Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

L’inesplicabile sparizione dei Cavalli bianchi

Cortesia di un amico romano dalla sua collezione privata

(Enzo Giuseppe Minerva)
«Che ne pensa di una capatina ad Hanover Square?» mi chiese Holmes un pomeriggio. In breve ci trovammo al St. George’s Club, uno dei circoli londinesi più alla moda. Qui, nel 1851, si svolse il primo torneo scacchistico internazionale. Vi si trovano anche tavoli dedicati al whist ed un’ottima biblioteca, non solo sui giochi, spesso fonte d’ispirazione per il mio vecchio amico. Grazie anche a queste frequentazioni, per esempio, Holmes riuscì nel 1894 a risolvere il caso dell’assassinio dell’onorevole Roland Adair, da me raccontato nell’Avventura della casa vuota.

Quel pomeriggio il club era deserto. I tavoli verde smeraldo del whist perfettamente ordinati, al centro di ciascuno le scatole contenenti le carte. I tavoli con le scacchiere ad intarsio, invece, tutti in disordine, con le posizioni più svariate dei pezzi, alcune di matti elementari, altre di gioco appena iniziato. Era evidente che gli ultimi a lasciare il club erano stati i soliti scacchisti disordinati e strampalati.

Dalla bacheca dei giornali Holmes prese l’ultimo numero dell’Illustrated Sporting and Dramatic News, uno dei periodici da lui preferiti: da una lettura tra il sacro e il profano quella vecchia volpe era capace di trarre geniali spunti per le sue ricerche. La rubrica scacchistica riportava una posizione che carpì da subito l’attenzione di Holmes.

OMINIM AMGINE

SPG 14.0

Sapevo che Holmes non era esattamente il tipo di scacchista convenzionale. Ovviamente quello che negli scacchi lo poteva attrarre erano quel genere di posizioni per avvicinarsi alle quali è necessaria la logica e il mio amico Sherlock di logica ne aveva da vendere…

Holmes cominciò ad immergersi nelle sue elucubrazioni. Capii subito: era esattamente una di quelle situazioni nelle quali fare domande impulsive al mio amico avrebbe comportato la sua immensa collera, che si sarebbe manifestata con un genere di rispostacce che ben conoscevo. Evitai e mi misi anch’io all’opera, fingendo di concentrarmi sulla posizione.

« Caro Watson, qui si tratta di una cosa seria! Lei ha capito in qual genere di problema ci siamo imbattuti? »

« Veramente sono stato attratto da quella scritta in latino alla sommità del diagramma, mentre la posizione non mi dice nulla. »

« Ma quale latino Watson? Quella scritta non è in latino: se lei la legge da destra a sinistra scoprirà che si tratta di italiano, ENIGMA MINIMO, ed è un motto usato dall’autore del problema per celare la sua identità, almeno in parte, visto che di solito le iniziali del motto, E. M. in questo caso, coincidono con quelle del compositore, ma questo non la deve distrarre! Per quanto riguarda la posizione ha ragione, mi ero dimenticato per un attimo che lei è sì un buon giocatore di whist ma non certo uno scacchista, diciamo, esperto. Questa posizione è un cosiddetto problema del genere retroanalisi. In pratica, in questo caso, bisogna ricostruire tutte le precedenti mosse a partire dalla posizione iniziale, un’ipotetica partita che abbia mosse tutte legali. Mi segue? »

« Tutto chiaro Holmes, ma la scritta in calce? »

« La scritta “SPG 14.0” indica ai solutori che sono state giocate quattordici mosse dal Bianco e altrettante dal Nero per raggiungere la posizione sulla scacchiera, ventotto semimosse in totale. »

« Incredibile! » replicai. « Non mi vorrà dire che vi è un solo modo per raggiungere questa posizione: chissà in quante diverse successioni lo si può fare! Io non sono certo uno scacchista esperto, Holmes, ma un po’ di matematica, non dico di logica, stia pur tranquillo, l’ho studiata per diventare medico e so che le possibilità combinatorie nel gioco degli scacchi, come nel whist del resto, hanno grandezze astronomiche. »

« Analisi ridondante, Watson. Peccato che sia basata su principi talmente generici da essere sospesa nell’aria, sorretta dal nulla! Sia più scientifico, perdiana! Si basi sugli elementi oggettivi! Dunque, è evidente che al Bianco sono state necessarie proprio quattordici mosse per portare i suoi pezzi nella posizione attuale:

4 (Rf4), 2 (Db7), 2 (Tb6), 2 (Tg3), 2 (Af1), 1 (Pg4), 1 (Ph3) = 14. Mi segue? »

« Ma l’Af1 potrebbe anche non aver mosso! »

« No, Watson. Si è sicuramente mosso per far passare i due reali bianchi. »

