Václav Finek, vincitore del Challenger di Praga 2026
(Riccardo Moneta)
UnoScacchista non è un blog di cronaca, lo sapete, anche se segue con passione gli avvenimenti mondiali più importanti. Talvolta però un occhio alle retrovie, o meglio alle seconde linee, o meglio ancora alle giovani promesse, non è un male.
Fra le giovani promesse emerse negli ultimi anni/mesi c’è senza dubbio il sedicenne (Elo 2538) della Repubblica Ceca Václav Finek. Mentre Nodirbek Abdusattorov faceva di nuovo parlare di sé a febbraio con la bella vittoria nel Master di Praga, Finek vinceva imbattuto e abbastanza a sorpresa il torneo Challenger.
Ci si attendeva una lotta fra il numero uno del seeding, il G.M. ungherese Benjamin Gledura (2652), e il G.M. danese Jonas Bjerre (2629), magari insidiati dal sempre pericoloso G.M. spagnolo, ex russo, Daniil Yuffa (2604) e dal navigato G.M. indiano Surya Ganguly (2568, classe 1983). Qualcuno osava sperare nell’exploit di almeno una delle due delle più forti giocatrici del mondo in gara, ovvero la ventenne indiana Divya Deshmukh (2497) e la ventitreenne cinese Jner Zhu (2578). Ma quest’ultima ha chiuso malamente ultima (2,5 su 9), mentre la Deshmukh ha ottenuto un onorevolissimo terzo posto (5 su 9).
Vediamo com’è maturato il successo del bravo Finek, che ha un gioco molto solido e attento, più che maturo per un ragazzo di 16 anni, e che è riuscito a far fruttare al meglio in vari turni, con freddezza da rigorista, quel pizzico di fortuna che gli ha consentito di guidare la classifica fin dalle prime battute (p.4 su 5).
Nel turno iniziale contro Bjerre, Vaclav ha rischiato l’unica sconfitta del torneo, commettendo al 25° tratto, col Bianco, uno dei suoi rarissimi errori: Bjerre però si è accontentato di catturare un pedone, non avvedendosi che poteva imbastire un attacco sul Re bianco difficilmente contenibile. Quel pluspedone non è stato sufficiente al danese e i due hanno concordato la patta al tratto n. 81 dopo sterili tentativi di Bjerre di prevalere in un finale di Torri con 4 pedoni contro 3 (tutti sullo stesso lato).
La buona sorte attendeva Vaclav anche al secondo turno, quando, nella posizione del diagramma …
Jachym Nemec – Vaclav Finek
Praga 2026
Finek prendeva coraggio e vinceva brillantemente al terzo turno col Bianco contro Stepan Hrbec, pattando poi in sicurezza nel quarto turno con la giovane Deshmukh.
Decisivo per le sorti del torneo è stato il turno 5, che ha visto un Finek sempre più convinto dei propri mezzi imitare in qualche modo (di nuovo col Bianco) lo stile arrembante del suo connazionale David Navara e travolgere il G.M. Yuffa, in verità nell’occasione piuttosto impreciso nell’arte della difesa.
Allontanato il pericolo spagnolo, il giovane Vaclav avrebbe forse potuto allungare ancora in classifica al 6° turno, avendo avuto una superiore fase centrale di partita di Nero contro la cinese Xhu; il tutto però si concludeva con un perpetuo dato da Finek al tratto n. 49.
Lunghissima la maratona/patta col Bianco al turno 7° contro l’ex favorito Gledura, con costui alla disperata ricerca della rimonta dopo un inizio disastroso (0,5 su 3). Gledura ha inutilmente trascinato fino alla mossa 134 il ragazzo ceco, sperando invano in un suo errore nel finale di Torre e Cavallo contro Torre.
