La Commissione Etica FIDE squalifica la Federazione russa per 2 anni
Arkady Dvorkovich, presidente della FIDE (David Llada)
(UnoScacchista)
Per necessità di sintesi il titolo non dice tutto sul contenuto dell’inattesa decisione della Commisione Etica della FIDE (EDC), ma almeno dice più dell’asettico e criptico titolo della news sul sito della FIDE, che recita “La Commissione Etica della FIDE emette la sentenza di primo grado sul caso 11/2023“. Un po’ poco, diciamo, per una decisione coraggiosa che non solo dichiara colpevole la Federazione russa di azioni contrarie ai principi etici della FIDE, ma commina anche un’ammonizione al Presidente della FIDE Arkady Dvorkovich.
Il cosiddetto “caso 11/2023” nasce da una denuncia presentata dalla Federazione Scacchistica Ucraina (UCF), dal GM ucraino Andrey Baryshpolets e dal GM danese Peter Heine Nielsen contro la Fedederazione Russa (CFR) e il Presidente FIDE Dvorkovich per le loro attività assieme a persone sanzionate internazionalmente in seguito all’invasione russa in Ucraina e, nel solo caso della FIDE, per aver organizzato manifestazioni scacchistiche sotto la sua egida nei territori occupati in Ucraina.
Senza voler descrivere in dettaglio il contenuto della sentenza (che potete scaricare in lingua inglese dal sito della FIDE), ripercorrerò insieme a voi lo scheletro della sentenza emessa da un consiglio giudicante presieduto dallo svedese Johan Sigeman e composto anche dalla guyanese Yolander Persaud Sammy e dal tunisino Khaled Arfa.

Ovviamente la mia è una sintesi, che potrebbere omettere alcuni passaggi proceduralmente rilevanti e tradurre in termini semplificati alcune sfumature del linguaggio legale: invito quindi chi volesse formarsi un’opinione personale ad accedere al documento originale, che è l’unica fonte ufficiale.
Le accuse
UCF, Baryshpolets e Nielsen hanno presentato accuse diverse nei confronti della CFR e di Dvorkovich.
La prima accusa vale per entrambi e si riferisce alla collaborazione con persone oggetto di sanzione. In particolare si fa riferimento al “Board of Trustees” e al “Supervisory Board” (“Consiglio dei fiduciari” e all’ “Organo di sorveglianza”) della CFR, dove siedono molte persone oggetto di sanzione internazionale, come Sergei Shoigu (fino a circa un mese fa Ministro della Difesa russo ed ora segretario del Consiglio di Sicurezza russo), Dmitry Peskov (portavoce di Vladimir Putin) e Gennady Timchenko (proprietario di Redut (Redoubt), una società militare privata coinvolta nell’invasione dell’Ucraina). Il Presidente Dvorkovich è anch’egli membro del “Board of Trustees” e in quanto tale collabora con le persone citate.
La seconda accusa si applica solamente alla CFR e si riferisce all’organizzazione di attività collegate agli scacchi nei territori occupati in Ucraina (Crimea, Luhansk, Kherson e Donetsk), contravvenendo anche alle decisioni delle Nazioni Unite e dal Comitato Olimpico Internazionale.
La terza accusa è diretta unicamente a Dvorkovich e si riferisce all’essere stato fino al 18 marzo 2022 presidente della Fondazione Skolkovo, ritenuta coinvolta nella produzione di armi per l’esercito russo. Così facendo, Dvorkovich non avrebbe rispettato i principi di neutralità politica a cui deve attenersi chi copre cariche apicali nella FIDE.
Le difese
Sia la CFR che Dvorkovich hanno presentato le loro difese ai capi d’accusa, argomentando su tempi e modi, nonché sull’effettiva non operatività del “Board of Trustees” della CFR, alcuni precedenti storici sull’organizzazione di manifestazioni sportive in territori occupati e il fatto che le sanzioni internazionali alla Fondazione Skolkovo siano state comminate quando Dvorkovich non ne era più presidente.
Giurisdizione e Ammissibilità
Come sempre, la prima decisione del consiglio giudicante è stata sulla effettiva giurisdizione della EDC sul caso e sulla ammissibilità delle accuse e degli accusanti.
La sezione del documento è qui molto articolata e tecnica, ma le conclusioni sono state che l’EDC ha giurisdizione sul caso nonostante esso contenga non solo aspetti sportivi ma anche politici. Su questo punto non è stata raggiunta l’unanimità ed a verbale risulta il parere in dissenso di Khaled Arfa.
Il collegio ha poi giudicato ammissible la costituzione come accusante della UCF, ma non di Baryshpolets e Nielsen: anche in questo caso Khaled Arfa è stato di parere minoritario, ritenendo inammissibile anche l’ammissibilità della UCF come accusante, come da verbale, quindi la conclusione è a maggioranza e non unanime.
Giudizio
Anche questa sezione del documento pubblicato è molto lunga ed articolata e soppesa accusa e difesa, valutando anche quali sarebbero state le violazioni del codice etico e comportamentale della FIDE al fine di emettere un giudizio su ognuno dei capi d’accusa per i due diversi accusati.
Il primo capo d’accusa ruota attorno all’eventuale danno di reputazione alla FIDE e/o agli “scacchi” (come concetto generale). Dopo aver dibattuto anche il concetto di “danno di reputazione” e il suo significato rispetto alla collaborazione con individui oggetto di sanzione internazionale, il collegio giudicante ha ritenuto che la CFR non ha rispettato gli obblighi derivanti dal Codice Etico FIDE, mentre il Presidente Dvorkovich non è ritenuto colpevole nonostante un comportamento criticabile, tanto da sollecitare misure correttive. Anche in questo caso è a verbale il parere discorde di Khaled Arfa, che ritiene CFR e Dvorkovich non colpevoli.


