La FIDE riafferma i propri diritti su tutti i “Campionati del Mondo”
(Uberto Delprato)
Ci è voluto ben più della settimana promessa, ma finalmente ieri la FIDE ha rilasciato una dichiarazione ufficiale sulla situazione in essere con “Freestyle Chess Players Club” (“FCPC”). Per riprendere il filo del discorso, potete rileggere il mio post del 25 dicembre scorso (“La FIDE rischia un’altra secessione?“), dove troverete la dichiarazione di FCPC che, in particolare, faceva riferimento a un “accordo sul riconoscimento reciproco dei titoli di Campione del Mondo”. La FIDE chiarisce ora che l’accordo è solamente temporaneo e mai e poi mai accetterà di vedere manifestazioni da lei non autorizzate che mettono in palio un qualsiasi titolo di “Campione del Mondo”, fino ad arrivare anche alla squalifica dai tornei FIDE per chi vi partecipasse.
Si capisce che la lunga dichiarazione pubblicata dalla FIDE è stata soppesata in ogni parola, con l’obiettivo di mettere in chiaro con forza alcuni punti chiave della politica sportiva della Federazione. Ecco alcuni passaggi della dichiarazione, con i miei primi commenti.
While we have always remained open to cooperation with private organizations and initiatives across the chess community, FIDE retains its supreme role with respect to the rules, titles, and ratings. FIDE’s status and global responsibilities towards the chess community are distinct and non-negotiable.
Fin dall’incipit la FIDE afferma il suo “ruolo supremo” su regole, titoli e classifiche Elo. Si potrebbe dire che se qualcuno sente il bisogno di affermare il proprio ruolo vuol dire che pensa che in molti non lo percepiscano; di solito non è un buon segno, specialmente per i leader.
(…) the attempts by FCPC to present their project as a World Championship are in contradiction with the well-established status of FIDE and its authority over world championship titles in all relevant variations of chess – including Chess960/Freestyle chess, as outlined in the FIDE Handbook.
Qui le affermazioni si fanno un po’ meno solide, secondo me. Sul fatto che la FIDE abbia un ruolo chiaro e noto sull’organizzazione del ciclo per il Campionato del Mondo in tutte le specialità (Classica, Rapid e Blitz) non ci piove, ma non basta certo infilare all’ultimo momento (la variazione è dell’anno scorso) “Chess960/Freestyle” nei propri documenti ufficiali perché ciò diventi un’esclusiva assoluta su TUTTE la varianti principali degli scacchi.
Se bastasse inserire quello che fa comodo nel proprio statuto per poi dire che ciò deve essere riconosciuto da tutti in maniera esclusiva, sarebbe impossibile gestire anche solo un torneo a squadre di quartiere. Vantare poi questo diritto per qualunque variante “di rilievo” degli scacchi (immagino anche quadriglia, progressivi e marsigliesi, tanto per fare esempi) rasenta il ridicolo.

La FIDE non ha affatto un “ben consolidato status” nell’organizzazione di tornei di Chess960/Fischerandom/Chess9LX/Freestyle (comunque li si vogliano chiamare), tanto che ha organizzato solo due “Campionati del Mondo” negli ultimi decenni e mai altre manifestazioni.
La questione, come è chiaro ed evidente, è che per la FIDE chiunque può organizzare quello che vuole basta che non si chiami “Campionato del Mondo” e non metta i giocatori nelle condizioni di dover rifiutare la partecipazione ai tornei FIDE.
Moreover, the line of conduct adopted by FCPC threatens the execution of players’ existing contractual obligations towards FIDE.
Questo è ciò che la FIDE intende chiarire: manifestazioni alternative, potenzialmente più attraenti per soldi o per status, non sono accettbili ed è chiaro il motivo. Quale valore potrebbe avere un ciclo mondiale senza i migliori giocatori al mondo?
The steps taken by the FCPC project unavoidably lead to divisions in the chess world – and we remember all too well the unfortunate consequences of a similar split that happened in the not so distant past.
Ed eccoci arrivati al paragone con la PCA di Kasparov, solo che, secondo me, la FIDE sbaglia il collegamento tra causa ed effetto. Se il valore di una manifestazione si misurasse con il valore dei suoi partecipanti, i Campionati del Mondo FIDE dal 1993 al 2005 sarebbero di scarso valore, visto che mancavano i migliori giocatori dell’epoca. Sarebbero invece di enome valore visto che la FIDE ha un “ruolo supremo” sul’organizzazione dei Campionati del Mondo ma, come ho già detto, se la FIDE deve affermare con forza il suo ruolo vuol dire che il timore di trovarsi di nuovo a gestire Campionati del Mondo “di serie B” e con pochi sponsor è reale. Devo ricordare che gli stessi dirigenti apicali della FIDE (Sutovsky in primis) hanno salutato Gukesh come il “18° Campione del Mondo” e come “il Campione del Mondo più giovane di sempre” tralasciando, tra gli altri, Ruslan Ponomariov, che divenne Campione del Mondo FIDE ad un’età più giovane di Gukesh?
