[R] Caccia al tesoro scacchistico nell’Ara Coeli di Roma

R I S T A M P A

(Roberto C.)
La basilica di Santa Maria in Ara Coeli è nel centro storico di Roma. Il suo nome originario era Santa Maria in Capitolio perché sorge sul Campidoglio, uno dei sette colli su cui venne fondata Roma. La basilica fu costruita nei pressi della prima zecca di Roma antica, più precisamente sulle rovine del Tempio di Giunone Moneta, motivo per cui – en passant – dedico lo scritto odierno all’amico scacchista Riccardo M.

[Foto Di Dnalor 01 – Opera propria, CC BY-SA 3.0]

E’ una delle tante chiese romane che al suo interno ha molte statue, come abbiamo già scritto in altra occasione [1] e che, proprio per l’alto numero, sia dell’une (le chiese) che dell’altre (le statue), ve ne sono alcune con personaggi che hanno avuto a che fare in modo diretto o indiretto con il gioco degli scacchi il che, a pensarci bene, non è nemmeno troppo difficile essendo stati non pochi gli uomini di chiesa vicini al nostro gioco come ad esempio il vescovo della chiesa cattolica Marco Gerolamo Vida (approfondimenti).

La lunga scalinata dell’Ara Coeli, costruita nel 1348 per celebrare la fine dell’epidemia della peste, fu inaugurata insieme alla chiesa da Cola di Rienzo; è composta da 124 ripidi gradini di marmo che conducono all’ingresso principale. Adesso però vi devo dire subito tre cose: la prima è che se avete deciso di entrare in questa chiesa, ricordatevi che Rocky Balboa affrontò con successo la cosiddetta Rocky Steps, la lunga scala che conduce verso il Museo dell’Arte di Philadelphia…

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… ma non questa ripidissima scalinata: questa, credetemi, non l’avrebbe interamente fatta di corsa nemmeno lui (!).

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Veduta del Romano Campidoglio con Scalinata che va alla Chiesa d’Araceli, G. B. Piranesi

E che per fortuna, questa è la seconda, si può entrare da un secondo ingresso laterale molto più agevole, ovvero, dalla Scala dell’Arce Capitolina, raggiungibile in fondo a sinistra dalla famosa piazza Michelangiolesca [2], situata in cima al colle del Campidoglio.

E che da qualsiasi parte entrerete- si, questa è la terza – sarete in uno di quei luoghi che, come dicevamo sopra, può essere visitato non soltanto per religiosità e bellezza dei suoi interni o per quel quarto d’ora in difesa dalle assolate giornate estive romane ma anche per un singolare punto di vista ludico: un gioco nel gioco, facile da risolvere, mentre si ammirano gli interni di questa bella basilica. A questo punto, se ce l’avete fatta ad arrivare in cima, sarete pronti – fiato permettendo – alla nostra ‘caccia al tesoro scacchistico’…

Pronti ? Partenza… Via!

Trovare la statua di Leone X

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Statua di Leone X all’interno di Santa Maria in Ara Coeli, Roma

Nato Giovanni di Lorenzo de’ Medici (Firenze, 11 dicembre 1475 – Roma, 1º dicembre 1521) fu nominato papa nel 1513. Cosa c’entra un papa col nostro gioco preferito ? Davvero tanto perché papa Leone X, grande appassionato di scacchi, negli otto anni del suo pontificato, protesse il gioco favorendone la diffusione anche nel mondo ecclesiale. La messa al bando del gioco degli scacchi, insieme ai dadi ed al gioco d’azzardo, iniziata con la famosa lettera del 1061 scritta dal vescovo di Ostia Pier Damiani al papa Alessandro II per segnalare che un vescovo fiorentino, reo di essersi attardato l’intera notte a giocare a scacchi trascurando totalmente i propri doveri religiosi, e proseguita per lungo tempo venne abrogata definitivamente nel 1609 da Papa Paolo V (Camillo Borghese) anche grazie alle parole di una santa donna e di un sant’uomo, S. Teresa d’Avila e San Francesco di Sales, che ne scrissero favorevolmente assegnando al gioco un valore morale e mistico.