Per quanto riguarda il secondo capo d’accusa, viene ritenuto che la CFR ha infranto il Codice Etico FIDE, mentre Dvorkovich viene ritenuto non colpevole. In questo caso il parere è unanime.

Nel caso del terzo capo d’accusa, sollevato unicamente per Dvorkovich, il collegio lo ha giudicato non colpevole valutando fatti e dichiarazioni pubbliche. Anche in questo caso il parere è unanime.
Sanzioni
Nella valutazione delle sanzioni adeguate da irrogare, il collegio ha valutato tutto il range di possibilità, stabilendo nel caso della CFR una squalifica della Federazione Scacchistica Russa per due anni da tutte le attività regolate dalla FIDE (Khaled Arfa ha espresso opinione discorde, ritenendo che non è nelle prerogative della EDC la decisione di escludere, seppure temporaneamente, una Federazione). Viene inoltre specificato che tale esclusione non riguarda i giocatori singoli, gli arbitri, gli allenatori e i club, che possono pertanto continuare a competere, non potendo essere ritenuti responsabili dei comportamenti della loro federazione.

Il collegio si augura anche una azione immediata da parte della CFR per abolire il “Board of Trustees” o escludere da esso le personalità sanzionate, dandone notifica alla EDC entro 60 giorni, e per interrompere immediatamente ogni attività nelle regioni ucraine occupate. Da notare che le due condizioni devono essere entrambe soddisfatte.
Nel caso del Presidente Dvorkovich, il collegio ritiene sufficiente un ammonimento nei suoi confronti, accompagnato dalla richiesta di dimissioni entro 60 giorni dalla sua posizione nel “Board of Trustees” della CFR.
Applicazione delle sanzioni e diritto di appello
La sanzione nei confronti della CFR sono in vigore dal 7 giugno 2024, ma la loro applicazione è sospesa per 60 giorni, dando modo alla CFR di ottemperare alle due richieste della EDC: chiusura del “Board of Trustees” o esclusione da esso delle personalità sanzionate e interruzione di ogni attività nelle regioni ucraine occupate. In caso di non ottemperanza di anche una sola delle due richieste, le sanzioni diventeranno efficaci. Inoltre, l’eventuale sospensione rimane condizionata per 3 anni al mantenimento di tali prescrizioni.

Per quanto riguarda il Presidente Dvorkovich, viene irrogata una ammonizione, con la raccomandazione a dimettersi entro 60 giorni dalla sua posizione nel “Board of Trustees” della CFR.
Sia la CFR, sia Dvorkovich hanno facoltà di appello entro 21 giorni dalla data di ricevimento della sentenza.
La reazione della FIDE
In maniera a mio avviso inusuale, la FIDE ha aggiunto una “risposta” in calce alla notizia dell’emissione della sentenza. Lo dico perché trovo strano che la FIDE si senta in obbligo di reagire ad una decisione di uno dei propri Comitati, come se fosse un soggetto terzo. Comunque, ecco la mia traduzione del testo:
La FIDE prende atto della decisione di primo grado della Commissione Etica e Disciplinare della FIDE (EDC) in merito alle accuse contro la CFR e il Presidente della FIDE Arkady Dvorkovich.
Apprendiamo con piacere il fatto che il Consiglio giudicante abbia trovato infondate la ampia maggioranza delle accuse contro il Presidente Dvorkovich. Considerando che, secondo le procedure, la decisione è appellabile, la FIDE si asterrà dal commentare nel merito del caso fino a quando sarà pubblicato il parere della Corte di Appello.
Diciamo che la FIDE sembra già sapere che ci sarà almeno un appello. E, infatti, la CFR ha annunciato che farà ricorso.
Olimpiadi a rischio per la Russia?
Se interpreto bene la sentenza, la prima, importante conseguenza pratica sarebbe l’impossibilità per la Russia di partecipare alle prossime Olimpiadi di Budapest. Sono certo che ci saranno altri sviluppi nelle prossime settimane.