Uno Scacchista

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Clarice Benini, una vera figlia d’arte

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I partecipanti con la Benini al centro, archivio Sericano

(Mauro Berni – Roberto Cassano)
La scacchista fiorentina Clarice Benini (1905 – 1976), è stata una vera figlia d’arte. Rimase orfana a 15 anni quando a Viareggio, durante un torneo di scacchi, morì il padre Giuseppe (1854-1920); appassionato ma discreto giocatore che, però, nell’11° Torneo Nazionale di Roma del 1911, vinse questa famosa partita col Maestro Reggio effettuando un doppio sacrificio consecutivo delle Torri!

[Torneo Internazionale di Levanto 1957, i partecipanti con la Benini al centro, da “Archivio Fotografico” di C.Sericano]

Clarice, assidua frequentatrice del Circolo Scacchistico Fiorentino e del celeberrimo Caffè delle Giubbe Rosse di Firenze, è stata la più forte giocatrice italiana di tutti i tempi: la prima che può vantare l’Italia ad aver raggiunto il titolo di Maestro Internazionale Femminile (1950).

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Clarice Benini, tra le partecipanti al torneo di Semmering del 1936, è la prima in basso a sinistra

Sorprese il mondo scacchistico arrivando seconda al torneo internazionale del 1936 a Semmering (Austria), dietro la forte campionessa tedesca Sonia Graf, e anche al mondiale di Stoccolma del 1937 con 10 punti dietro l’imbattibile cecoslovacca Vera Menchik (a punteggio pieno con 14 vittorie) ma, questa volta, davanti alla Graf (9 punti). Con riferimento q questo torneo, Berni ha recentemente ritrovato una partita della Benini, pubblicata in un suo post precedente.

Qui c’è da precisare che nel 1937 furono giocati due mondiali femminili, entrambi vinti dalla Menchik: il primo in forma di match con Sonja Graf e il secondo a Stoccolma in un torneo tra 26 giocatrici di 16 differenti nazioni, dove la Benini ottenne un eccezionale secondo posto con 10 vittorie e 4 sconfitte e che, nel confronto diretto con la Menchik, riuscì ad avere due pedoni di vantaggio; purtroppo la loro partita non è ancora stata ritrovata.

Dopo questi notevoli risultati la nostra federazione dell’epoca, l’ASI (Associazione Scacchistica Italiana), già trasferita per legge nel 1934 dal CONI all’OND (Opera Nazionale Dopolavoro), ‘scoprì’ lo scacchismo femminile e nel 1938 a Milano e nel 1939 a Roma organizzò il Campionato italiano, vinto in entrambe le occasioni dalla Benini che, sempre nel 1939, ottenne un dignitoso settimo posto al campionato assoluto fiorentino, vinto da Rosselli Del Turco, davanti a Castaldi, Ceccato e Gabinara.

Così scrisse di lei il marchese Rosselli Del Turco: “D’una fantasia vivacissima essa va sempre alla ricerca della combinazione brillante e spesso riesce a vincere per un attacco violento: ma anche nelle partite di posizione ci si ritrova assai bene perché la sua logica e potenza di analisi non è inferiore all’immaginazione” (L’Italia Scacchistica, n. 8, 15 agosto 1936, p. 146).

La Benini partecipò a numerosi tornei “maschili” con buoni risultati ed è stata, tra l’altro, ‘La prima donna – a tutt’oggi l’unica – a partecipare al Campionato Italiano unisex, il 12° Campionato italiano di Firenze che si svolse a Firenze nel 1948 in memoria di Stefano Rosselli del Turco, morto il 18 agosto dell’anno prima’ (Barsi e Innocenti, Clarice Benini, Omaggio alla Campionessa di Scacchi, Ass. Culturale ‘Il Delta della Luna’, 1999).

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Clarice Benini – Vincenzo Nestler, Firenze 1948, courtesy R.Cassano (ex-Archivio Nestler)

A Firenze ottenne 4½ su 10 e da Campionessa Italiana in carica pareggiò con Nestler (UnoScacchista: Nestler, un siciliano a roma – prima parte), in quegli anni ancora uno dei migliori giocatori italiani e, con un sacrificio di Regina, riuscì a pattare con Napolitano; purtroppo anche questa partita non è conosciuta.

Chantal Chaudé de Silans, nel 1962 (Foto Hugo van Gelderen / Anefo)

E adesso vediamo una partita della Benini, giocata al mondiale di Mosca del 1949-50, vinta con un sacrificio di Regina, contro la francese Chantal Chaudé de Silans (1919-2001), la prima donna a giocare alle Olimpiadi degli scacchi (Dubrovnik 1950) ed alla quale, in quello stesso anno venne assegnato il titolo di WIM.

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Benini-Simonne Bussers Venezia 1951 (Foto Ferruzzi Venezia), tratta dal sito scacchipress.it

Nel 1951 al torneo internazionale femminile di Venezia 1951 realizzò 4½ su 8 arrivando 3ª-4ª ex-aequo, in quello di Abbazia (Croazia) 1953 2ª con 13½ su 17 (+12 =3 -2) dietro la slava Nedeljković, imbattuta con 15 punti su 17.

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Annullo postale Gardone 1956, collezione Cassano

Successivamente vinse, senza perdere alcuna partita, i tornei femminili di Gardone Riviera 1956 e Amsterdam 1957 e nello stesso anno, a Levanto (nell’immagine di apertura la Benini è al centro del gruppo), a cinquantadue anni suonati, totalizzò 5 punti su 11, vincendo con l’allora giovanissimo Maestro Laco e pareggiando nuovamente con Napolitano, vincitore del torneo, che nel frattempo era diventato GM dell’ICCF e vice campione mondiale per corrispondenza nel 1953.

Clarice ridusse fortemente le sue partecipazioni e non giocò più a causa di una malattia agli occhi e nel 1976, all’età di 71 anni, fu assassinata dalla follia di un vicino di casa, come ricordato da Riccardo l’8 marzo 2017 in Clarice Benini, l’italiana più grande.

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