Campionati Italiani juniores di Salsomaggiore – Giovani talenti crescono
Claudio Paduano premiato ad Acquasparta 2024
(del MI Federico Manca)
I Campionati Italiani juniores di Salsomaggiore, in provincia di Parma, sono stati una grande kermesse, dove si sono potuti contendere i vari titoli tra le più promettenti speranze dello scacchismo italiano. Ho deciso di scrivere questo breve articolo, non tanto per fare una mera cronaca dei vari vincitori ma più che altro per sottolineare la prova di alcuni giocatori che ho seguito da vicino e che conosco stilisticamente.
Riccardo Costalonga

Voglio cominciare dallo scacchista torinese Riccardo Costalonga. Cresciuto nell’ ottimo ambiente della Scacchistica Torinese, Costalonga ha conseguito la categoria di Candidato Maestro ad appena 12 anni. Il suo stile è caratterizzato da una forte capacità e visione tattica. Ecco un esempio giocato al torneo di Pisa diversi mesi fa, che ci illustra la sua ottima capacità combinativa.
A Salsomaggiore, nel campionato under 12 assoluto, Costalonga partiva come testa di serie. Una responsabilità non da poco e Riccardo ha mostrato una notevole maturità. Ecco la decisiva vittoria dell’ultimo turno dove Riccardo non ha paura di entrare in complicazioni tattiche contro il suo avversario.
Claudio Paduano

Claudio Paduano di Boscotrecase (provincia di Napoli), ha il record ancora imbattuto di essere il Candidato Maestro più giovane d’Italia, titolo conseguito a sette anni (!) a Batumi in Georgia per meriti sportivi. Infatti Claudio nel 2014 ottenne un brillante secondo posto nell’Europeo under 8, superando moltissimi giocatori di scuola russa.
Claudio, nonostante il grande talento di cui dispone, ha fatto un po’ fatica ad emergere e solo negli ultimi tempi sembra aver trovato le motivazioni e la forza interiore che possono permettergli di fare quel salto di qualità che la sua comprensione scacchistica merita. Il suo gioco si diferenzia dalla maggior parte dei giocatori di ultima generazione. Il suo è uno stile classico caratterizzato da manovre posizionali, ma non disdegna il momento tattico che spesso emerge in maniera naturale dalle sue partite. Eccone un esempio.
Nelle partite di Claudio colpisce l’armonia che riesce a dare ai suoi pezzi. Sembra che riesca quasi a trovare una forma di espressione personale.
In questa partita Claudio, dopo aver ottenuto un discreto vantaggio in apertura, riesce ad avere la meglio sul suo avversario mettendo in campo un ottima tecnica dei finali.
La seguente partita è tipica del limite della preparazione in apertura di Claudio. Avendo un repertorio di apertura non vasto, permette spesso ai suoi avversari di potersi preparare con una certa cura.
Con questa sconfitta dell’ultimo turno, Paduano veniva sorpassato in classifica da Casadio e, nonostante si possa parlare tranquilamente di primo posto a pari merito (Casadio e Paduano hanno concluso entrambi a 7,5), la vittoria nello scontro diretto era determinante per decidere la classifica finale
Matteo Viti

Matteo Viti di Perugia è un altro giocatore con delle notevoli capacità. Ha sfiorato la vittoria nell’under 14, dove ha accettato forse troppo presto un pareggio all’ultimo turno in posizione favorevole. Anche lui, come Paduano, si è dovuto accontentare di un primo posto a pari merito, ma terzo in questo caso, per lo spareggio tecnico.
Matteo Nardoni

Matteo Nardoni di Roma è un giocatore con uno stile lineare, e non cerca mai le complicazioni nelle sue partite. La tattica è di solito per lui la conseguenza di un gioco superiore. Ecco un esempio significativo del suo modo di giocare.
Lorenzo Ventrice

Lorenzo Ventrice dalla Sardegna è uno dei molti giocatori che si sono affacciati nel mondo degli scacchi grazie al formidabile imput dato da Francesco Sonis. L’unico Grande Maestro della Sardegna è sicuramente stato un traino importante per lo scacchismo dell’isola. Lorenzo in questo frammento di partita mette in luce le sue abilità tattiche.
Questo campionato a mio modo di vedere ha messo in mostra una grande qualità. Ho visto il livello medio dei giovani giocatori Italiani notevolmente cresciuto.
Mi sorge però spontanea una domanda: “Come mai negli ultimi dieci anni l’Italia non è riuscita a produrre un giocatore in grado di stabilirsi nei primi 20 giocatori del mondo?”
Io credo che uno dei motivi fondamentali (in realtà ve ne sono diversi) sia che i giocatori italiani arrivano troppo tardi a giocare con i Grandi Maestri. Le occasioni di mettersi alla prova con importanti GM sono abbastanza rare, e prevalgono i tornei a cinque turni, forse più facili da organizzare, ma che a mio modo di vedere hanno impoverito lo scacchismo italiano.