Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Harry Potter e la magia degli scacchi

(Adolivio Capece)
Ve lo ricordate Harry Potter, il maghetto di Hogwarts?
Harry Potter, con gli amici Ron ed Hermione, tra il 1997 e il 2007 fu protagonista di ben sette libri, che riscossero un ampio successo commerciale e mediatico, generando un grande seguito sia tra i più giovani sia tra gli adulti.

Tradotta in oltre ottanta lingue, tra le quali il latino e il greco antico (!), la saga di Harry Potter resta una delle serie di libri più vendute nella storia dell’editoria: complessivamente circa 500 milioni di copie fino al 2018, che hanno reso l’autrice Joanne K. Rowling una delle donne più ricche di Inghilterra.
Ovviamente la saga ispirò una serie cinematografica, che fu prodotta dalla Warner Bros e che al momento della sua conclusione risultò la più remunerativa della storia del cinema, con un incasso di oltre sette miliardi di dollari. Per di più i film della serie hanno ottenuto negli anni numerosi premi cinematografici.

A noi interessa in particolare il primo libro della serie, “Harry Potter e la Pietra filosofale”, che fu l’evento editoriale del 2001.
Ci interessa perché gli scacchi furono scelti per illustrare la copertina del libro, mentre cinque pagine del capitolo ‘La botola’ furono dedicate alla descrizione della partita.
C’è da chiedersi se la Rowling sapeva davvero giocare o se si fece aiutare da qualche amico appassionato.
Il film tratto dal libro fu anche ’evento cinematografico’ del Natale dello stesso 2001: come ha scritto Natalia Aspesi “… nel film, che ripercorre il libro con estrema devozione, una lunga sequenza è dedicata alla partita degli scacchi giganti, in cui le pedine si fanno forti tra di loro“.

Comunque Harry Potter sapeva giocare a scacchi: ad insegnargli le regole del gioco era stato l’amico Ron durante le vacanze natalizie del suo primo anno alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts.
Le regole del gioco sono come quelle degli scacchi che conosciamo noi, con la differenza che quelli di Hogwarts sono scacchi ‘magici’ poiché i pezzi sono vivi.
Per cui diventava un po’ come comandare delle truppe in battaglia, con la differenza che spesso non era facile far fare ai pezzi quello che si voleva.
Dal libro sappiamo che la scacchiera di Ron era molto vecchia e malconcia. Come tutto quello che gli apparteneva, anch’essa un tempo era stata di un membro della sua famiglia, in questo caso di suo nonno.
E tuttavia giocare con dei pezzi vecchi non era affatto un problema per Ron che li conosceva bene e non aveva difficoltà a convincerli a fare quello che voleva lui.

Invece, si legge ancora in altra parte del libro, Harry giocava con gli scacchi che gli aveva prestato Seamus Finnigan (suo compagno di stanza e di classe) e i pezzi non avevano la minima fiducia in lui.
Poiché non era considerato unbravo giocatore, i pezzi magici non facevano che gridare consigli contraddittori che finivano per confonderlo: “Non mi mandare da quella parte, non vedi che c’è lì il cavallo di quell’altro? Manda lui; lui possiamo permetterci di perderlo!” 
Come vedremo, la bravura di Ron negli scacchi sarà fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo finale: il ritrovamento della pietra filosofale e la sconfitta del malvagio mago Voldemort.

Possiamo dire ancora che sembra siano stati gli Scacchi di Lewis conservati nel British Museum, lo storico museo londinese, la fonte di ispirazione di quelli appartenenti a Ron!
Ricordiamo che gli Scacchi di Lewis prendono il nome dall’isola o baia in cui sono stati trovati, e sono un gruppo di pezzi degli scacchi risalenti al XII secolo. Rappresentano probabilmente uno dei pochi set completi di scacchi medievali giunti fino a noi e sono stati definiti come i più noti set di scacchi della storia.

Un’ultima cosa, prima di leggere insieme le pagine scacchistiche di “Harry Potter e la Pietra filosofale”: troverete un diagramma con la posizione in cui avviene la combinazione decisiva, che è stata proposta da Jeremy Silman e poi pubblicata da Todd Bardwick su Colorado Chess.
E ora leggiamo il testo scacchistico.


