I luoghi degli scacchi: New York

(Claudio S.)
Manhattan, storpiatura della parola Mannahatta, che in lingua unami significa “isola con molte colline”, è una sottile striscia di terra posta tra il fiume Hudson e l’East River, larga meno di 4 km.

Quando l’esploratore fiorentino Giovanni da Verrazzano la scoprì, nel 1524, se ne impossessò in nome del Re di Francia, ma questi non trovò interessante un’area ricoperta da una foresta abitata da selvaggi e sulla quale non c’erano tesori.
Nel 1624 gli olandesi colonizzarono l’isola, e per proteggersi dagli inglesi vi costruirono un forte, Nieuw Amsterdam, e una lunga palizzata, che dopo la conquista gli inglesi chiamarono “wall”, situata dove oggi c’è “Wall Street”. Alla fine dell’ottocento l’isola di Manhattan era satura di case, e venne deciso di espandersi nelle zone vicine, che divennero gli altri distretti di New York. Manhattan rimase comunque il centro vitale della città, e qui nacquero, con le nuove tecnologie, i primi grattacieli. Nel 1891 venne eretto il Manhattan Building, di sedici piani.
Nel 1902 venne ultimato lo splendido Flatiron Building, a base triangolare, alto ventidue piani, che divenne presto oggetto di scommessa sulla sua resistenza alle forti raffiche di vento. L’edificio, che è tutt’oggi vivo e vegeto e grande attrazione turistica, ebbe quel nome popolare (il suo vero nome è Fuller Building) a causa della somiglianza con un ferro da stiro.
La gara continuò: trenta, cinquanta, settanta ed infine i centodue piani dell’Empire State Building, inaugurato nel 1931, che rimarrà il grattacielo più alto fino alla Torri Gemelle. L’Empire corse un bel rischio nel 1945, quando un bombardiere B-25 Mitchell si schiantò all’ottantesimo piano.
Gli altri distretti di New York sono Brooklyn, italianizzata in Broccolino, città indipendente fino al 1898, quando votò per unirsi alla grande mela; Queens, con gli aeroporti Kennedy e la Guardia; il violento Bronx e il residenziale Staten Island.


Il torneo di New York del 1857 raccolse tutti i migliori maestri americani ed il tedesco Paulsen.
Paul Morphy, ventenne di New Orleans, sconfisse Thompson (2-0), Meek (3-0), Lichtenhein (3,5-0,5) e Louis Paulsen (6-2) in finale, vincendo così l’unico torneo al quale prese parte.
Theodor Lichtenhein, tedesco sbarcato in america sei anni prima, eliminò il vecchio campione USA Stanley, e nella finale per il terzo posto sconfisse Raphael (3-0).

New York 1857, i partecipanti, Morphy è seduto a destra della scacchiera

Nel 1865 si stabilì a New York lo scozzese George Henry Mackenzie, che fu per anni il miglior giocatore americano. Nel 1886 New York ospitò con St.Louis e New Orleans il mondiale Steinitz-Zukertort, vinto dal primo per 12,5-7,5. Nel 1889 si disputò a New York un duplice girone con venti maestri. Le patte contavano nel primo girone, mentre quelle del secondo venivano rigiocate in una ulteriore partita.

Il torneo di New York del 1889, secondo le intenzioni degli organizzatori, doveva valere come campionato del mondo, ma l’assenza di Steinitz, che aveva vinto appena un mese prima il match a L’Avana contro Chigorin, fece cambiare i programmi.
Steinitz fu presente al torneo come giornalista, e ne scrisse il libro. Venne deciso che il vincitore del torneo avrebbe sfidato Steinitz. Chigorin e Weiss, che avevano concluso il match di spareggio 2-2, si dichiararono non interessati alla sfida, mentre Isidor Gunsberg, giunto terzo, accettò. L’ungherese naturalizzato inglese pareggiò un match contro Chigorin a L’Avana, e quindi si accettò la sua candidatura. Il nuovo match per il titolo mondiale si tenne a New York dal 9/12/1890 al 22/01/1891. Steinitz riuscì a prendere un piccolo vantaggio ed amministrarlo sino al termine del match.

