Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

“‘a livella”, cioè la scacchiera non fa differenze

(Riccardo Bizzarri)
“Ma chi te cride d’essere. . . un ddio?
Ccà dinto, ‘o vvuò capi ca simmo eguale? …
… Muorto si tu e muorto so’ pur’io,
ognuno comme a n’ato è tale e qquale.
Scriveva Totò nel 1964 con la sua poesia “‘a livella”.

Macabro inizio, senza dubbio, per un articolo dedicato agli scacchi, eppure la morte, presentata da Totò nel suo testo come una forza che con un solo colpo annulla ogni distinzione tra gli umani, ritengo sia, per quanto forte, un’eccellente metafora dell’inesorabilità della posizione sulla scacchiera.

Per la prima volta nella nostra vita incontriamo il gioco degli scacchi; ne impariamo le regole; iniziamo a giocare – e scopriamo che dire che “ci piace” è troppo poco; vogliamo migliorare, e così leggiamo una qualche letteratura scacchistica, e così, direttamente o indirettamente, capita che si leggano e si mediti su quei principi generali del gioco che sono stati delineati dai grandi maestri del passato e poi perfezionati o articolati nei secoli successivi.

Emanuel Lasker, nel suo Manuale degli scacchi del 1925, sostiene che fu Steinitz per primo a individuare e definire alcuni principi di fondamentale importanza del gioco, tra cui quello che un attacco, per essere lanciato e riuscire dovesse essere giustificato, e cioè debba essere fondato sulle caratteristiche della posizione. Quando la posizione sia matura per l’attacco, il giocatore in vantaggio deve lanciarsi all’attacco, sia perché altrimenti quel vantaggio verrà perduto anche con conseguenze spesso fatali, sia perché ne va dell’onore stesso del giocatore in questione. Se la posizione giustifica l’attacco e il giocatore in vantaggio non vacilla nella conduzione dello stesso, la sua vittoria sarà una conclusione inevitabile.

La posizione quindi non risparmia mai nessuno, nemmeno l’ex Campione del Mondo Magnus Carlsen.
Nei giorni scorsi si è già parlato a sufficienza della partita Suleymenov – Carlsen, Qatar Masters, Doha, 2023, e qui si rimanda riguardo ad essa all’articolo pubblicato il 13 ottobre sul web all’interno del blog UnoScacchista.

Qui interesserà soltanto concentrare l’attenzione sul fatto che il Bianco, senza lasciarsi intimorire dal mostro sacro che aveva soltanto a 50 cm circa di distanza di fronte a sé, abbia seguito quanto esplicitato per la prima volta da Steinitz due secoli indietro, e con protagonisti Donna e Cavallo, abbia costretto alla resa un Re avversario lasciato solo dai suoi pezzi che, scoordinati, non hanno potuto nemmeno tentare di accorrere in suo aiuto.

Nello spirito del testo in essere ho quindi intenzione di presentarvi brevemente di seguito due partite dove i protagonisti dentro la scacchiera sono gli stessi, e conquistano la scena a partire da una stessa situazione posizionale. Sono due partite giocate su territorio nazionale in tempi recentissimi.

Siamo molto, molto lontani dalle vette abitate da colui che alcuni, molti sostengono essere il più grande giocatore di scacchi di tutti i tempi, eppure sono convinto che queste due partite dimostrino come i pezzi siano pronti a farsi travolgere dallo stesso entusiasmo senza considerazione alcuna in merito alla natura della mano che li tocchi e muova.
Come nella Suleymenov – Carlsen citata in precedenza, Donna e Cavallo danno ancora una volta prova della loro intesa.
Ognuna delle due partite verrà presentata con un diagramma, a partire dalla mossa che inizia la manovra decisiva, corredato di alcune mie considerazioni e dei commenti tratti dalla rivista Cavallo – Scacco! (Torre & Cavallo – Scacco!, numero 5, settembre-ottobre 2023, pp.49-51).

Partita 1

Lettieri- Santagati
Villesse/Gorizia 2023
Posizione prima di 21.Txc8

Dopo 21.Txc8 il Bianco finirà per perdere, e il maestro Augusto Caruso, autore dell’articolo della rivista sopra citata, assegna infatti alla mossa 21 del Bianco il segno diacritico ‘?!’. Qui interessa il commento alla mossa del testo, commento che illustra le linee vincenti per il Bianco, linee che chiamano all’azione Donna e Cavallo contro il Re nero.

Si legge così nei commenti del maestro Caruso:


Partita 2

Laco – Martorelli
Villesse/Gorizia 2023
Posizione prima di 18.Ch5!

Prima di citare ancora i commenti del maestro Caruso, sarà opportuno, nel rispetto dello spirito dell’articolo in essere, e cioè del pensiero che la scacchiera e le posizioni espresse in essa siano dimensioni che non conoscono alcuna distinzione di genere, status, etc., e anche di età anagrafica, sarà opportuno -si diceva- ricordare che qui, in questa partita, il Bianco è condotto da un maestro italiano di ben 86 anni.

Lascio ora spazio all’analisi del maestro Caruso.


Nei giorni in cui questo articolo veniva composto, Carlsen riscattava la sconfitta di cui si è discusso in precedenza tessendo una rete di matto intorno al Re nero a discapito di Muthaiah (Carlsen – Muthaiah, Qatar Masters, Doha, 2023), lui stesso servendosi della coordinazione tra Donna e Cavallo.

“La scacchiera ‘o ssaje ched’è? … è una livella”


Nato nel 1981, Riccardo Bizzarri ha riportato da qualche anno gli scacchi nella sua vita dopo averli amati per tutta l’adolescenza, compiendo anche i primi passi nella dimensione dell’agonismo. Interessato tanto alla comprensione del gioco quanto all’approfondimento dei suoi aspetti storici, ha per le figure di Emanuel Lasker e Mikhail Tal’ un’attrazione tutta particolare.

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