La stanza accanto era talmente buia che non si distingueva niente.
Ma mentre vi entravano fu improvvisamente invasa da una gran luce e la scena che si parò loro dinanzi fu stupefacente.
Si trovavano sull’orlo di una enorme scacchiera, dietro ai pezzi neri, tutti molto più alti di loro e scolpiti in quella che sembrava pietra.
Di fronte a loro, all’estremità opposta del vasto locale, c’erano i pezzi bianchi.
Harry, Ron e Hermione ebbero un lieve brivido: i pezzi erano altissimi e privi di volto.
E adesso che cosa facciamo?” sussurrò Harry.
Ma è chiaro, no?” -disse Ron- “Dobbiamo iniziare a giocare e via via attraversare la stanza fino ad arrivare dall’altra parte.
Dietro i pezzi bianchi si scorgeva un’altra porta.
E come facciamo?” chiese nervosa Hermione.
Penso” -rispose Ron- “che dovremo far finta di essere anche noi dei pezzi degli scacchi.
Si diresse verso un Cavallo nero e tese la mano per toccarlo.

D’un tratto la pietra di cui era fatto prese vita. Il Cavallo si mise a raspare a terra con la zampa e il Cavaliere chinò il capo coperto dall’elmo per guardare Ron.
Dobbiamo venire con voi per attraversare?”
Il cavaliere nero annuì.
Ron si rivolse ai suoi compagni.
Qua bisogna pensarci bene” -disse- “credo che dovremo prendere il posto di tre pezzi neri”.

Sembrava che i pezzi degli scacchi li avessero sentiti perché a quelle parole una Torre, un Alfiere e un Cavallo neri voltarono le spalle ai pezzi bianchi e se ne andarono dalla scacchiera lasciando vuote tre caselle, perché fossero occupate da Harry, Ron e Hermione.
Harry e Hermione rimasero in silenzio, osservandolo mentre rifletteva.
Alla fine Ron disse: “Beh, non vi offendete, ma nessuno di voi due mi sembra molto bravo a scacchi…”
Figurati se ci offendiamo” -ribattè subito Harry- “dicci soltanto che cosa dobbiamo fare.
Allora, Harry tu prendi il posto di quell’Alfiere e tu Hermione mettiti vicino a lui al posto di quella Torre.”
E tu?”
Io prenderò il posto del Cavallo” disse Ron.
I Bianchi muovono sempre per primi a scacchi” -fece Ron lanciando un’occhiata al lato opposto dell’enorme scacchiera- “E infatti guardate…”

Un Pedone bianco era avanzato di due caselle.
Ron cominciò a dirigere le mosse dei Neri, che si spostavano silenziosamente seguendo i suoi ordini.
A Harry tremavano le gambe: e se avessero perso?
Harry, muoviti diagonalmente di quattro caselle verso destra”.
Il primo choc vero arrivò quando fu mangiato l’altro loro Cavallo: la Regina bianca lo sbattè a terra e lo trascinò via dalla scacchiera; rimase immobile, la faccia a terra.
Ho dovuto lasciarglielo fare” -disse Ron con aria sconvolta- “così tu, Hermione, sarai libera di mangiare quell’Alfiere. Dai, muoviti …
Ogni qualvolta perdevano un pezzo, i Bianchi si mostravano spietati.
Ben presto i pezzi neri cominciarono ad allinearsi contro il muro, inerti come pupazzi.
Per due volte Ron si accorse appena in tempo che Harry e Hermione erano in pericolo.

Frattanto schizzava da una parte all’altra della scacchiera, mangiando tanti bianchi quanti erano i neri che avevano perso.
Ci siamo quasi” -borbottò ad un tratto- “fatemi pensare … fatemi pensare.”
La Regina bianca volse verso di lui la testa senza volto.
” -disse piano Ron- “è l’unico modo … devo lasciarmi mangiare …”
No!” -esclamarono Harry e Hermione-.
Ma a scacchi è così” -tagliò corto Ron- “bisogna pure sacrificare qualche cosa. Ora farò un salto in avanti e lei mi mangerà … e voi potrete dare scacco matto al Re bianco. Pronti?” -gridò Ron, pallido ma con aria decisa- “io vado.”

E così dicendo fece un salto avanti e la Regina lo colpì: gli diede una forte botta in testa con il braccio di pietra e il ragazzo cadde a terra di schianto; la Regina lo trascinò da una parte: Ron sembrava proprio ko.
Hermione si lasciò sfuggire un grido, ma rimase ferma nella sua casella.
Harry, tutto tremante, si spostò di tre caselle a sinistra.


Harry è l’Alfiere nero in a3Ron il Cavallo nero in g5, Hermione la Torre nera in f8

Nel libro il Bianco si arrende dopo lo scacco di Alfiere, nel film le parole ‘scacco matto’ vengono dette subito dopo lo scacco di Alfiere.


A quel punto il Re bianco si tolse la corona dalla testa e la gettò ai piedi di Harry. I Neri avevano vinto.
I pezzi si divisero in due gruppi e ciascun gruppo si inchinò all’altro, lasciando intravedere la porta aperta in fondo alla stanza.
Harry e Hermione spiccarono la corsa e varcarono la porta …

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