New York fu sede, insieme a Philadelphia e Montreal, del match mondiale giocato tra Steinitz e Lasker nel 1894, che segnò la fine del regno per il cinquantottenne boemo, e l’inizio per il ventiseienne tedesco.
Due tornei di un certo interesse si disputarono a New York nel 1893 e nel 1894:

New York 1893: 1°Lasker 13/13, 2°Albin 8,5, 3°-5°Delmar, Lee e Showalter 8, 6°Hanham 7,5, 7°Pillsbury 7, 8°Taubenhaus 6, 9°-11°Pollock, Ryan e Schmidt 5, 12°Jasnogrodsky 4, 13°Olly 3,5, 14°Gossip 2,5

New York 1894: 1°Steinitz 8,5/10, 2°Albin 6,5, 3°-4°Hymes e Showalter 6, 5°-6°Delmar e Pillsbury 5, 7°-9°Halpern, Hanham e Rocamora 4, 10°-11°Baird D.G. E Jasnogrodsky 3

Tra il 1886 e il 1915 venne esposto all’Eden Musee (Il museo delle meraviglie) l’automa Ajeeb, che giocava a scacchi, manovrato dall’interno da un uomo di dimensioni contenute.
I campioni USA Hodges e Pillsbury furono tra i “manovratori”.

In quegli anni risiedette a New York, proveniente dal Massachusetts, il nuovo astro americano Harry Nelson Pillsbury. Purtroppo la sua stella brillò per pochi anni.

Col nuovo secolo esplose il primo grande campione newyorkese, Frank James Marshall. Questi, trentenne, osò sfidare Emanuele Lasker. Il match si disputò nel 1907 a New York, Philadelphia, Baltimora, Chicago e Memphis, e vide il netto successo del campione tedesco, che sconfisse Marshall per 11,5-3,5.

Nel secondo decennio del secolo si tennero a New York numerosi tornei ai quali partecipò il grande cubano Jose Raoul Capablanca.
New York 1910: 1°Marshall 10/12, 2°Capablanca 9,5, 3°-4°Chajes e Jaffe 9 (13 giocatori)
New York 1913: 1°Capablanca 11/13, 2°Marshall 10,5, 3°Jaffe 9,5, 4°Janowski 9 (14 gioc.)
New York Rice 1913: 1°Capablanca 13/13, 2°Duras 10,5, 3°Black 10, 4°-5°Chajes e Kupchik 9
New York 1915: 1°Capablanca 13/14, 2°Duras 12, 3°-4°Chajes e Kupchik 7 (8 gioc.)
New York, in memoria prof. Rice, 1916: 1°Capablanca 14/17, 2°Janowski 11, 3°Chajes 10,5, 4°-5°Kostic e Kupchik 10 (14 giocatori, i primi cinque giocano un girone finale)
New York 1918: 1°Capablanca 10,5/12, 2°Kostic 9, 3°Marshall 7, 4°Chajes 6, 5°Janowski 4, 6°Black 3, 7°Morrison 2

Nel 1915 Marshall fondò a New York il “Marshall Chess Club”, che in breve tempo diventerà famoso come il Manatthan C.C ed il Brooklyn C.C.

Nel 1922 l’undicenne prodigio Samuel Reshewsky partecipò ad un torneo cittadino, terminando terzo con punti 2,5/5, dietro ad Ed. Lasker e Jaffe ma davanti a Janowski.

Il grande torneo di New York del 1924 ebbe un esito clamoroso. Lasker, dopo aver perso il titolo contro Capablanca nel 1921, si prese una bella rivincita, staccando il cubano di un punto e mezzo. Capablanca perse contro Reti, e questa fu la sua prima sconfitta dopo otto anni di imbattibilità.

New York 1924, seduti Yates, Capablanca, Janowski, Ed. Lasker, Em. Lasker
In piedi Marshall, Tartakower, Maroczy, Alekhine, Reti e Bogoljubow

Il campione del mondo Capablanca vinse imbattuto e con un grande vantaggio il torneo di New York del 1927. Alekhine, giunto secondo, acquisì il diritto a sfidarlo.

