Pianeta Morphy

Nell’universo della letteratura scacchistica, uno dei colossi è “Pianeta Morphy” del rumeno Adrian Rogoz. Oggi “il Custode” ci guida alla scoperta dei personaggi, della trama e dei molti, moltissimi riferimenti agli scacchi e al mondo della Science Fiction di cui il romanzo è ricco.

(Il Custode)

Tre miti al servizio degli scacchi
Il tema dei pianeti viventi è frequente, in SF. Solaris di Lem, Gaia di Asimov; Gea di Varley… nei fumetti Marvel penso ad Ego, che si batte contro Galactus. E tanti altri se ne possono citare. Ma Solaris rimane un mistero impenetrabile dall’inizio alla fine, mentre il pianeta vivente di questo romanzo, Tehom, si rivela un colosso pensatore da sfidare.

Adrian Rogoz

Poi c’è il mito del Guardiano di un luogo favoloso, collegato a sua volta al mito classico ed eterno delle Tre Prove da sostenere. Menziono soltanto Il Sesto Palazzo di R. Silverberg.

Nella lotta di Dav-Davide contro Tehom-Golia riecheggia il mito del Capitano Achab contro Moby Dick. Dav è Achab, “roso di dentro e arso di fuori dagli artigli fissi e inesorabili di un’idea incurabile“. Il Pequod si chiama L’Invincibile – e qui c’è la netta citazione per Stanislaw Lem. La baleniera “era un veliero cannibale, che si ornava con le ossa dei suoi nemici“. Un vero guerriero, infatti, colleziona parti del corpo dei nemici: scalpi come i pellerossa, mani come Coatlicue, teschi come Predator (compreso quello di Alien…). Ed ora, al posto di Moby Dick, c’è un Leviatano a sua volta cannibale, che assimila tutti coloro che non pattano con lui, scindendoli nei loro elementi. E l’Entità si adorna con una galleria di campioni, da ostentare solo a coloro che ne sono degni.
Il mostro-scacchista è Tehom.

Trama della prima metà del romanzo
Il protagonista Dav Bogar nasce sulla Speranza, astronave di coloni diretta a un lontano pianeta in viaggio sub-luce. Nella Federazione Galattica gli scacchi godono di grande prestigio. Dav, ancora bambino, impara con facilità e batte tutti i campioni.
Durante il viaggio la nave viene abbordata dal corsaro Ghepardo. La bravura scacchistica del ragazzo, che sfida l’intero equipaggio di pirati in simultanea alla cieca, salva i coloni. Con uno stratagemma Dav fugge al dominio corsaro, ma perde la fidanzata Umna.
Lo scacchista sa di essere imbattibile e la cosa lo turba, fino a farlo dubitare della propria umanità. Egli vorrebbe incontrare qualcuno che possa batterlo. Viene però a conoscenza che esiste, da qualche parte, un ente sovrumano che gioca a scacchi. Solo l’ex grande giocatore Guthrie ne sa qualcosa.
Dav cerca costui per molto tempo e infine lo trova. È ridotto a un barbone drogato che gioca nelle osterie degli astroporti. Dav lo sfida e vince, e Guthrie confessa. Egli è riuscito a pattare contro una macchina gigantesca, programmata dal genio scacchistico Kim Kerim il più grande scacchista di tutti i tempi.
La rivelazione di Guthrie aiuta Dav ed egli, a bordo dell’Invincibile, riesce a trovare l’entità, il Pianeta vivente Tehom. Bogar sbarca e lo sfida. Come posta ci sarà la sua vita e quella di Umna, nel frattempo caduta anche lei prigioniera del pianeta.
Tehom vive in simbiosi col suo istruttore Kerim ed ha poteri immensi. Può modificare le proprie sembianze e l’ambiente. Può trasportare sé e l’avversario in una dimensione atemporale e assimila la sapienza di ogni scacchista che incontra. Quindi già incorpora la forza di tutti i campioni che lo hanno sfidato. E imparerà, qualora ce ne fosse bisogno, anche da Bogar stesso.
Il match è strabiliante…

Ruoli degli scacchi
È raro incontrare in un solo romanzo la fusione forse di tutti i Topoi di questo gioco. Non a caso fu Lino Aldani, in veste di estimatore di scacchi e autore di un altro grande romanzo scacchistico, La Croce di Ghiaccio, a rendersi immediatamente conto dell’incredibile connubio scacchi – SF del romanzo, e a curarne personalmente la traduzione.

Scacchi d’ambientazione.
Una prima esplosione scacchistica è l’incontro del ragazzo contro un campione planetario. Quindi la memorabile simultanea contro l’equipaggio dei pirati. Seguono l’intermezzo contro Guthrie e la pre-sfida contro uno dei prigionieri di Tehom. Infine, la sfida contro il pianeta. Tutto con ambientazione plausibile – ovvero non è possibile ricostruire le partite, anche se occasionalmente c’è la declamazione di alcune sequenze di mosse.

Scacchi e citazione storica.
Bellissima è la descrizione della galleria di campionissimi di tutti i tempi. Lo sfidante viene ammesso su una passerella mobile che percorre una sorta di galleria d’onore. In essa è possibile contemplare finestre in cui sono esposti, come in un museo, i simulacri dei più grandi giocatori del passato (come Alekhine), presente e futuro, e termina con Kim Kerim.

Scacchi e psicologia della lotta.
La terza parte del romanzo è tutta basata sul confronto Bogar-Tehom. Pensieri e considerazioni dell’umano, entusiastiche scoperte di atout da giocare, cupa disperazione seguita da afflati di speranza. Apprendimento reciproco.

