Ricordo di Arthur Bernard Bisguier

(Riccardo M.)
“Sono stato felice di andare a giocare negli ospedali, nelle carceri, nelle scuole, felice di accontentare anche per un solo giorno persone che altrimenti non avrebbero forse mai giocato con un maestro o con un ex campione degli Stati Uniti. Ho avuto così tanto dagli scacchi che mi sentivo obbligato a dare io qualcosa in cambio”. Great Arthur! Bellissime parole che ti fanno onore. Per tanti anni, una volta in pensione scacchistica, Bisguier si è impegnato in questo compito, appositamente inviato dalla USCF (US Chess Federation). Ed è ciò che dovrebbero fare tutti i grandi maestri in tutte le parti del mondo. Ma si sa come invece come va il mondo …

Il nome di Bisguier (8.10.1929-5.4.2017), del quale ricorre proprio oggi l’anniversario della scomparsa, iniziai a conoscerlo tra le pagine delle “My 60 Memorable Games” di Robert Fischer (1969), cioè nel 1972, quando Mursia ne pubblicò un’edizione italiana di grande successo. Fischer ci aveva inserito ben due sue partite contro Bisguier, una “Due Cavalli” ed una “Spagnola”, entrambe da lui vinte, rispettivamente in 29 e in 35 mosse, la prima dal Campionato dello Stato di New York 1963, la seconda dal Campionato USA 1963-64. Della prima mi rimase impresso un commento di Bobby nella fase finale: “Bisguier sobbalzò ed apparve molto abbattuto quando si rese conto che perdeva un pezzo”.

A casa avevo un numero della “Italia Scacchistica” del 1948, e lì trovai una prima traccia dei successi americani di Bisguier, che tuttavia era erroneamente citato dalla nostra rivista come “Bisguir”. Questa era la notizia: “Il campionato del famoso Manhattan Chess Club, uno dei più grandi circoli scacchistici di Nuova York, si è risolto nello scorso aprile come segue:

Primo Bisguir con punti 8 su 9; 2.Byrne 6,5; 3.Pavey e Pinkus 5,5; 5.Shipman 4; 6.Pilnik, Siff e Williams 3,5; 9.Moskovitz 3; 10.Dutka 2. Il vincitore di quest’anno, il diciottenne Bisguir (e dalli!) è il più giovane campione che abbia mai avuto questo circolo. La sua vittoria, poi, è stata sottolineata da tutta la stampa scacchistica, perché ottenuta di fronte a giocatori della classe di Pinkus, Pilnik e Pavey.

Arthur Bisguier fu un componente della squadra olimpica statunitense in 5 occasioni, fra il 1952 e il 1972, e a Lipsia nel 1960 vinse la medaglia d’argento con 11,5 su 16 (+9 =5 -2). Partecipò a due interzonali, nel 1955 e 1962, senza troppa fortuna.

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Il piccolo Arthur era nato a New York nel 1929, pochi giorni prima dello scoppio della “Grande depressione”, e crebbe nel Bronx. Apprese il gioco a 4 anni dal padre, che era insegnante di matematica. Questo spiega anche i suoi rapidi progressi e successi giovanili. Frequentò la Bronx High School of Science, scuola rivale del liceo Brooklyn Tech, la cui squadra di scacchi era invece guidata da Robert Byrne. Ed ebbe poi un ottimo allenatore, il maestro Alexander Kevitz. Nel 1949 fu campione USA juniores, l’anno successivo vinse il titolo assoluto e poi divenne maestro internazionale, quindi grande maestro nel 1957. Nel 1959 sposò Carol Collins, dalla quale ebbe una figlia, Erica.

Altri suoi successi: Vienna 1953, ancora Campionato USA 1956 e 1959, Lone Pine 1973. Fra i buoni piazzamenti ricordo: Buenos Aires 1955 (5°), Utrecht 1961 (3°), Hastings 1961-62 (4°), Bewerwjik 1962 (4°), San Juan 1969 (2°-4°), Malaga 1971 (2°). Come si vede, è indubbio che fuori dagli Stati Uniti non sia quasi mai riuscito a raccogliere grandi risultati e a confermare quelle aspettative che erano derivate dalle sue affermazioni giovanili. Seppe in ogni modo sconfiggere in singole partite campioni del calibro di Spassky, Reshevsky e Gligoric.

