Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Aggrappati allo stallo

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(Topatsius)
Spes ultima dea”, si dice. Ma sperare non basta, si deve cercare, cercare e trovare, perché a volte una strada per salvarsi (magari una soltanto e nascostissima!) ci potrebbe essere. Guardate questa posizione:

Wolfgang Pietzsch – Reinhart Fuchs
Germania Est, 1963

È tratta da una partita giocata nel 1963 nell’allora Germania Orientale fra i tedeschi Wolfgang Pietzsch e Reinhart Fuchs. La situazione del Nero non è apparentemente fra le più allegre. Ma Fuchs riesce, con l’abilità di un agile ranocchio, ad aggrapparsi ad un miracoloso stallo:

Le mosse del Bianco sono ovviamente tutte forzate. La Dea Speranza è qui arrivata in tempo in aiuto delle forze nere, guidate con sufficiente attenzione dal maestro internazionale berlinese (1934-2017) Reinhart Joachim Simon Fuchs.

Daniel Harrwitz

Altro secolo indietro ed altro stallo. O meglio, nella partita seguente il Bianco tormenta il Nero con minacce continue di stallo fino a fargli perdere il filo della vittoria ed arrivare davvero allo stallo.

Elijah Williams – Daniel Harrwitz
Londra, 1846

ll Nero ha un cavallo e un pedone in più. Un vantaggio decisivo. Però deve trovare il modo di sventare le risorse del Bianco, un farmacista di Bristol, disperatamente aggrappato alla ricerca dello stallo…

E il modo non lo trova! (nell’Ottocento capitavano abbastanza spesso questi fattacci). La partita continuò così:

Daniel Harrwitz tuttavia prevalse nettamente in quel match del 1846 (4 a 1), così come nella rivincita del 1852 (8 a 3). Forse Elijah Williams, che fu il primo presidente del famoso “Clifton and Bristol Chess Club”, non riuscì più a stare sufficientemente … aggrappato a qualcosa! (come invece fanno quei nostri tre ranocchi dell’immagine iniziale).

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