La Domenica Scacchistica: Auckland

(Riccardo M.)
Correva l’anno 2018 qualche giorno fa nella nostra Italia. Contemporaneamente ad Auckland era già l’anno 2019. Il particolare non dovrebbe essere un argomento a favore dei sostenitori della “Terra piatta”.

Ma tant’è, gli sciocchi non demordono mai, neppure un momento, al punto che forse, come affermava Alexandre Dumas figlio, “sono da preferire i mascalzoni agli sciocchi, perché almeno i primi … ogni tanto si concedono una pausa”.

Per cotesti imbecilli non ha avuto significato neppure l’impresa di Juan Sebastián Elcano, il nostromo spagnolo di Magellano, il quale nel 1522 riportò in Europa la nave Concepción, compiendo per primo la circumnavigazione del globo.

E del resto dobbiamo sempre attenderci che esista tanta gente capace di rinnegare il progresso e tornare indietro nel tempo, magari anche prima dell’anno 255 a.C., quando il bibliotecario e astronomo greco Eratostene di Cirene misurò per primo, e quasi esattamente, la circonferenza della nostra Terra. La faccenda seria è che gli sciocchi di cui parlava Dumas oggi paiono in aumento, e capaci di convincere tanti altri sciocchi, e questa non è una buona notizia per il futuro della nostra Terra.

La Nuova Zelanda è celebrata soprattutto per la bontà dei suoi kiwi e per il fascino del suo rugby, ma Auckland, la città più popolosa, è chiamata City of Sails (la “Città delle vele”), per l’incredibile numero di imbarcazioni a vela che circondano ogni momento della giornata le sue spiagge e riempiono le sue deliziose baie. Le potrete ammirare, ad esempio, dalle terrazze più alte della “Sky Tower”, che con i suoi 328 metri è l’edificio più alto del continente Oceania.

Auckland è anche, o dovrebbe essere, un esempio di integrazione razziale pienamente riuscita, con la popolazione e la cultura dei polinesiani Māori che oggi è perfettamente inserita nella società neozelandese. Ma non lo è solo da oggi, lo è forse addirittura dal 1840, da quando cioè il “Treaty of Waitangi”, che è il documento costituzionale più importante della Nuova Zelanda, venne sottoscritto appunto a Waitangi, località della Bay of Islands, dal capitano William Hobson, rappresentante della Corona Britannica, da numerosi residenti inglesi e da circa 45 capi Māori.

Ma queste sono storie dell’altro mondo, un mondo sferico….

Intanto oggi ad Auckland hanno inizio, e si giocheranno fino al 12, i Campionati di Oceania di scacchi giovanili, Rapid e Blitz, open e ragazze. Ed ecco per l’appunto, a proposito di barche e di ragazzi, che ci vengono alla mente le parole (1966) del nostro grande cantautore Sergio Endrigo:

“…. e se tutti i ragazzi, i ragazzi del mondo, volessero una volta diventare marinai, allora si farebbe un grande ponte, con tante barche intorno al mare …. …. e se tutta la gente si desse una mano, se il mondo finalmente si desse una mano, allora ci sarebbe un girotondo intorno al mondo, intorno al mondo ….”

immagine dal Blog “Voglio vivere così, una finestra sul mondo”)

Non sarà facile, ma se sarà così allora davvero sconfiggeremmo definitivamente l’ignoranza e il razzismo. E’ questo il miglior augurio che possiamo fare a quei ragazzi e ragazze, al mondo intero e all’Italia per il 2019 e per tutti gli anni a venire.

P.S.:
Eccezionalmente, questa 99ª e ultima puntata della rubrica “La Domenica Scacchistica” esce a firma di Riccardo, che domenica prossima vi spiegherà perché è stata l’ultima puntata e cosa Claudio vi presenterà in sua sostituzione in tutte le domeniche successive dell’anno.

 

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