Carlsen chiude il Freestyle battendo Caruana in finale
(Uberto Delprato)
Non basta mischiare i pezzi per fermare Carlsen: il norvegese batte in sequenza Firouzja, Abdusattorov e Caruana per aggiudicarsi la prima edizione del Freestyle Chess G.O.A.T. Challenge. Dico “prima” perché l’organizzatore e sponsor Jan Henric Buettner ha infatti già annunciato che vuole organizzare una seconda edizione tra un anno, dicendosi molto soddisfatto di come si è svolto il torneo. Di certo non può dire la stessa cosa Ding Liren, in condizioni di forma terribili: 3 sole patte in 13 partite, un risultato che non si può spiegare solamente con le differenze tra il Chess960 e gli scacchi classici.
I quarti di finale avevano già chiarito come i “giovanotti” non siano ancora pronti a sopravanzare i giocatori al di sopra della veneranda età dei 20 anni (!!), con la sola eccezione di Abdusattorov, che si sta confermando giocatore solido e concreto.
I match dei quarti di finale hanno avuto andamenti completamente diversi tra loro. Carlsen ha battuto senza apparente difficoltà Abdusattorov, mentre per avere ragione di Aronian, Caruana ha dovuto ricorrere all’Armageddon, a causa anche di due Torri messe in presa in zeitnot. Durante il concitato finale della partita decisiva, le pulsazioni di Fabiano sono arrivate a 170, a ulteriore prova di quanto possano essere stressanti le partite di scacchi.

Ecco il quadro completo delle semifinali, che sono state affiancate anche dai match per definire la classifica dal 5° all’8° posto. Detto delle continue difficoltà di Ding Liren (che è riuscito a perdere un pezzo in 8 mosse nella prima partita contro Firouzja), il match tra i due Junior Gukesh e Keymer è stato equilibrato ed è andato avanti fino agli spareggi Rapid, con l’indiano che, per il disappunto dei padroni di casa, è riuscito a battere il talento tedesco.
Come qualcuno ha commentato scherzosamente, alla fine di tanto muovere di pezzi si è arrivati di nuovo al match tra Carlsen e Caruana. Ovviamente stavolta il loro incontro è stato di importanza molto inferiore (ricordo, per chi si fosse perso qualcosa, che questo torneo non assegnava nessun titolo ed è stato più volte descritto come un torneo “privato”), ma il fascino della sfida è rimasto immutato negli anni.
Sarà probabilmente per l’abitudine che i giocatori hanno sviluppato al formato, sarà per una certa stanchezza, ma le finali hanno visto una netta predominanza dei Bianchi, che hanno vinto tutte le partite decisive degli scontri. Fa eccezione di nuovo Ding Liren, che ha perso entrambe le partite e credo che non vedesse l’ora di andarsene via.
Il match di finale è stato di ottima qualità, con due partite ben giocate da entrambi. La seconda partita, in cui Carlsen aveva il Bianco, è stata una convincente dimostrazione di come sfruttare il vantaggio del tratto anche in una posizione lontanissima dalla teoria classica.
Una vittoria schiacciante e apparentemente facile, ma non fatevi trarre in inganno. La scelta delle mosse iniziali è stata molto difficile per entrambi i giocatori e le possibilità di sbagliare sono molto più alte senza la teoria ad aiutare. Tanto per fare un esempio pratico, non esistono varianti che portano alla patta in maniera tranquilla, come negli scacchi classici. Un vantaggio dal punto di vista della competizione, ma per i giocatori il tutto è molto più faticoso.
Questi i risultati dei match di finale, che hanno definito la classifica finale.

Riporto anche il tabellone completo della fase ad eliminazione diretta.
Potete cliccare sul tabellone per vederlo a schermo intero
Fra le curiosità del torneo, vi mostro la fase conclusiva della prima partita del match tra Abdusattorov e Aronian, con l’armeno (ora statunitense) in grado di concepire l’ennesima diavoleria per “grattare” un mezzo punto ormai nelle mani dell’avversario.

Insomma, volendo estendere il paradosso di Lineker sul calcio “Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine la Germania vince.“, si potrebbe dire che anche gli scacchi sono un gioco semplice, si mettono otto pedoni per parte sulla seconda e sulla settima traversa e si distribuiscono i restanti pezzi sulla prima e sull’ottava traversa e alla fine vince Carlsen. E’ chiaramente un’esagerazione e sarà interessante vedere Carlsen affrontare altri specialisti del Chess960, come Nakamura, So e Nepomniachtchi, per capire meglio i rapporti di forza.
Carlsen a fine torneo ha detto di essersi molto divertito a giocare partite che, di fatto, sono “un mediogioco poco familiare fin dalla prima mossa” (sue parole) e quindi richiedono un grande dispendio di energie, tanto che si è detto impaziente di giocare di nuovo con questo formato. Avendo vinto un torneo per il quale ha scelto formato e avversari ci mancherebbe solo che non fosse soddisfatto, ma qualche perplessità rimane secondo me.

E’ vero che senza teoria delle aperture a disposizione è di grande interesse vedere quali principi applicano i migliori giocatori nell’impostare la partita (conquista immediata del centro? attivazione rapida dei pezzi? precedenza al posizionamento dei cavalli?), ma è anche vero che per lo spettatore medio risulta molto difficile appassionarsi alle fasi iniziali. Bisogna ammettere che tutti cerchiamo di vedere come i migliori giocatori interpretano le nostre aperture, quali varianti scelgono per mettere in difficoltà l’avversario e come finisce per svilupparsi il mediogioco dopo un’apertura che potremo giocare anche noi.
Con il Chess960 tutto ciò scompare e le fasi iniziali stentano a suscitare interesse (ripeto, con l’eccezione di migliori giocatori che possono seguire la formazione dei piani strategici fin dall’inizio). E’ addirittura difficile raccontare quello che è successo: non esistono nomi di varianti, è pressoché impossibile spiegare il perché di un piano senza avere davanti agli occhi la posizione iniziale, che ogni volta è diversa…
Sono sicuro che per i professionisti, che faticano a trovare quella minima sfumatura o una novità in varianti giocate e rigiocate, qualche partita a Chess960 sia una boccata d’aria fresca, ma per i giocatori di livello sotto il magistrale penso che questa variante difficilmente entusiasmerà. Sono riflessioni personali, ovviamente, e potreste avere un’opinione diversa che mi farà piacere leggere.
Archiviamo quindi il Freestyle Chess G.O.A.T. Challenge e guardiamo avanti verso i prossimi tornei, a cominciare dall’interessantissimo Open che si giocherà a Praga tra una decina di giorni.

ciao a tutti
vorrei sapere se per scacchi960 esiste una federazione apposita con elo separato o se è sempre valido quello fide
grazie
danilo
Ciao Danilo,
Non esistono né una federazione separata né un punteggio Elo speciale. Le competizioni con questa variante sono tutte “informali” e come punteggio Elo dei giocatori si usa quello classico solo per convenzione e comodità ma non viene ricalcolato.