A new York nel 1956 sconfisse anche Fischer, successivamente fra i due ci fu una patta e poi Fischer fu capace di vincergli ben 13 partite consecutive: un record. Larry Evans così scrisse: “Bisguier ottiene costantemente posizioni promettenti contro Fischer, e poi le butta via senza una ragione apparente”. Bisguier fece poi da “secondo” a Fischer in varie occasioni. Fu anche ottimo amico di David Bronstein.

MetroWest Chess Club July 2014. Arthur Bisguier
MetroWest Chess Club, Luglio 2014

Infine vinse il Campionato USA senior nel 1989, 1997 e 1998. Nel 2003 diede alle stampe una raccolta delle sue migliori partite fra gli anni 1945 e 1960, dal titolo “The Art of Bisguier”. Fu attivo fino al 2011.

Ecco una sua miniatura, vittima eccellente un Bent Larsen in verità un pochino distratto:

A.Bisguier – B.Larsen, Zagabria 1965
1.d4 g6  2.e4 Ag7  3.f4 d6 4.Cf3 Cf6  5.Ad3 0-0  6.0-0 Cbd7?! (… c5 ) 7.e5 Ce8  8.De1! (Interessante e sensata, Bisguier prepara il cambio dell’alfiere in g7) c5  9.f5! dxe5  10.fxg6 hxg6?! (probabilmente è meglio per il nero 10 … fxg6 11.Cg5 Cc7 12.Ac4+ e6!) 11.Dh4 (coerente) exd4 (su 11 … cxd4 pare assai forte 12.Cg5!) 12.Ah6! Cef6?! (oppure 12 … Cdf6, anche se+ dopo 13.Cbd2 Cg4 14.Axg7 Rxg7 15.h3 Th8 16.Dg3 Cgf6 17.Tae1, il bianco ha ampia compensazione per i due pedoni) 13.Cg5 (diagramma)

Bisguier-Larsen dopo 13. Cg5

13. … Ce5? (questo semplifica il compito del bianco, ma Larsen sta già molto male, per esempio: 13 … c4 14.Axg6! e non dovrebbe esserci scampo)  14.Txf6! Ah8  15.Tf1 Te8  

Bisguier-Larsen dopo 15. ... Te8

E qui è un gioco da ragazzi: 16.Af8 Af6  17.Txf6 exf6  18.Dh6 Txf8 19.Dh7 # 1-0

Chiudiamo con una pirotecnica vittoria sul GM Lev Alburt:

A.Bisguier (2445) – L. Alburt (2515), Seattle, 1979
1.d4 Cf6 2.c4 c5 3.e3 g6 4.dxc5 Ca6 5.a3 Cxc5 6.b4 Ce6 7.Ab2 Ag7 8.Cc3 a5 9.Cf3 0–0 10.Db3 d6 11.Ae2 Db6 12.Cd2 axb4 13.axb4 Txa1+ 14.Axa1 Cc7 15.0–0 Ca6 16.Tb1 Ae6 17.Cf3 Af5 18.Tb2 Tc8 19.Cd4 Ad7 20.Tb1 Ta8 21.Cdb5 Ae6 22.Ab2 Tc8 23.Aa3 h5 24.h3 Rh7 25.Cd4 Ad7 26.Cf3 Ah6?! 27.c5! dxc5 28.Dxf7+ Ag7 29.Cg5+ Rh8 30.bxc5 Da5 31.Ab2 Dxc5 32.Cce4 Dc2

Bisguier-Alburt dopo 32. ... Dc2

33.Cxf6!! Dxb1+ 34.Rh2 Tf8 [A 34…exf6 35.Axf6 Tg8 36.Axg7+ Txg7 37.Df8+ Tg8 38.Dh6#] 35.Dg8+!! 1–0

Qualche giorno dopo la sua scomparsa, così gli rendeva omaggio il “Washington Times”:

“But Mr.Bisguier’s most lasting legacy may have been the lives he touched and friendships he made as a roving goodwill ambassador for the game, recruited by the U.S. Chess Federation for lectures, exhibitions and lessons at innumerable hospitals, nursing homes, schools and prisons. At the end of his life, Mr. Bisguier was the world’s oldest active grandmaster, and he may been the best-liked as well”.

Credo che la soddisfazione più grande di Arthur sia stata proprio quella di aver dato al maggior numero di persone, dilettanti e principianti, la possibilità di giocare, almeno una volta nella loro vita, una partita con un Grande Maestro.

Thank you, Mr. Bisguier!

4 thoughts on “Ricordo di Arthur Bernard Bisguier

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  1. Dimitri, grazie anche a te.
    Sappi che contiamo di preparare tanti altri di questi profili di personaggi straordinari (o, comunque, interessanti).
    Ciao

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