Paul Limbos, Maestro amatoriale
Paul Limbos nel 1929 all'età di 15 anni
(Mario Spadaro)
Paul Limbos ([presumibilmente in Belgio] 6 Luglio 1914 – 1987) personaggio discreto e riservato, che con molta modestia dichiarava di essere un dilettante affezionato agli scacchi, un amateur.
Per 50 anni, dal 1929 al 1979, partecipò ad 83 competizioni scacchistiche ufficiali, incontrando pure avversari noti e quotati, ma ciononostante le notizie su di lui sono rimaste scarne ed esigue.
Nelle riviste scacchistiche si parla del Dr. Limbos quasi solamente per due persone con le quali ha giocato: una è il grande maestro Lubomir Kavalek, l’altra l’attore americano Humphrey Bogart.
In via preliminare, volendo esporre sinteticamente la carriera scacchistica del Dr. Limbos, i tornei più importanti a cui prese parte in Belgio sono i Campionati della Fédération Échiquéenne Francophone de Belgique – F.É.F.B.
Il primo a cui partecipò risale al 1930, quando aveva 16 anni, successivamente (dopo un’assenza di circa 15 anni, perché lavorò per molto tempo in Congo) prese parte ad un numero considerevole di campionati a partire dal 1950, ottenendo sempre prestazioni alte, ma di alcuni mi pare opportuno fornire particolari.

Les Cahiers du CREB – CAHIER 01/02 Championnats de Belgique d’Echecs (1901-2009) pag.151

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Il Campionato FBE nel 1955 non venne organizzato, ma venne sostituito dal Campionato del Belgio; Gobert, Limbos e Lemaire finirono appaiati al 1°-3° posto, per cui venne disputato uno spareggio che determinò il secondo posto di Limbos.

Les Cahiers du CREB – CAHIER 01/02 Championnats de Belgique d’Echecs (1901-2009) pag.178
Questo è stato il primo campionato vinto da Limbos (che rimase imbattuto); il giornale Le Soir del 17/09/1961, nel commentare l’evento tra l’altro scrive: «La vittoria del Dr. Limbos è stata accolta con simpatia nel nostro piccolo mondo degli scacchi. Quindici anni di soggiorno nel Congo non hanno intaccato la sua forza. Al contrario, tutto sembra indicare che il suo gioco ha ancora guadagnato in stabilità ed in maturità».

Les Cahiers du CREB – CAHIER 01/02 Championnats de Belgique d’Echecs (1901-2009) pag.183
Il Dr. Limbos, probabilmente nel periodo della sua massima forma, si ripete vincendo il titolo per la seconda volta, sempre senza perdere alcuna partita a testimonianza della solidità di gioco raggiunta.
In seguito continuò a partecipare ai campionati, ma senza più riuscire a vincere il titolo.

Les Cahiers du CREB – CAHIER 01/02 Championnats de Belgique d’Echecs (1901-2009) pag.191