« E se fossero passati dal lato ovest, con mosse dell’Ac1? »

« Diamine! Lo vedrebbe anche un bambino che passando per il lato di Donna il Re bianco avrebbe impiegato molti più tempi. Watson, si concentri! Ero rimasto all’Af1 che si è sicuramente mosso in h3, prima che questa casa venisse occupata dal pedone bianco. I problemisti chiamano questo doppio movimento Af1-h3-f1 “switchback”. »

« Già, i problemisti… »

« Quello che a noi interessa ora è individuare come sono scomparsi i due Cavalli e i due pedoni bianchi. Non hanno avuto il tempo di muovere. Quindi sappiamo dove, ma non come, sono stati mangiati! »

« Lei, Holmes, continua sempre più a stupirmi! »

« Non può averli mangiati tutti l’Aa6 che muove solo su case chiare. Veramente questo Alfiere non può aver catturato alcunché, troppe mosse occorrerebbero nell’eventualità, contando anche quelle di un suo necessario complice. Facendo bene i conti, nemmeno i Cavalli neri possono essere stati! Tanto meno la Ta8. Anche a questa infatti occorrerebbero troppi tempi per mangiare tutto e poi rientrare in a8. »

« Lineare il suo ragionamento, Holmes, come un raggio di sole. »

« Ha capito, dunque, che i due pezzi sospetti dell’assassinio, I’m sorry, della sparizione dei Cavalli e dei pedoni bianchi nelle loro case sono il pedone nero che stava in b7 e la Donna nera che sta o stava in d8? »

« Cosa intende per “stava in d8”, visto che ora, comunque, la Donna nera sta in d8? »

« Beh, c’è un’eventualità su quattro che quella Donna che vediamo in d8 ora venga da promozione! »

« Cosa dice, Holmes? Una su quattro? Promozione? Non la seguo più! »

« Watson, è elementare! I Cavalli bianchi, si concentri solo sui Cavalli, possono essere stati eliminati solo in questi quattro modi:

  1. entrambi dal Pb7.
  2. entrambi dalla Dd8 iniziale.
  3. Il Cb1 dalla Dd8 iniziale, il Cg1 dal Pb7.
  4. Il Cb1 dal Pb7, il Cg1 dalla Dd8 iniziale.

Se è vera la prima ipotesi, la Dd8 che vediamo può non aver mai mosso. In questo caso sono necessari 9 tempi al Pb7 per devastare prima il lato ovest, promuovere a D e poi mangiare in g1 il C bianco. Così però Txg1 può essere giocata solo alla 10ª mossa del Bianco e le mosse successive Tg3, Dh1, Db7, Af1, h3 porterebbero a 15 le mosse giocate dal Bianco. Troppe! »

Rimasi di stucco, ma nel contempo sollecitai l’amico a continuare.

« Se invece è vera la seconda, si avverte d’intuito che il Pb7, spinto di uno o due passi per far passare l’Alfiere e la Donna neri, sarebbe a quest’ultima d’ostacolo per il rientro in d8 dopo l’incursione in campo nemico e al Nero non basterebbero 14 mosse!
Anche nella terza possibilità sono richiesti troppi tempi al Nero per svolgere il suo compito. Dunque può essere vera solo la quarta ipotesi! »

« E cioè, Holmes? »

« Watson, vorrei lasciare a lei ora il piacere di trovare la soluzione, io l’ho già fatto da tempo! »

« Mi perdoni, ma ho il cervello in fumo dopo averla seguita a fatica nelle sue analisi! »

« Bene, ecco l’unica successione di mosse che porta alla posizione in esame dopo la quattordicesima mossa del Nero:

Mi sembra non siano necessarie ulteriori spiegazioni, Watson! »

« Dopo la sua lezione, Holmes, vedo tutte le tessere del mosaico ricomporsi e funzionare a perfezione, come gli ingranaggi di un orologio svizzero. »

Holmes si accese la pipa soddisfatto e dopo una lunga passeggiata rientrammo all’appartamento di Baker Street.


[NdR: La Short Proof Game di Enzo Minerva, originariamente pubblicata nel 2004 su BEST PROBLEMS 32, problema n.1250, p.226, presenta il Tema Pronkin (un pezzo derivante da promozione muove nella casa iniziale di un pezzo dello stesso tipo, catturato in precedenza; uno dei temi classici delle SPG).]


 

Enzo Giuseppe Minerva è Maestro Senior ASIGC, CM e Istruttore FSI Dal 1999 si dedica anche alla composizione con predilezione per studi, retroanalisi e task records. Medaglia d’Oro al Campionato Italiano di Composizione 2010-2012, Sezione Retro, fra i vari primati detiene dal 2007 il record della sequenza più veloce che dalla posizione iniziale conduce allo stallo reciproco. Collabora con vari periodici specialistici.

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