Quattro quartetti – Primo tempo

(Marco B.)
Se ricordate l’articolo su Raymond Smullyan pubblicato mesi fa, sapete certamente che si possono comporre problemi difficili e belli anche con pochissimi pezzi. E del resto chi non conosce lo studio di pedoni di Reti o la posizione di Saavedra? Hanno entrambe solo quattro pezzi eppure sono sia difficili sia molto “belle”. Vi propongo quattro quartetti che coprono quattro aree diverse della composizione. Visto che, inavvertitamente?, ho copiato il titolo da Thomas S. Eliot, ho l’impressione che prima o dopo dovrò scrivere qualcosa sulla terra desolata…

Cominciamo con uno studio che propone due sfide: prima di tutto risolverlo correttamente e poi pronunciare il nome dell’autore!

Frantisek Dedrle – Fonte sconosciuta, 1921

dedrle
Il Bianco muove e vince

I finali di soli pedoni sono “facili”, nel senso che l’analisi può essere esaustiva (oggi con le tablebase l’analisi è perfetta), ma pestiferi quando uno li deve risolvere, soprattutto in partita…
La prima mossa non è difficile:

1. Rc2 a4! il nero non può permettere 2. Rb3
2. Rb1!! ma questa è sorprendente! 2.Rc3 sembrerebbe ovvia e forte, ma il nero ha la difesa 2…a3!! che sposta il pedone ‘b’ sulla colonna ‘a’ e permette al Re          nero di arrivare in tempo in a8. Ovviamente dopo 2…a3 3. b3 il Re bianco deve          perdere tempi per andare a prendere il pedone ‘a3’ e il Re nero arriva a      difendersi con tutto comodo.
2. … a3 è sempre la difesa migliore del nero. Dopo 2…Re7 3. Ra2 il bianco arriva         in tempo a prendere l’opposizione
3. b3!! di nuovo una mossa inaspettata, 3.b4? permette al Re nero di arrivare in tempo, il resto è facile
3…Re7 4. Ra2 Rd6 5. Rxa3 Rc5 6. Ra4 Rb6 7. Rb4 e vince


Proseguiamo poi con un aiutomatto che necessita di un minimo di introduzione in più, anche perché è il genere più difficile da digerire per i giocatori: il problema finisce con il bianco che dà matto al Re nero, e quindi in modo “normale”. Per arrivarci però entrambi i colori collaborano e, normalmente, comincia il nero. In un aiutomatto in due (h#2) la sequenza da trovare è “nero, bianco, nero, bianco dà matto” e l’unica condizione è che la sequenza debba essere legale. Vediamo un esempio di Zdravko Maslar, serbo di Germania, specializzato in aiutomatti lunghi.

Zdravko Maslar – Feenschach 1976, II premio

maslar
h#8

In questo tipo di problemi la difficoltà per il compositore è trovare una soluzione che sia unica. In quest’esempio il bianco deve dare matto col Cavallo da solo, e vuol dire che il Re nero deve andare a chiudersi in un angolo e bloccare una fuga con l’alfiere. E l’unico angolo in 8 mosse è proprio quello che adesso occupa il Re bianco!

1. Rd7 (attenzione che le mosse negli aiutomatti sono scritte al contrario! 1. Rd7 è una mossa del nero!) Rh2 2. Re6 Rg2 3. Rf5 Rf1 (il Re bianco fa uno strano balletto per lasciare passare l’avversario) 4. Rg4 Re2 5. Rh3 Rf3 6. Rh2 Rg4 7. Rh1 Rh3 (e dopo l’ultimo passo di valzer si chiude il cerchio) 8. Ag1 Cg3#


intervallo

(continua)

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