Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Il primo Torneo dei Candidati

(Riccardo Moneta)
Chi ricorda dove e quando si giocò il primo Torneo dei Candidati della storia degli scacchi? Ve lo diciamo noi. Fu a Budapest, nell’anno 1950, precisamente dall’11 aprile al 18 maggio. In un doppio girone all’italiana si affrontarono 10 giocatori, dai quali sarebbe uscito lo sfidante del campione Botvinnik. E fu un gran bel torneo, tra i più forti della prima metà del Novecento, quello diretto dal maestro cecoslovacco Karel Opocensky e al quale tanto teneva l’allora Presidente della FIDE, l’avvocato Folke Rogard.

[Nella foto, Isaac Boleslavsky e David Bronstein, al centro Semyon Furman]

In realtà il torneo di Budapest ebbe una gestazione alquanto martoriata, come scrisse Israel Albert Horowitz (il fondatore di “The Chess Review”), forse anche nel tentativo di sminuire il merito del vincitore (anzi, dei vincitori): “Tra i giocatori selezionati … Euwe non ottenne di poter lasciare i suoi doveri d’insegnamento e declinò l’invito; gli statunitensi Fine e Reshevsky vennero esclusi perché il Dipartimento di Stato aveva loro vietato, nonostante le pressanti richieste della Federscacchi USA, il viaggio in Ungheria; all’ultimo istante Igor Bondarevsky si ammalò e non poté giocare”.

Ma, come vediamo dal tabellino, i presenti non potevano far rimpiangere gli assenti e infatti tre prim’attori quali Lilienthal, Szabo e Flohr non riuscirono ad andare oltre l’ultimo posto. Il girone di andata terminò con Boleslavsky al comando con 6 punti su 9, mezzo punto più di Keres, con Bronstein frenato dalle sconfitte subite da Smyslov e Stahlberg.

Nel girone di ritorno Keres non mantenne il ritmo giusto, il 3 maggio Bronstein si prese una convincente rivincita su Smyslov in una splendida partita e poi si espresse in un estenuante inseguimento all’imbattuto Boleslavsky, inseguimento concluso sul filo di lana con una bella vittoria proprio su Keres.

Budapest 1950, Classifica finale

Abbiamo citato Al Horowitz, ora per “par condicio”, considerando che si era quasi al culmine della cosiddetta “Guerra Fredda”, guardiamo cosa scriveva il corrispondente dell’Agenzia sovietica “Tass”, il maestro Yudovich: “Questo torneo è finito con una brillante vittoria della scuola sovietica e ha dimostrato con assoluta certezza che lo sviluppo della cultura scacchistica nell’URSS ha portato gli scacchi ad un elevatissimo livello. L’URSS è stata rappresentata a Budapest da sette grandi maestri, che più e più volte avevano battuto i più quotati avversari in competizioni varie. Il solo fatto che tutti e sette hanno guadagnato il diritto di partecipare a questo torneo dopo aver primeggiato in competizioni internazionali nelle quali figuravano i più bei nomi dello scacchismo d’Europa e d’America, demolisce completamente quanto ebbe a dichiarare il grande maestro americano Ruben Fine e qualche altro calunniatore, e cioè che il torneo di Budapest sia stato guastato dal grande numero dei partecipanti russi. Tutti i partecipanti (compresi l’argentino Najdorf, l’ungherese Szabo e lo svedese Stahlberg) sono stati unanimemente d’accordo nel dichiarare che il torneo di Budapest è stato organizzato in modo eccellente e che si è svolto nel modo più cavalleresco possibile”.

Successivamente, il congresso FIDE di Copenhagen 1950 stabilì che i due ucraini Boleslavsky (31 anni) e Bronstein (26 anni) dovevano disputare un match di spareggio. Questo match vide, dopo 14 lottate partite, prevalere di misura Bronstein (+3, =9, -2), che così arrivò ad essere il primo sfidante ufficiale di Botvinnik. Si stava preparando uno dei “match del secolo”, da giocarsi a Mosca nel 1951 sulla distanza di 24 partite.

Questa una immagine della partita tra Bronstein e Smyslov, che si concluse con una combattuta vittoria per il Bianco.

Bronstein- Smislov, Budapest 1950
Bronstein- Smislov, Budapest 1950

E concludiamo ancora con le parole di Yudovich, che così sulla “Tass” descriveva il gioco dei due co-vincitori di Budapest: “Boleslavsky ha sfoggiato una tecnica molto fine ed un’arte impareggiabile, sia in attacco sia in difesa. Il gioco di Bronstein è molto interessante e completo; lui ha un talento del tutto speciale, sa creare delle combinazioni tattiche stupefacenti e sa mettere quasi sempre i suoi avversari davanti a problemi difficili da risolvere; ha giocato parecchie partite in modo veramente magistrale, in specie quelle contro Keres, Najdorf e Kotov”.

Young Bronstejn
Un giovanissimo David Bronstein

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