) 51… d3+ 52. Rd2, ma adesso il terzo pedone passato, frutto del sacrificio dell’alfiere, entra prepotentemente in scena: 52… f5 53. Ac3 f4 54. Ab2 f3 55. Re1 Re3 56. Ac1+ Rd4 e il bianco non può opporre più nulla alla penetrazione decisiva del Re nero sul lato di Donna.

Topalov ha quindi continuato con 50. Axf6 a cui il Nero ha risposto con 50. … d4, tagliando fuori l’alfiere dalla difesa di a1. 51. Ae7 è forzata, visto che, a causa del tempo perso a catturare l’Alfiere in h3,  il Re bianco non arriva a fermare il pedone a (51. Re2 a3 52. Rd2 a2).

Topalov-Shirov dopo 51. Ae7
Topalov-Shirov dopo 51. Ae7

Adesso segue la penetrazione decisiva del Re nero a sostegno dei pedoni: obiettivo la casa c2! 51… Rd3 52. Ac5 (se 52. Re1 Rc2 53. Ab4 d3 e 54. …a3 dimostrerà la vittoria del Nero) 52… Rc4 53. Ae7 Rb3 e il Bianco non può impedire al Re nero di raggiungere c2, con successivo sovraccarico dell’Alfiere b4 che non potrà controllare sia a3 sia d2. 0-1

Topalov-Shirov dopo 53. ... Rb3
Topalov-Shirov, posizione finale dopo 53. … Rb3

Un finale monumentale, un’opera fina di logica e calcolo, uno studio risolto in partita viva, insomma un qualcosa da assaporare di tanto in tanto e di cui gioire. E chi già conosceva questo finale spero lo abbia rivisto con piacere, come si fa guardando un’opera d’arte nota ma mai noiosa.

E non crediate che questo sia stato un episodio isolato per Shirov: in altre occasioni ha dimostrato la sua capacità di trovare soluzioni tattiche ineccepibili a problemi strategici nei finali. Ne parleremo in un prossimo futuro.

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