Trovare la statua di papa Gregorio XIII.

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Statua di Gregorio XIII all’interno di Santa Maria in Aracoeli, Roma

Nato Ugo Boncompagni (Bologna 7 gennaio 1502 – Roma 10 aprile 1585), nominato papa nel 1572 ebbe un figlio naturale: Giacomo (o Jacopo) Boncompagni (Bologna 8 maggio 1548 – Sora 18 agosto 1612), grande appassionato del gioco degli scacchi, al quale furono dedicati alcuni trattati sulla materia, come ad esempio Il giuoco degli scacchi del dottor Salvio diviso in IV libri dove nel libro secondo è riportato: “Nel Pontificato della felice memoria di Gregorio XIII Pontefice Massimo si ritrovava Lionardo da Cutri (detto il Puttino) in Roma, dove vacava alo studio delle leggi, benché più che al gioco degli Scacchi…

Trovare la cappella dedicata a San Bernardino da Siena

Come tutti sanno nelle chiese non ci sono soltanto statue per cui, per questa speciale caccia al tesoro scacchistico, dovrete trovare la cappella realizzata nel 1485 da Bernardino di Betto detto il Pinturicchio, dedicata a San Bernardino da Siena (Massa Marittima, 8 settembre 1380 – L’Aquila, 20 maggio 1444), dell’Ordine dei Frati Minori, che a Perugia (1425) [3] e Siena [4] (1426) radunava folle con violente prediche contro le vanità (lusso femminile, giuoco, usura, avidità delle ricchezze, ecc.) invitando alla consegna di oggetti vari per i suoi ‘bruciamenti’, dei veri e propri pubblici falò, come raffigurato nell’affresco centrale.

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Particolare dell’affresco centrale della cappella di San Bernardino da Siena (1485)

Trovare i pezzi degli scacchi Alfiere e Re nel pavimento

E last but not least ci sarebbero ancora da trovare degli spezzoni di marmo inseriti nel pavimento cosmatesco dei secoli XIII-XIV che non sappiamo esattamente cosa siano (forse delle lastre tombali ?) ma visto che a dei bambini dell’ASD Frascati Scacchi Club sono sembrati dei pezzi degli scacchi (la notizia ci è arrivata dalla loro Istruttrice F.S.I. Carla Mircoli) siamo andati a vedere di cosa si trattava; la nostra opinione è che sicuramente non sono pezzi degli scacchi ma che, anche a noi adulti (in fondo anche noi siamo dei bambini), sembrano l’Alfiere ed il Re degli scacchi.

Spezzoni di lastre di marmo nel pavimento di Santa Maria in Aracoeli, Roma

NdA: Post aggiornato il 25 Agosto 2018 con correzioni suggerite dal M° Adolivio Capece.


[1] La pavimentazione geometrica della piazza e la statua equestre di Marco Aurelio sono riprodotte su tutte le pagine del passaporto italiano e sul retro dei 50 centesimi di Euro coniati in Italia; una veduta della piazza era presente anche sul retro delle banconote da 10.000 lire, le cosiddette “Michelangelo”, emesse dalla Banca d’Italia dal 1962 al 1977.

[2] Le chiese nel centro storico di Roma sono più di duecento, forse addirittura trecento, non avendo nessuna idea di quante possano essere le statue al loro interno.

[3] Esortò le donne a bruciare nella pubblica piazza «li capelli posticci e balzi da scuffie e tutti i loro concimi» e gli uomini «dadi, carte, tavolieri, scacchi e simili cose».

[4] Un giorno fece costruire nella piazza del Campo un castello di legname dove furono portati < più di quattrocento carichi di tavolieri, carte, dadi, capelli, scacchieri,…> e a fine sera ogni cosa fu arsa. In altra occasione affermò pubblicamente che uno dei suoi frati bruciò «duomila settecento tavolieri in uno di’ a Barzelona, che v’erano di molti che erano d’avorio, e anche molti scachieri».

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