Carlsen fa 17 mondiali vincendo anche il titolo Blitz
Carlsen vince ancora a Samarcanda (LEnnart Ootes)
(Uberto Delprato)
Magnus Carlsen si ferma a 16 per solo 2 giorni e vincendo anche il Mondiale Blitz raggiunge quota 17 titoli. Dopo due giorni molti vivaci (con anche qualche polemica, come vedremo) il norvegese conferma il doppio titolo Rapid e Blitz vinto nel 2022, superando stavolta Dubov e Artemiev. Nel Campionato femminile impressionante vittoria per Valentina Gunina che ha dovuto raggiungere 14 punti (su 17) per avere ragione di una eccellente Alexandra Kosteniuk.
Campionato Blitz Open
Non è stato sufficiente che Magnus Carlsen chiaramente venerdì non fosse in una delle sue migliori giornate perché qualcuno degli altri big riuscisse a stargli davanti. Il norvegese ha sofferto in molte partite ma, tra abilità tecnica e timori reverenziali (incredibile la reciproca svista nella partita del secondo turno contro Jakhongir Vakhidov), dopo il 12° turno c’erano ben 6 giocatori in testa con 9 punti: Artemiev, Carlsen, Vachier-Lagrave, Sarin, Erigaisi e Riatzantsev.
Sarebbero stati in otto se Nepomniachtchi e Dubov non fossero stati penalizzati di mezzo punto a testa a causa dell’incredibile svolgimento della loro partita dell’11° turno, conclusasi con una patta dopo uno svolgimento che dire bizzaro non rende l’idea e di cui parlerò più avanti.
La seconda giornata del torneo è cominciata con una grande sorpresa: la sconfitta di Carlsen per mano di Vachier-Lagrave! Si dice che sia meglio non svegliare il cane che dorme, e probabilmente è stata questa sconfitta a risvegliare l’orgoglio e la “rabbia sportiva” di Carlsen che dopo l’unica sconfitta dei 5 giorni dei Campionati e una lunga passeggiata al di fuori dell’hotel, ha iniziato a macinare chiunque gli sia capitato davanti, infilando 6 vittorie consecutive e portandosi di nuovo in testa da solo a partire dal 18° turno. Con due patte finali il norvegese ha chiuso la questione e ha vinto di nuovo il titolo di Campione del Mondo Blitz.
Una vittoria più di volontà che di abilità , come lo stesso Carlsen ha confessato dopo la fine del torneo, ma nonostante buone fasi nel torneo, nessuno è riuscito a trovare quella continuità di risultati che è il marchio di fabbrica agonistico del norvegese.

Ironia della sorte, al secondo post è arrivato un ottimo Daniil Dubov, a cui è mancato proprio quel mezzo punto perso nella partita con Nepomniachtchi per giocarsi il titolo allo spareggio con Carlsen. Se c’è una lezione da trarre da ciò, è che competere con serietà è sempre la maniera giusta di onorare lo sport e il modo per garantirsi le migliori possibilità di vittoria.

Al terzo posto un solido Vladislav Artemiev, che ha condotto a lungo il torneo e a cui solo un’imprevista sconfitta contro Aleksandar Indjic al 18° turno ha impedito di battersela fino in fondo per il titolo.

Segue al quarto posto Maxime Vachier-Lagrave, che dopo aver battuto Carlsen ha infilato quattro patte e una sconfitta (con Sarana) ed è rimasto indietro, a dimostrazione che questi tornei non si vincono con le singole partite, ma con la continuità . Dietro di lui Ian Nepomniachtchi, Arjun Erigaisi (che ha quindi fallito l’ultimo tentativo di arrivare secondo nel FIDE Circuit e qualificarsi per il Torneo dei Candidati), Levon Aronian e il bielorusso Denis Lazavik che abbiamo visto in azione nel Champions Chess Tour 2023 e che si è confermato uno specialista a questa cadenza.
Molto indietro Absudattorov, Vidit e Fedoseev (che ricorderete essere arrivato secondo nel Campionato Rapid). Il nostro Sabino Brunello ha ottenuto un onorevole 50% con 10,5 punti, arrivando davanti alla medaglia di bronzo dell’anno scorso, l’armeno Martyrosian.

Per completezza di documentazione, ecco anche la foto del podio del torneo Rapid, la cui premiazione è avvenuta nella stessa cerimonia di quella Blitz.

Riconoscerete sicuramente chi è al centro di entrambe le foto…
Come commento di tipo sportivo (e ovviamente tengo fuori tutte le considerazioni sull’opportunità della loro partecipazione), va notato che 3 medaglie su 4 dietro a Carlsen siano state vinte da giocatori russi (anche se Fedoseev si è trasferito sotto la Federazione slovena), con il solo Yu Yangyi a rappresentare quella che dovrebbe essere la principale “potenza” scacchistica mondiale, la Cina.
Il “fattaccio”: la patta tra Dubov e Nepomniachtchi, con successiva penalizzazione
Ho già citato che Dubov e Nepomniachtchi sono stati penalizzati dopo la conclusione della loro partita all’11° turno. Guardiamola assieme senza commenti.
Onestamente, cosa avreste fatto nei panni dell’arbitro che ha assistito a questa evidente farsa giocata nel Campionato del Mondo Blitz e trasmessa in streaming in tutto il mondo? C’è anche un video di ChessbaseIndia che documenta i minuti prima della partita durante i quali i due giocatori si accordano per giocare questa “variante”, per cui è stato inevitabile procedere ad una penalizzazione dei due, che è stata limitata ad dare “zero” a entrambi in quella partita senza squalificarli dal torneo (cosa in teoria possibilissima).