Les Cahiers du CREB – CAHIER 01/02 Championnats de Belgique d’Echecs (1901-2009) pag.191
Per il materiale fin qui utilizzato (notizie, tabelle di classifica e foto), ringrazio Les Cahiers du CREB (Cercle Royal des Echecs de Bruxelles), che inserisce su ogni quaderno la seguente generosa frase: «Les présents cahiers ont été rédigés avec la volonté d’être amélioré et transmis en tant que patrimoine public (Questi quaderni sono stati scritti con la volontà di essere migliorati e trasmessi come patrimonio pubblico)».
Partecipò dignitosamente a diversi tornei internazionali minori e fece parte della squadra del Belgio, nei tanti incontri avvenuti contro Francia, Germania Ovest, Svizzera, Lussemburgo, Olanda, Italia (vinse con Napolitano), etc.
Le competizioni a squadre di maggior rilievo furono:
- nel 1955, in quarta scacchiera nella 2nd Clare Benedict Chess Cup di Mont Pèlerin (+0 =4 -0) [fece patta con Paoli, una combattuta partita terminata alla 89a mossa]
- nel 1956, in terza scacchiera nella 12th Chess Olympiad di Mosca (+2 =12 -4)
- nel 1962, in terza scacchiera nella 15th Chess Olympiad di Varna (+2 =9 -5)
- nel 1970, in seconda scacchiera nel 4th European Team Chess Championship preliminaries di Barcellona (+0 =2 -1).
E adesso vediamo cosa accadde col primo dei due famosi personaggi che il Dr. Limbos ha incontrato nel corso della sua vita.
Il Grande maestro Lubomir Kavalek (nordamericano di origine cecoslovacca ai tempi della “Primavera di Praga” che giocò per molti anni nella Bundesliga con l’equipe del Solingen) il 6 Aprile 1998 scrisse un articolo sulla colonna di scacchi del The Washington Post, che riporto per sommi capi.
«Durante una competizione a squadre [incontro amichevole Bruxelles – Solingen] a Bruxelles nel 1970, incontrai un uomo anziano che si presentò come Dr. Limbos. Non avevo mai sentito parlare di lui prima e decisi di non tentare nulla di avventato, dal momento che giocava nella parte alta delle scacchiere nella squadra di Bruxelles. Mi mise subito a mio agio, dicendo: “Amo gli scacchi, ma non ho molto tempo per giocare”. Ho cambiato subito idea, credendo di poter battere questo “dilettante” con un gioco vivace. Che errore è stato!
…
Non sapevo nemmeno che il Dr. Limbos ha giocato per il Belgio alle olimpiadi di scacchi e quando ho avuto la possibilità di iniziare un attacco spericolato nello stile di Misha Tal, ho colto al volo l’opportunità. Il materiale d’attacco, una coppia di alfieri e la regina, era simile alle armi di Svidler. Ben presto mi resi conto che il mio avversario, che si comportava come un dilettante e parlava come un dilettante, non stava giocando come un dilettante. Ha distrutto il mio attacco con una mossa di donna incredibilmente brillante, un gioco decisivo che si può fare una volta sola nella vita.»
Dr. Limbos – Kavalek
Bruxelles 1970
Anche se il Dr. Limbos ha perso l’occasione di vincere contro un giocatore che in quel periodo era tra i migliori del mondo, la sua prestazione rimane superba e degna della massima considerazione.
E adesso passiamo al secondo personaggio incontrato dal medico belga e cioè al celebre attore cinematografico Humphrey Bogart.
Humphrey Bogart aveva una fortissima dipendenza dagli scacchi; imparò a giocare da giovane e gli scacchi divennero per lui un’ossessione.
Prima di diventare un attore affermato, iniziò a giocare per piccole poste di denaro nei parchi di New York City e di Coney Island; col passare degli anni continuò con le stesse modalità in una sala giochi ed a Times Square.
Quando arrivò il successo, in ogni film in cui partecipava, voleva che si girassero brevi scene di lui che giocava o pensava davanti ad una scacchiera.
Nel 1945 sposò la sua quarta moglie Lauren Bacall che era una giocatrice di scacchi e con lei apparve più volte nelle copertine od all’interno della rivista Chess Review, spesso insieme al maestro Herman Steiner con il quale Bogart aveva allacciato una grande amicizia.
Intervistato dalla rivista Silver Screen, quando gli è stato chiesto quali fossero le cose più importanti per lui, ha risposto che gli scacchi erano una di quelle cose che contavano di più; ha detto anche che giocava a scacchi ogni giorno tra una ripresa e l’altra quando girava film.
Molti autori che hanno scritto su di lui, hanno stimato la forza di Bogart, come oscillante tra la Class A e la Expert, ma forse con un tantino di generosità (comunque era il giocatore più forte nel mondo dello spettacolo).

