Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Disquisizioni su una combinazione famosa

(Adolivio Capece)
Ciao a tutti. Oggi iniziamo seguendo insieme questa partita:

Vedo tra i Lettori una ragazza che alza la mano, sentiamo:
Questa partita è una di quelle giocate nella serie Netflix “La Regina degli Scacchi”, ispirata al libro omonimo di Walter Tevis. La protagonista Elizabeth Harmon la gioca nel primo episodio!
Ok, però non è del tutto giusto …
Un altro intervento: “Ah, sì, è la famosa combinazione giocata nella partita Reti-Tartakower a Vienna nel 1910!”
Eh no, non è proprio così. Fuochino, ma …

Ma … ma non ci siamo del tutto, la realtà è leggermente diversa….
Per prima cosa le mosse che vi ho mostrato sono state giocate in una partita del match tra Ladislas Maczuski e Ignazio Kolisch nel marzo 1863, al Café de la Régence di Parigi!
Certo la conclusione è praticamente uguale a quella della partita Reti-Tartakower, ma la Maczuski- Kolisch è stata giocata quasi 50 anni prima!
Ci sarebbe da chiedersi come mai nessuno ha fatto caso alla partita tra Maczuski e Kolisch, mentre tanta enfasi è stata data alla Reti-Tartakower.
Beh, probabilmente perché i due ultimi sono più noti, anche se Kolisch all’epoca era considerato uno dei migliori giocatori al mondo.
Eppure il match del 1863, che finì in parità con due vittorie per parte, ebbe una buona risonanza; una delle vittorie di Maczuski fu appunto la miniatura la cui conclusione è la combinazione finale poi divenuta celebre.

Dato che Ladislas Maczuski (1837-1898) è sicuramente meno noto, diciamo che era un giocatore di origine polacca ma francese di adozione, celebre soprattutto per la sua bravura nel gioco alla cieca; forse non un campione di primo piano ma comunque ottimo giocatore.
Nel 1875 e 1876 fece due ‘tour’ di esibizione in Italia, giocando in vari circoli simultanee alla cieca ogni volta contro 4 giocatori, suscitando un certo interesse anche presso i ‘mass media’.
Maczuski impose che nelle partite da lui giocate si usassero le regole internazionali e sicuramente il suo ‘viaggio in Italia’ fece capire che forse era ora di accettarle anche da noi, cosa che comunque richiese qualche anno: non accadde infatti con i due primi importanti tornei italiani, Roma 1875 e Livorno 1878, ma soltanto con il torneo di Milano del 1881.

A questo punto possiamo aggiungere che se la Reti-Tartakower è stata immortalata nel primo episodio della serie NetflixLa Regina degli Scacchi”, che tanto successo ha avuto a fine 2020, la Maczuski- Kolisch trovò posto nella quarta stagione della serie ‘Star Trek’. Rivediamola adesso la partita tra Reti e Tartakower.

Reti – Tartakower
Vienna 1910

Tartakower definì 11. Ad8 “uno splendido matto” e affermò che “nessun altro esempio potrebbe illustrare meglio la potenza di uno scacco doppio.”

Su questa partita, che tra l’altro non è facile trovare sulle riviste dell’epoca, ci sono ancora alcune curiosità e qualche dubbio.
Per esempio fu pubblicata da Georg Marco nella sua rubrica su Neues Wiener Tagblatt (1 aprile 1910), ma facendola terminare con “10. Ag5+ e il Nero abbandona”, senza dunque arrivare allo scacco matto di cui parla Tartakower.
Marco presentò così la partita: “In questa partita il Dr. S. Tartakower, uno dei più brillanti rappresentanti dei nostri giorni, fu colto di sorpresa dal giovane maestro Richard Réti in dieci mosse. Va sottolineato che la partita non è stata giocata a ritmo veloce – “blitz” – ma con la massima serietà, con il controllo dell’orologio (15 mosse all’ora), e una piccola ‘posta’ di 10 corone.”

Tuttavia con l’indicazione “partita lampo” è stata riportata a pagina 23 del libro The Chess Player’s Bedside Book di R. Bott and S. Morrison (Londra, 1966).

Che non fosse una partita di torneo ma in pratica una amichevole fu confermato dallo stesso Tartakower quando nel suo libro Schachmethodik (Berlino, 1928 e 1929) a pagina 17 la definì “Freipartie“, cioè appunto partita amichevole.
Però quando poi Tartakower riportò le mosse alle pagine 81-82 di A Breviary of Chess, scrisse semplicemente “Giocata a Vienna, 1910”, senza ulteriori specificazioni.

La combinazione, comunque, sembra si sia verificata più volte in partite giocate prima del 1910.
Per esempio Richard Forster nella sua antologia Heroic Tales (Milford, 2002), oltre alla Maczuski – Kolisch, riporta le partite Prince Dadian – N.N., Odessa, 1894; Distl – Roszypal, Praga, 1900; Kaldegg – Zeissl, Vienna, 1903.

Un altro esempio ci è dato dalla partita giocata da Isaac Edward Orchard nel 1886 contro il fratello William, al quale dava il vantaggio del Cavallo di Donna (il Cb1), pubblicata su American Chess Review, July 1886.

Isaac Edward Orchard – W.E. Orchard
Columbia, SC, 1886
(togliere il Cb1)

Isaac Edward Orchard, che fu anche redattore di rubriche scacchistiche, è noto per aver fatto rinascere il gioco degli scacchi nella Carolina del Sud, dopo la Guerra Civile americana.
Ma è noto anche per aver perso una volta nel 1875 contro la famosa campionessa Mrs Ellen Gilbert, cosa che fece scalpore: la partita fu pubblicata sul New York Clipper il 15 febbraio 1876 con note di M. Hazeltine.

Isaac Orchard in una pagina della Georgia Chess Association

Infine ecco una rara partita in cui è il Nero a giocare la combinazione finale.
Pubblicata sull’ Evening Star il 1° luglio 1933, ne fu vittima il campione di Algeria Lamerat.

Lamerat – Vallee
Campionato di Algeria

Una parentesi didattica per concludere; vediamo come viene definito lo ‘scacco doppio’ nel Regolamento della FIDE.
Scacco simultaneo ottenuto con lo spostamento di un pezzo che dà scacco e nello stesso tempo scopre l’azione di un altro pezzo che a sua volta dà scacco. Per sottrarsi allo scacco doppio la sola possibilità è muovere il Re.”
Attenzione a non confonderlo con l’“attacco doppio”, mossa con la quale si attaccano due (o più) pezzi avversari. Tipico il ‘doppio di Cavallo’.


P.S.: Nell’immagine sotto il titolo: “Le Pion”, 1873, la prima rivista di scacchi di Francia; fu creata da Ladislas Maczuski.

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