Gli anni trenta e quaranta videro New York lontana dai grandi eventi internazionali. Nel 1931 Capablanca vinse un piccolo torneo davanti a Kashdan. Reshewsky, Fine, Simonson, Kashdan, Horowitz e Denker giunsero nei primi posti dei tornei nazionali. Nel 1939 Fine e nel 1944 Denker divennero campioni statunitensi.

Durante la guerra, New York fu sede di tristi eventi: nel 1941 morì di malattia Emanuele Lasker; nel 1942 toccò a Capablanca, che si accasciò mentre assisteva ad un partita amichevole al Manhattan Chess Club; nel 1944 fu la volta di Marshall, che tornava a casa da un torneo di bingo. Unica nota lieta, nel 1943 nacque Bobby Fischer.

Il “washing monday”

Nella seconda metà del Novecento New York ospitò numerosi tornei nazionali e cittadini, ed alcune edizioni del Word Open, che videro al primo posto Browne (1973), Larsen (1974), Benko e Trefler (1975), Lein e Zuckerman (1976), Ivanov I., Gurevich D., Benjamin e Rohde (1981, giocato a New Paltz), Spraggett, Quinteros, Shirazi, Bass e Zaltsman (1983).

Nel 1987 nacque il New York Open. La prima edizione, con 1.075 partercipanti iscritti ai vari tornei e 45 grandi maestri, vide ai nastri di partenza Spassky, Larsen e Zs.Polgar. Vincitori furono Seirawan e Adorjan, col primo che vinse un successivo spareggio. Nel 1988 vi fu il trionfo del diciannovenne MI sovietico Ivanchuk, che vinse 20.000 dollari e precedette di un punto Garcia Gonzales. L’undicenne Judit Polgar fece la norma di MI.

Nel 1989 John Fedorowicz si impose a sorpresa davanti alla pattuglia sovietica composta da ben quattordici giocatori. In gara le tre Polgar, Smyslov, Kamsky, Polugaevsky e Gelfand.

Il Mondiale del 1990, tra Kasparov e Karpov, vide una prima parte a New York ed una seconda a Lione. I due campioni lasciarono la città nordamericana in perfetta parità, mentre in Francia Kasparov vinse una partita in più e si aggiudicò il match per 12,5-11,5.

Il New York Open del 1990, onorato dalla presenza in gara di Tal, venne vinto da Alexander Khalifman che precedette Kamsky, Yudasin, Epishin e H.Olafsson.  Alexander Goldin fu il vincitore solitario del 1991, mezzo punto avanti ad un gruppone di 13 giocatori, tra i quali Kamsky, Ehlvest, Epishin, Dreev, De Firmian, Petursson e Lautier. Il tedesco Lobron vinse l’edizione del 1992 davanti ad Ehlvest e Fedorowicz. Sette giocatori, Goldin, Ehlvest, Benjamin, Alburt, Adianto, Hellers e Gurevich I., conclusero in testa con 7/9 l’edizione del 1993. Nel 1994 l’Estonia fece doppietta con Ehlvest ed Oll che terminarono solitari a 7,5/9.

Il Mondiale della PCA del 1995 fu giocato a New York, al World Trade Center, al 107° piano della Torre Sud. Garry Kasparov, dopo i primi otto pareggi ed una sconfitta nella nona partita, si sblocca e si impone su Anand per 10,5-7,5.

Il GM ceco Pavel Blatny si impose nettamente, con punti 8/9, nel New York Open del 1995, precedendo di un punto Oll, Hracek, Benjamin e Svidler. Nel 1996 vinse Van Wely davanti ad Adams, Ehlvest e Dindzichashvili. Nel 1997 Krasenkow e Bologan si imposero a pari punti. L’armeno Minasian vinse nel 1998 una edizione con 64 GM in gara. Nel 1999 il torneo non si disputò per la mancanza di una sede adeguata, mentre nel 2000 terminò primo Ilya Smirin, con il sorprendente dodicenne Hikaru Nakamura che strappò un pareggio ad Epishin.


Puoi trovare “I luoghi degli scacchi” nelle principali librerie on-line, come MondadoriStore, ibs e laFeltrinelli.

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