Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Storie del Colle: le due “immortali” di O’Hanlon

John O'Hanlon nel 1933

(Tristano Gargiulo)
Nei libri che trattano del sistema Colle sono sempre presenti, con una menzione d’onore, due partite di John James O’Hanlon, un giocatore di non grande rilievo assoluto, ma di qualche importanza per gli scacchi irlandesi.

La vita di John James O’Hanlon si distese a cavallo di due secoli: nacque nel 1876 a Portadown (Irlanda del Nord) e morì nel 1960 a Dublino. Fu sia scacchista sia atleta di un certo successo in varie discipline sportive. Praticava il nuoto sulle lunghe distanze, il canottaggio e l’atletica. Fu presidente del Portadown Boat Club e del Portadown Chess Club. Vinse per la prima volta il campionato irlandese di scacchi nel 1913, e poi altre otto volte, l’ultima delle quali nel 1940. Partecipò alle Olimpiadi di scacchi di Varsavia del 1935 e di Buenos Aires del 1939. Giocava anche per corrispondenza, e fu prima scacchiera dell’Irlanda negli incontri che la squadra nazionale sostenne contro Scozia (1924),  Inghilterra (1925) e Galles (1927 e 1928). Ha al suo attivo una vittoria contro Euwe nel 1921 e una patta con Lilienthal nel 1935. Fu, insieme a James Mason, tra i migliori scacchisti che l’Irlanda ricordi.

Alcune medaglie vinte da O’Hanlon nei campionati irlandesi

Fu anche drammaticamente coinvolto, probabilmente suo malgrado, nella guerra civile che all’inizio degli anni ‘20 sconvolse l’Irlanda. Quando scoppiò, nel giugno del 1922, John James O’Hanlon era un personaggio in vista a Portadown, e forse per questo fu protagonista di un episodio che al tempo fece scalpore: fu arrestato e tenuto in carcere qualche settimana con l’accusa, non provata, di appartenere a un movimento indipendentista illegale, il Sinn Féin, nonostante protestasse di non farne parte e di essere solo un nazionalista costituzionale. Negli anni successivi O’ Hanlon vendette l’albergo di cui era proprietario, il Queen’s Hotel di Portadown, e si trasferì a Dublino, dove esercitò l’attività di commerciante di vini e liquori, che gli lasciava abbastanza tempo per dedicarsi agli amati scacchi.

John O’Hanlon nel 1926

Nelle due partite di cui vogliamo parlare, O’Hanlon, con il Nero, ebbe come avversari i due campioni belgi che più di ogni altro hanno scritto la storia del Sistema Colle, Edgar Colle e George Koltanowski, e ne fu travolto. Sono partite gemelle soprattutto per il fatto di essere accomunate da un gioco molto brillante in cui il Bianco scatena un attacco fulmineo e  irresistibile che, entrambe le volte, ha il suo perno nel sacrificio di Alfiere in h7. È per questo che le ho definite ‘immortali’, usando non del tutto appropriatamente un enfatico epiteto (Qui certamente più appropriato: R. Moneta, L’immortale di James Mason, Uno Scacchista 12 gennaio 2022) ricorrente nella letteratura scacchistica da quando fu per la prima volta attribuito alla Anderssen-Kieseritzky del 1851. Queste partite illustrano bene le potenzialità di tale sacrificio, che è tematico in diverse varianti di questa apertura, e mostrano, più in generale, come il Colle, lungi dall’essere un impianto lento e poco intraprendente – come a volte si ritiene –, abbia in sé i presupposti per un’aggressione violenta e micidiale fin dalle prime mosse, se il Nero non gioca con la necessaria prudenza e con una chiara strategia di contenimento o di controgioco. La prima delle due ebbe come teatro il torneo di Nizza del 1930 [ved. C. Sericano, I luoghi degli scacchi: Nizza, Uno Scacchista 7 maggio 2021], di certo il più importante torneo al quale O’Hanlon abbia partecipato, purtroppo con un risultato poco lusinghiero. Erano infatti presenti, in ordine di classifica finale, Tartakower, Thomas, Znosko-Borowski, Kostic, Colle, Maroczy, e il pittore e scultore, ma anche scacchista di ottimo livello, Marcel Duchamp [ved. A. Capece, Una foto passata alla storia: Eve Babitz e Marcel Duchamp, Uno Scacchista 21 dicembre 2021]. La Colle-O’Hanlon vinse il premio di bellezza. Il giudice che lo assegnò era Alexander Alechin. Eccola:

Edgar Colle – John James O’Hanlon
Nizza, febbraio 1930


La Koltanowski-O’Hanlon fu giocata qualche anno dopo a Dublino, nel 1937, in un match su tre partite vinto da Koltanowski:

Georges Koltanowski – John James O’Hanlon
Dublino, 1937


Certo, la particolarità di questa storia è che, le sue due ‘immortali’, John James O’Hanlon le  perse entrambe. Ma il fatto che abbia legato il suo nome a due partite che non hanno ancora cessato  di essere ricordate per la loro brillantezza, è un privilegio che gli conferisce di riflesso, tra i minori, il raro dono dell’immortalità.

 


Ho attinto le notizie sulla vita e la persona di John James O’Hanlon da P.J. Geraghty, John James O’Hanlon (1876-1960): A Forgotten Sporting Hero, «Seanchas Ardmhacha: Journal of the Armagh Diocesan Historical Society», Vol. 26, No. 1 (2016), pp. 168-202.

About Author

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scopri di più da Uno Scacchista

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere