La Domenica Scacchistica: Dubai

(Claudio S.)

Nel peregrinare sulle 64 caselle del pianeta, oggi, come diceva la canzone, “facciamo scalo a Dubai, dove il tempo vola nel mai”. Un luogo magico e impressionante, la “Las Vegas d’Oriente”, dove pare siano stati eliminati tutti i problemi del mondo. Tranne quello del traffico. Ma forse presto sarà risolto anche questo, vietando l’uso delle auto ai più poveri. Un’abitudine storica a quelle latitudini. Del resto non nacquero così un tempo i beduini? Costoro (“bedù” in arabo vuol dire “abitante del deserto”) non erano altro che i poveri scacciati dai ricchi proprietari agricoli delle oasi e costretti a vivere, quasi da fuorilegge, spostandosi continuamente nella sabbia infuocata del deserto alla ricerca di acqua e pozzi per se stessi e i cammelli. E per montare per una notte i loro scarni accampamenti fra sabbia e cielo (… e le guerre). Alcuni divennero pastori e si rifugiarono con le pecore sulle aride montagne; altri si spostarono sul mare, su quella famosa “Costa dei pirati” che poteva ben dar da vivere grazie al pesce e soprattutto alle perle. Non ebbero però lunga fortuna le “perle di Dubai”, perché a metà del ‘900 l’industria della coltivazione mollò un colpo mortale alle perle naturali. Non ha avuto invece ancora colpi mortali il petrolio, “l’oro nero” dei sette Emirati Arabi. E così ecco che è sorta dal nulla una città da fantascienza, ecco che dalla sabbia di Dubai si è innalzato per 800 metri a sfidare il cielo il “Burj Khalifa”, l’edificio più alto del mondo. Ecco che il turista si può sbizzarrire: ci porteranno col “safari del deserto” a balzare con un Suv sopra le dune fino ad un’oasi dove godremo dell’intramontabile spettacolo della “danza del ventre”. Ecco che nelle vie del souk ci lasceremo inebriare dalle intense profumazioni degli incensi e delle spezie: zenzero, chiodi di garofano, cardamomo, chilli e cannella. E poi eccoci nella “città dell’oro giallo”, con le accecanti mille vetrine delle gioiellerie di Baniyas street. Chissà, forse oggi Franklin Schaffner per il “Pianeta delle scimmie” sceglierebbe il “Burj Khalifa”, anziché la Statua della Libertà, come emblema di un mondo reale ma effimero. E forse un giorno tutti noi umani saremo su altri percorsi e faremo nostre le parole dei beduini del deserto: “Vorrei non dovermi mai coricare là dove mi sono destato. Io e il mio cammello, io e la mia tribù, abbiamo solo due momenti fermi ogni anno: la fiera di ‘Ukāz e la visita alla Mecca”.
(Tratto da “I luoghi degli scacchi”, vol. II, di C.Sericano-R.Moneta, Lecce 2015)

(UnoScacchista)
Giunto alla sua 20ª edizione, si volge a Dubai dal 2 al 10 aprile il Dubai Open 2018. L’ormai tradizionale appuntamento è organizzato dal Dubai Chess & Culture Club e vede registrati un buon numero di 2600+. I nomi di maggior prestigio sono l’ucraino Yuriy Kryvoruchko, il russo Vladislav Artemiev e l’egiziano Bassem Amin.

[Se ti interessa, puoi partire da qui per visitare molti altri Luoghi degli Scacchi]

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