La Domenica Scacchistica: Delhi

(Claudio S.)

Per un occidentale, la prima sensazione che si ha arrivando a Delhi è la saturazione da stimoli: visivi, sonori, culturali, climatici… tutto sembra essere fuori scala. Se il taxi, rigorosamente con guida a destra, che vi sta portando in albergo, potrebbe anche suggerire una certa normalità, di sicuro la quantità di “clacsonate” nel traffico chiariscono subito che siete in una parte di mondo diversa: qui suonano tutti, anzi sul retro degli autobus c’è proprio scritto “Please horn” (per favore, suonate il clacson)! Ma, nonostante la confusione e la varietà di mezzi di trasporto in strada (autobus, automobili, motorini, risciò a motore, minitaxi…) non c’è animosità e tutto sembra svolgersi con la massima normalità. Vedendo scorrere dal finestrino il profilo della Tomba di Humayun o della Tomba di Safdarjung, dell’India Gate o del distretto amministrativo in pietra rosa, sarà invece chiaramente percepibile l’enorme importanza, anche simbolica, della città e il peso della sua storia, pre- e post-coloniale. Sarà però quando vi farete trasportare da un risciò a pedali dalle mura del Red Fort nell’intrico delle stradine della Vecchia Delhi che potrete vivere l’incredibile varietà etnica e religiosa dell’India, che qui trova una sorta di rappresentazione sincretica: nel giro di pochi minuti si passa da un tempio Sikh alla Jama Masjid, la più grande moschea indiana, dal tempio hindu al cenotafio del Mahatma Gandhi, il tutto in un’atmosfera, piena di colori e di odori, assolutamente inebriante. E quando vi sarete resi conto che l’India non è una nazione, ma un continente, ricco di così tante etnie, religioni e organizzazioni sociali che convivono in un’apparente armonia neanche concepibile alle nostre longitudini, allora capirete perché l’India rimane nel cuore e nella mente di molti. E anche perché quando vi capiterà di parlare con un Indiano avrete la sensazione che vi stia “leggendo” in una maniera completamente diversa da quella a cui siete abituati. Immaginate cosa può essere giocarci contro a scacchi!

(da: “i luoghi degli scacchi”, C.Sericano-R.Moneta, 2015).

(UnoScacchista)
Organizzato irregolarmente a partire dal 1983, il Campionato scacchistico del Commonwealth si gioca nel 2018 a Nuova Delhi, come già nel 2007, nel 2010, nel 2015 e nel 2017. A parte qualche vittoria di grossi nomi inglesi (2 volte Adams, 3 volte Short), la faccenda sta diventando sempre più una questione tra i molti GM indiani. Dopo la vittoria di Gawain Jones nel 2011 a Ekurhuleni (Sud Africa), gli ultimi 6 vincitori sono infatti stati indiani: Babu Laith, Deep Sengupta e ben 4 volte Abhijeet Gupta, che è il campione in carica. Il torneo si svolgerà dal 26 Giugno al 4 Luglio, con doppio turno il 30 Giugno.

[Se ti interessa, puoi partire da qui per visitare molti altri Luoghi degli Scacchi]

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