Capisco che la FIDE sia ancora scottata da quel che successe in quegli anni e, onestamente, nessuno di noi vuole tornare a due circuiti in competizione, con due Campioni del Mondo, ma non è sbattendo il pugno sul tavolo che si acquisisce autorevolezza.
(… ) as a matter of goodwill and to provide sufficient comfort to the players for the immediate future – FIDE took the decision to accommodate the 2025 Freestyle Chess series in the calendar and to refrain from invoking relevant legal clauses in previously signed contracts concerning players’ participation in 2025 Freestyle events.
Ed ecco anche le minacce ai giocatori che hanno firmato per gli eventi FCPC per il 2025. Questo atto definito “di buona volontà” deve essere ciò che FIDE (rappresentata da Arkady Dvorkovich), FCPC (rappresentato da Jan Buettner), Magnus Carlsen, Hikaru Nakamura e Danny Rensch (di Chess[dot]com) hanno concordato a dicembre. Però…
Nevertheless, FIDE retains all its legal rights related to the World Championship title and will be ready to challenge organizers and initiators of any series that decide to brand themselves as a “World Championship” without the approval of FIDE.
We are open to dialogue, and looking forward to reaching a mutually acceptable agreement, provided that the governing role and its well established authority of FIDE over the World Championships is respected by potential partners.
Should such an agreement not be reached, FIDE demands that the Freestyle series does not carry the status of a “World Championship”. FIDE will not hesitate to use all legal means against those who violate its rights – be it initiators, organizers and/or investors of the project.
… a patto che il ciclo di tornei FCPC non porti il nome di “Campionato del Mondo”, sotto la minaccia di “azioni legali di qualunque tipo”. Non sono un esperto di questioni legali, ma immagino che una causa di questo tipo sarebbe molto complicata e senza garanzie di vittoria. Ritengo sia solo un mostrare inutilmente i muscoli.
La FIDE chiarisce però molto bene cosa rischiano i giocatori che non rispettino il suo ruolo:
As the 2025-2026 World Championship cycle is underway, all qualified players are expected to sign an additional contract, which will include a clause indicating that participation in any alternative world chess championships in any variation of chess not approved by FIDE (except for the Freestyle tour in 2025) would lead to their withdrawal from the two consecutive FIDE World Championship cycles.
Fatta eccezione per il Freestyle tour del 2025, nessun’altra partecipazione di alcun giocatore in una manifestazione chiamata “Campionato del mondo” verrà tollerata, a pena di essere esclusi da due cicli mondiali FIDE consecutivi.
Sicuramente questo comunicato ufficiale (che vi consiglio di leggere nella sue interezza per farvi una vostra idea) mette in nero su bianco alcuni capisaldi della strategia della FIDE per la gestione degli scacchi a livello agonistico. La maniera in cui lo fa, secondo me, la mostra in chiara difficoltà visto che richiama costantemente le prerogative della FIDE ma non affronta la questione mettendo sul tavolo competizioni o decisioni organizzative di tipo propositivo, in grado di attrarre i giocatori anziché trattenerli con le minacce.

Il comunicato si chiude con una generica promessa di aumentare i montepremi dei tornei, ma resta, almeno a me, la sensazione di una FIDE che non è in grado di organizzare tutto ciò su cui reclama i diritti. Comprendo bene la questione del “Campionato del Mondo” e il timore di vedere il proliferare di sedicenti “Campionati del Mondo” alternativi, ma se la FIDE ritiene di essere nel diritto di gestire gli scacchi Fischerandom, lo faccia organizzandone quantomeno il Campionato del Mondo, oppure ammetta di non esserne in grado o di non essere interessata e lasci fare.
Lo dico sapendo bene che la FIDE, dietro gli stimoli di molti giocatori, ha progressivamente reso più eque e trasparenti le modalità di partecipazione ai cicli mondiali, gestisce in maniera centralizzata il punteggio Elo mondiale e il sistema dell’assegnazione dei titoli (tutte cose positive), ma tante e troppe volte ha dato dimostrazione di inadeguatezza e di incapacità di affrontare le nuove sfide.
Quello che si capisce è che nel 2025 si potrà svolgere il primo (e forse unico) Campionato del Mondo FreeStyle Chess, poi… staremo a vedere, tra jeans, poltrone per due e anatemi, cosa succederà nel 2026. Nel frattempo, seguirà certamente a breve una contro-dichiarazione di FCPC.
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