In quel periodo frequentava con assiduità il ristorante di Mike Romanoff, ubicato nel Rodeo Drive a Beverly Hills, giocando con lui molte partite con posta in denaro.
Una sera finì per perdere 100 dollari, ma quando tornò a casa telefonò a Romanoff per giocare un’altra partita al telefono per l’intera somma perduta ed il suo avversario accettò, perdendo però in appena 20 mosse.
Quello che non sapeva Romanoff era che a fianco di Bogart sedeva Herman Steiner, chiamato per l’occasione a dar man forte al suo amico Bogart!
Nel 1951, Humphrey Bogart si trovava nel Congo Belga per girare il film «La regina d’Africa (The African Queen)», ed alloggiava in un albergo di Stanleyville (oggi Kisangani) nel quale risiedeva anche il dottor Limbos, che era associato all’Istituto di malattie tropicali di Anversa, per il quale svolgeva le sue ricerche.
Limbos raccontò così l’incontro: «Bogie mi sfidò a giocare un pomeriggio. Quando accettai, mi chiese se ero un dilettante. Annuii: “Allora giochiamo per un dollaro a partita”, disse. Vinsi facilmente. In effetti, quella sera vinsi 17 dollari. Ci furono tre patte. Sia Katherine Hepburn che Lauren Bacall fecero del loro meglio per distrarmi dal gioco. Continuavano a versarmi whisky nel bicchiere, ma io non abboccavo. Bogie sembrava non smettere mai di fumare. Avrà fumato almeno tre pacchetti mentre giocava con me».
Per quanto riguarda il lato strettamente scacchistico, Limbos ha notato che «di solito giocava l’Apertura Italiana o l’Apertura Scozzese con il Bianco e la Difesa Francese con il Nero, e le conosceva bene. Bogie non giocò mai più con me. Quando ci incrociavamo nei corridoi dell’hotel, mi diceva cordialmente “Ciao, Doc” e se ne andava per la sua strada».
Conosciamo queste notizie tramite un libro scritto da Michel Wasnair e Michel Jadoul (pubblicato nel 1988) «Histoire des maîtres belges», in cui vi è una sezione dedicata al Dr. Limbos.
Alle pagine 174-175 è riprodotto un suo articolo intitolato «Ma rencontre avec Humphrey Bogart» che racconta la vicenda accaduta e riporta una vittoria in 22 mosse di Limbos contro Bogart (una difesa francese), con note di Limbos:
Limbos-Bogart
(Difesa Francese)
La partita è diventata famosa, ma Luc Winants (Boirs, Belgio) ha informato Edward Winter, che non ha nulla a che fare con Humphrey Bogart e Winter a sua volta ha reso pubblica questa notizia su Chess Notes; scrive Luc Winants:
«Conoscevo abbastanza bene Paul Limbos perché entrambi giocavamo per la prima squadra del Cercle des échecs d’Anderlecht. Qualche tempo prima della sua morte, si assicurò che Michel Jadoul ricevesse i suoi primi fogli di formulari ed i quaderni, risalenti alla fine degli anni ’20 e all’inizio degli anni ’30. Un decennio dopo, però, Jadoul ha ritenuto che i documenti sarebbero stati più al sicuro nelle mie mani, e posso quindi affermare che il gioco attribuito a Humphrey Bogart non l’ha giocato lui.
Si tratta infatti della partita Limbos contro Klausner, giocata in quinta scacchiera in un match tra le società scacchistiche di Le Cygne (Bruxelles) e Maccabi (Anversa) il 7 luglio 1929. Lo prova anche il formulario originale come pure il quaderno personale di Limbos, in cui riscriveva le sue partite. La mossa finale è stata 22 Dh6+, e non 22 h4 come indicato nel libro.
Perché Limbos ha dato questa partita come giocata contro Bogart è un mistero per me. Limbos non aveva certo bisogno di pubblicità, e so che non gli piacevano i falsi. Aveva una grande passione per gli scacchi, ed era un medico e uno scienziato di prim’ordine, oltre ad essere un uomo molto gentile».
Concludendo, anche io formulo le mie osservazioni:
- non abbiamo certezza che il Dr. Limbos abbia detto agli autori del libro che quella partita era stata giocata contro Bogart (vi è solo la comunicazione da parte degli scrittori, perché il Dr. Limbos morì un anno prima della pubblicazione del libro);
- il Dr. Limbos aveva una ritrosia innata (non sono riuscito a trovare notizie sulla sua vita privata, neppure dove è nato e dove è morto), era riluttante persino a comunicare il suo livello magistrale a scacchi (a tal punto si riteneva un dilettante!) ed era restio a mettersi in mostra (ho reperito solo tre sue foto in più di 83 competizioni ufficiali), tutte caratteristiche antitetiche a quelle di un soggetto che vuole farsi pubblicità;
- il Dr. Limbos era di una precisione così meticolosa, che riscriveva in quaderni (come se fosse una bella copia) le partite giocate e trascritte sui formulari, sui quali è quasi normale durante la partita (almeno per me), apportare correzioni di mosse scritte male o poco leggibili (evidentemente considerava i formulari come una brutta copia!);
- sembra molto strano che il Dr. Limbos comunichi a voce agli autori che la partita in questione era stata giocata contro Bogart, ma contemporaneamente consegni formulari e quaderni da cui si evince che l’avversario non è Bogart;
- il suo amico e compagno di squadra Luc Winants, si è avveduto dell’errore appena gli sono stati consegnati tutti gli incartamenti da parte di uno degli autori, come mai i signori Michel Wasnair e Michel Jadoul, che hanno avuto questi documenti in loro possesso per tanti anni, non si sono accorti di nulla?
Diceva Mark Twain: «Il giornalista è colui che distingue il vero dal falso… e pubblica il falso»; questa frase si può adattare anche agli scrittori ed autori?
P.S.: L’immagine di apertura è presa dalla “Collection l’Echiquier, septembre 1929” Les Cahiers du CREB – CAHIER 01/02 Championnats de Belgique d’Echecs (1901-2009) pag.63