Prima del turno ottavo Finek ha pertanto 5 punti e va ad affrontare di Bianco il G.M. Ganguly. L’indiano prevale nella schermaglia di centro partita e pare avviarsi verso la concretizzazione del vantaggio, ma Finek nella posizione che qui vedete …
Vaclav Finek – Surya Ganguly
Praga 2026
… ha una semplificazione salvifica quanto obbligata con 35. Dxc2, dopodiché sa sventare con mirabile maestria i tentativi di Ganguly di arrivare comunque al punto pieno. E’ patta, ma la posizione finale, questo il diagramma …
… la dice lunga sull’incertezza della lotta protrattasi fino alla mossa n. 74.
Nello stesso turno 8 Yuffa batte Bjerre avvicinandoci a solo mezzo punto da Finek, e poi trova il punto intero anche contro Nemec all’ultimo turno. Ma a Finek a questo punto, a un passo dalla fine, non è mancato un nuovo aiutino dalla fortuna allorché l’ultimo suo avversario, l’olandese Thomas Beerdsen, commette questo gravissimo errore nella posizione del diagramma:
Thomas Beerdsen – Vaclav Finek
Praga 2026
E così il ragazzino Vaclav, nato il 16 gennaio del 2010 a Liberec, sbanca Praga e raggiunge meritatamente la sua norma di G.M.
Questa la classifica finale del Torneo Challengers Praga 2026:
1.Finek p. 6,5 su 9 2.Yuffa p. 6 3.Deshmukh p.5 4.Gledura, Bjerre e Nemec 4,5 7.Beerdsen e Ganguly 4 9.Hrbec 3,5 10. Zhu 2,5
In conclusione, se è vero che Finek è riuscito a salvarsi un poco a stento in un paio di partite e che ha raccolto qualche regalo almeno in un altro paio, è anche vero che ha giocato con molto sangue freddo e impressionante maturità, sempre riuscendo a ottenere il massimo o quasi in ogni posizione.
Quando nel 2020, all’età di 10 anni, il bambino Vaclav (che deve avere qualche antenato italiano, dal momento che gli piace molto la pizza) ebbe la sua prima intervista, ricordo un curioso particolare fra le sue parole. Alla consueta domanda: “Quante ore al giorno ti alleni?”, lui rispose: “Quando mi va, mi alleno tutto il giorno, quando non mi va non mi alleno per niente!”. E alla domanda se avesse un suo G.M. modello, rispose “Nessuno in particolare”. In effetti prima ho fatto impropriamente il nome di Navara, ma quest’ultimo è un classico giocatore da ‘e4’, apertura che non viene mai utilizzata da Finek. Sembra che Vaclav sappia destreggiarsi molto bene soprattutto nella fase di transizione fra apertura e mediogioco, mentre qualche carenza è stata da alcuni commentatori evidenziata nello sfruttamento delle possibilità tattico-dinamiche della posizione.

Vaclav aveva imparato il gioco dal padre nell’estate del 2017; tre mesi dopo scrisse una mail al circolo scacchistico di Liberec per sapere quando ci sarebbe stato un torneo. “A Natale”, risposero, e lui a Natale si presentò e lo vinse. Aveva 7 anni. “Un segnale di talento”, commentò il suo primo maestro, Michal Konopka.
Quando nel 2024 Finek vinse con 8 punti su 9 il campionato europeo giovanile e ottenne il titolo di maestro internazionale, aveva già dimostrato notevolissime doti e, ora che sarà presto nominato Grande Maestro, è assai probabile che diverrà nei prossimi anni uno dei protagonisti di quel movimento scacchistico europeo che sta forse provando a dare, negli ultimi tempi, qualche discreto segnale di risveglio.
Dovrà però Vaclav Finek, per crescere ancora, trovare continuità e convinzione, evitando dei momenti di buio come quello che gli accadde qualche anno fa dopo i mondiali giovanili di Spagna, quando a causa di un deludente nono posto non toccò gli scacchi per alcuni mesi. Staremo a vedere.
La foto sotto il titolo è di Petr Vrabec