Luca Moroni sempre più “in”

(Riccardo M.)
E’ cosa inconsueta vedere i maggiori quotidiani italiani occuparsi di cose scacchistiche e di giocatori di scacchi. Dev’esserci davvero un importante torneo per smuovere le redazioni! Le interviste ai campioni di scacchi sono però probabilmente ancor più rare rispetto alle interviste a un mediano o ad un allenatore di una nostra squadra di calcio di serie B.

Negli ultimi tempi qualche eccezione c’è stata, è vero, a partire da questo articolo apparso sul “Corriere della Sera” sul finire dello scorso anno. Ne era protagonista Luca Moroni, il forte GM di Bovisio Masciago, campione italiano assoluto nel 2017, avvicinato dai microfoni e dalla penna di Riccardo Bruno.

Di quella breve presentazione mi colpì la considerazione finale, con Luca Moroni che dichiarava potersi vivere benissimo di scacchi “anche se è uno sport povero”.

Quelle parole e quel desiderio di Luca di restare nel professionismo scacchistico sono state ribadite di nuovo il primo maggio in un articolo di un altro quotidiano milanese, “Il Giornale”, in una chiacchierata che con lui ha avuto il giornalista Angelo Allegri il 13 Aprile scorso dopo la simultanea tenuta dal Campione Italiano al Palazzo di Giustizia di Milano.

Le serie intenzioni professionistiche espresse e riconfermate dal nostro, non ancora diciottenne, campione ovviamente ci rallegrano e lasciano sperare che nelle prossime olimpiadi potremo avere una squadra sempre più competitiva, comunque in grado di lottare alla pari almeno con le nazionali di “seconda fascia”, visto che Russia, Cina, USA e qualche altra saranno per un bel po’ al di fuori della nostra portata.

Quanto sia poi cambiato il mondo degli scacchi, e quanto a certi cambiamenti profondi abbia contribuito in questi anni l’irruzione di Internet, lo si può toccar con mano da alcune parole di Luca, quando afferma che il suo attuale trainer, il GM israeliano di origine russa, Boris Avrukh, neppure lo conosce di persona: “Vive a Chicago, pensi che non ci siamo nemmeno mai incontrati, facciamo tutto via internet».

L’articolo de “Il Giornale” sottolinea anche come Luca appartenga ad “una famiglia normalissima”. Personalmente ebbi il piacere di conoscere sua madre alcuni anni fa, quando lei accompagnò Luca, allora ragazzino, a giocare un piccolo torneo internazionale nella mia città, Roma.

Quando vediamo che la carta stampata, in specie quella di un certo peso a livello nazionale, si occupa di scacchi, non possiamo che esserne lieti. Complimenti allora al Corriere della Sera e al Giornale (continuate, però, non fermatevi qui!). E di conseguenza possiamo anche tranquillamente considerare come delle veniali sfumature alcune inesattezze rilevate nel testo del Giornale, quali “Boris Kramnik” o “aspiranti maestri”.

Resta infine da apprezzare, e davvero molto, l’atteggiamento del nostro campione e la sua riconoscenza verso il club scacchistico dove ha mosso i suoi primi passi, ovvero la “A.S.D. Scacchistica Cerianese”, di Ceriano Laghetto, un comune di appena 6.500 abitanti situato in collina nella provincia di Monza e Brianza (MB). Un segnale questo, probabilmente, anche delle capacità di chi gestisce quella struttura, il Presidente Maurizio Dimo e il Responsabile Nicola Pino.

Dice Moroni: “Adesso stiamo partendo per i campionati nazionali a squadre. Non siamo male, magari non proprio da primo posto, ma almeno da metà classifica sì”. Bravissimo, Luca! Ti giungano i migliori auguri, miei e di “UnoScacchista”, per i prossimi campionati a squadre e per l’intera tua carriera.


NdA: il Campionato Italiano a Squadre 2018 si è concluso ieri, con la vittoria, sofferta, di Obiettivo Risarcimento Padova davanti a Chieti e alla Partenopea. La A.S.D. Scacchistica Cerianese è arrivata, come previsto da Moroni, al 10° posto (su 18 squadre partecipanti) con 7 punti/squadra (su 14 possibili) e 14 punti individuali (su 28 possibili).

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