Scacchi e passione, scacchi e ossessione, scacchi e pazzia.
Sono i tre noti livelli dell’influenza del gioco sull’uomo. Ho avuto già modo di affermare che grazie alla sua stuttura logico-matematica gli scacchi possono essere gestiti non solo da esseri umani, ma anche da tutta una serie di personaggi tipici del mondo fantastico abilitata a riconoscere tale struttura logica : robot, androidi, alieni, computer, entità intelligenti, entità superiori, entità metafisiche, entità creatrici. Ed è proprio la reazione fra struttura logica del gioco + valenza simbolica infinita che porta all’esplosione delle prospettive letterarie nella Fantascienza. Questo è proprio il caso di Pianeta Morphy. Dav Bogar, come i protagonisti dei celebri romanzi di Nabokov e Zweig, si lascia prendere dalla passione e poi forse dall’ossessione per il gioco. Ma l’entità superiore Tehom non ammette la sconfitta e resta in loop d’analisi. Cioè s’impalla. Impazzisce.

Scacchi come vita-morte.
Nella sfida per la vita (sua e dei suoi cari) riecheggia la sfida del Cavaliere Antonius Block contro la Morte nel Settimo Sigillo.

Il Settimo Sigillo (1957)

Previsioni scacchistiche.
Pianeta Morphy” (in rumeno “Pretul secant genuii”) esce quando Fischer è ancora campione mondiale. Rogoz prevede che Fischer perderà con una novità teorica nella siciliana (e sbaglia, anche se così avverrà davvero a Karpov contro Kasparov). Però lo scrittore prevede una cosa molto interessante per il 1974, anno in cui i computer scacchistici facevano ancora ridere i polli: che dei calcolatori si troveranno costantemente nel giro dei pretendenti al Titolo; e perché no, che ci saranno anche campioni alieni. Possiamo vedere Tehom come una versione infinitamente potenziata di Deep Fritz o meglio, di AlphaZero.

Scacchi in senso lato
En passant, Rogoz inventa un altro gioco di strategia “uno contro uno a informazione completa”, il Flip-Flop, e ne descrive magistralmente una partita, la Bogar-Guthrie. Quest’ultimo è uno degli umani che aveva affrontato il pianeta, uscendone vivo ma psichicamente distrutto. Nel Flip-Flop i due avversari contribuiscono a turno a costruire una specie di Domino in versione topologica. Guthrie costruisce un insuperabile nastro di Moebius, ma Dav lo batte con un doppio Moebius.

Curiosità para-scacchistiche
Nella sfida Dav-Guthrie i due adoperano, invece che tessere o mattoncini, moltissime bottigliette di prezioso Zgromb. È pure con bottigliette di liquore che giocarono la sfida della verità (a Dama) Wormhold (il buono) contro il capitano Segura (il cattivo) nell’esilarante romanzo di spionaggio Il nostro Agente all’Avana di Graham Greene.

Pseudobiblion
Nel romanzo compare anche uno pseudobiblium (o pseudobiblion). I più famosi fra i libri che non esistono ma è come se esistessero, tanto sono noti, sono il Necronomicon di Lovecraft e l’Enciclopedia Galattica di Asimov. Anche Rogoz ne cita uno, che contiene la successione dei campioni del mondo inserita a mo’ di Sistema Periodico: Cronache degli Scacchi di Reicher, collez. Sci. 464, anno 17° era cosmica, Bucarest, Terra.

Scacchi come inferno dispensatore di dolore e piacere
Perché noi amatori, in fondo, giochiamo a scacchi? Nel romanzo s’incontra anche quest’altra importante metafora del gioco. Durante la sfida Bogar scopre che “sempre nuovi e nuovi motivi di straziante piacere venivano allo scoperto”. E molti grandi maestri galattici confessavano che perdere una partita contro Dav “procurava loro un piacere magico”. Infine Tehom stesso suggerisce che “vicino a lui si possono conoscere gioie incomparabilmente più intense di quante sia concesso conoscere altrove…”
Parole che potrebbero tranquillamente uscire dalla bocca di un mito horror: il capo dei Supplizianti e principe dei Cenobiti, della serie Hellraiser.

Pinhead, principe dei Cenobiti (Hellraiser)

Struttura intrinseca scacchistica del romanzo
Apertura: Nascita di Bogar e vita sull’astronave.
Mediogioco: Ascesa di Bogar, lotta contro i pirati, fuga. Ricerca di Guthrie e Tehom.
Finale. Incontro con Tehom e con le tematiche esistenziali.
Analisi post-partita: Rogoz si assegna il ruolo di storico, con un’analisi delle varianti su tutti i possibili esiti della sfida.

Conclusione
Un appassionato di scacchi e fantascienza non può non leggere Pianeta Morphy, per quanto esso presenti alcuni punti deboli, specie in apertura.
Concludo agganciandomi a un altro capolavoro SF. Possiamo vedere Tehom anche come controfigura del computer folle HAL 9000.

L’astronauta David Bowman (2001: Odissea nello Spazio)

Ehi, ma Dav Bogar è in forte assonanza con David Bowman, l’astronauta di 2001 Odissea nello Spazio! Vorrei poter dire che David conosceva gli scacchi come Dav Bogar, ma la famosa partita del film fu giocata dal collega Frank Poole, poi ucciso da HAL. Comunque, scommetto che Rogoz fu influenzato eccome, dal capolavoro di Kubrick!
Tehom, infatti, è anche controfigura del Monolita di 2001. Un varco pieno di stelle che porta verso l’Infinito. Non dello spazio, ma dell’insondabile universo degli scacchi.

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