I punti di vista sono diversi tra gli appassionati e variano dal “È stata solo una divertente goliardata” al “E allora tutte le patte d’accordo dopo pochissime mosse?“, passando per “La patta è sempre comunque d’accordo, quindi cosa cambia ottenerla in questo modo?” e “Anche Carlsen giocò il Bongcloud contro Nakamura!“. Per me il discorso è molto semplice: due giocatori possono anche essere d’accordo per qualsiasi motivo per giocare una rapida patta (se le regole lo consentono come era il caso a Samarcanda), ma non possono farlo in una maniera così sfacciatamente menefreghista e bambinesca, per di più in un Campionato del Mondo. E non mi si venga a dire che giocare la famigerata patta della Berlinese sia equivalente: quella, per quanto trita e ritrita possa essere, è una partita a scacchi e i due giocatori eseguono mosse corrette e probabilmente ottimali, mentre Dubov e Nepomniachtchi hanno giocato una cosa qualsiasi, che non ha nulla a vedere con gli scacchi, se non una dimostrazione di sapere come muovono i Cavalli sulla scacchiera. E il fatto che ci siano alcuni precedenti non li giustifica affatto.
Campionato Blitz Femminile
Il Campionato Blitz femminile è stata una lunga e solitaria cavalcata per Valentina Gunina. La russa ha iniziato con un incredibile 7 su 7, che si è poi trasformato in un 9,5 su 10. Con 2 punti di vantaggio a 7 turni dalla fine, Valentina si è forse rilassata troppo presto e la sconfitta del 15° turno ad opera di Zhu Jiner ha permesso ad alexandra Kosteniuk di portarsi a solo mezzo punto. Entrambe hanno poi vinto le ultime due partite (con la Kosteniuk che ha battuto Koneru Humpy dandole matto con Alfiere e Cavallo dopo una maratona di ben 219 mosse!) e hanno concluso nell’ordine al primo e al secondo posto, seguite dalla cinese Zhu Jiner.

Una bellissima vittoria per Valentina Gunina, che ha doppiato il titolo mondiale vinto nel 2012 a Batumi. Una vittoria che assume anche un valore particolare alla luce di quello che ha detto Valentina subito dopo la vittoria, che ha dedicato principalmente a se stessa: “Quando siedo alla scacchiera mi torna l’energia e dimentico la mia malattia“. Ciò di cui parla è il lupus, una malattia autoimmune dalle molteplici conseguenze, tra cui il dolore alle articolazione di cui la ragazza soffre da anni. Una condizione sfortunata che ci può fare solo immaginare quanto questa vittoria possa significare per lei: molto, molte congratulazioni.
Bella soddisfazione per Alexandra Kosteniuk, reduce da un periodo opaco e da un mondiale Rapid di poche soddisfazioni. Ottimo anche il terzo posto di Zhu Jiner, unica rappresentante cinese a non deludere, visto che la campionessa del Mondo Ju Wenjun è arrivata 14ª, la vice campionessa del mondo Lei Tingjie 23ª e l’ex-Campionessa del mondo Tan Zhongyi 28ª.
Deluse anche le indiane, le sorelle Muzychuk e la kazaka Assubayeva. Molto indietro Nurgyul Salimova.

Questa la foto del podio del torneo Rapid, sempre con una russa con al collo la medaglia d’oro.

Anche nelle competizioni femminili la Russia ha brillato, anche se non con le sue rappresentanti sulla carta migliori (Lagno e Goryachkina). Bene Koneru Humpy che, con la chiusura dell’anno, ha anche visto confermata la sua qualificazione per il Torneo delle Candidate. Solo medaglie di bronzo per la Cina, che conferma un’edizione abbastanza in sordina dei mondiali per la nazione con i due attuali Campioni del Mondo.
Cos’altro dire di Carlsen?
Il norvegese continua a macinare record sportivi e a questo punto, non potendo sognare di vincere le Olimpiadi, mira chiaramente ad un qualsiasi titolo nel FischeRandom per completare il suo palmarès con qualcosa che non ha ancora vinto. L’occasione gli verrà offerta dal torneo “Freestyle Chess”, che si giocherà dal 9 al 16 febbraio nel nord della Germania e che sarà un supertorneo FischeRandom a cadenza classica, prima volta assoluta.
Per partecipare a questo torneo e riposarsi dopo un dicembre piuttosto intenso, Carlsen salterà il suo amato Tata Steel Chess: vedremo tra poche settimane chi sarà in grado di conquistare la scena in mancanza del norvegese. Già , perché, come ha detto Giri, “Prima o poi invecchierà anche lui!“.