Chess Variant: Scacchi Marsigliesi
(Roberto Cassano)
In una partita di scacchi prima il Bianco e poi il Nero eseguono alternativamente una mossa muovendo un pezzo o un pedone mentre in questa variante degli Scacchi Marsigliesi tale regola viene modificata perché ciascun giocatore potrà eseguire due mosse consecutive (una bimossa) per ogni turno. Si, avete capito bene, non una ma due mosse a testa sin dalla prima mossa: un giocatore può fare due mosse consecutive anche dello stesso pezzo o dello stesso pedone in ciascun turno di gioco
Si è iniziato a giocare in questo differente modo negli anni ’20 del secolo scorso; le loro origini non sono chiarite del tutto ma secondo Le Courrier des Echecs l’invenzione degli Scacchi Marsigliesi è avvenuta sulla Canébiere nel 1922 ad opera di J. Rossow, norvegese d’origine, ma marsigliese d’adozione.

Altre fonti ritengono che il primo a formularne le regole sia stato Franzose Jehan de Queyl durante la Prima Guerra Mondiale (Funkschach, 1926) mentre la prima pubblicazione certa delle regole è del 1925 (data ufficiale di nascita del gioco) a firma Albert Fortis (1873-1926), un greco trasferitosi a Marsiglia e redattore del quotidiano Le Soleil de Marseille, edizione locale dello storico quotidiano francese Le Soleil du Midi pubblicato a Marsiglia dal 1885 al 1944.
Ecco quanto riportava nel 1925 L’Italia Scacchistica a pagina 130:
IL GIUOCO MARSIGLIESE
La nuova colonna di scacchi “Le Soleil” di Marsiglia fin dai suoi primi numeri si è dedicata alla divulgazione di un nuovo giuoco che già da due anni forma la delizia di un buon numero di amatori: la partita a due mosse. Essa non differisce dalla partita ordinaria che per questa clausola: ciascun giocatore gioca alternativamente due mosse di seguito. Non potendo il Re rimanere sotto scacco ne risulta come corollario che un giocatore che dà scacco alla prima mossa rinuncia alla seconda. La presa en passant d’un pedone deve esser fatta alla prima mossa. Queste piccole modificazioni sono sufficenti a creare dal giuoco degli scacchi un nuovo giuoco che gli innovatori dicono più interessante e più fertile di combinazioni. Tornei per corrispondenza, concorsi di problemi e di studi sono già stati fatti o sono in corso. Fra i giuocatori più noti che si sono dedicati a questa novità è da annoverarsi il Sig. Crepeaux attuale campione di Francia.
Negli anni immediatamente successivi la variante, grazie all’interessamento delle riviste L’Echiquier, Funkshach e Le Cahiers de l’Echiquier Français (che nel 1926 indisse un concorso internazionale di problemi), ottenne un lusinghiero successo e per qualche anno il gioco conobbe una certa diffusione anche fuori dalla Francia: furono organizzati tornei a Parigi e ad Amburgo e fu apprezzata da giocatori come Renaud, R. Rèti, Cheron e da problemisti come Gabriel Leon Martin, Fred Lazard, Franz F. Palatz ottenendo popolarità anche negli anni ’30.
Adesso due problemi con la regola della bimossa ad ogni turno.
Gabriel Leon-Martin
“Le Soleil” giugno 1925
#3 Scacchi Marsigliesi (5 + 2)
Soluzione:
1. Ab4 Aa5; c6 c5 (o anche c5 c4);
2. Ab6 C(x)c5+; Rd6 Re5;
3. Rg6/Rg7 Ac7#
Con la posizione finale a formare la lettera F” del cognome di Albert Fortis!
Frederick Lazard
“Cahiers de l’echiquier francaise” 1928
3° Premio
#3 Scacchi Marsigliesi (3 + 1)
Soluzione:
1. a8=T Ta1; Rb6 Rb5;
Anche 1. …; Rb6 Rb7 perde.
2. Rd5 Tb1+; Re ~ Re ~;
3. Rc4 (c5, c6) Ta1#
Perché non promuovere 1.a8=D+ ?, perché il Nero, acquistando il diritto di muovere subito per sottrarsi allo scacco, catturerebbe la Donna (con patta teorica).
La novità ebbe un certo seguito e tra i giocatori più famosi figurano anche Znosko-Borovsky, il campione di Francia Crepeaux e persino Alekhine, futuro campione del mondo degli scacchi, che durante il torneo di Birmingham del 1926 si interessò ai problemi e si divertì a disputare alcune partite di scacchi marsigliesi. Si racconta che Jeanne, la moglie del problemista Gabriel Léon-Martin, “pioniera” degli scacchi femminili in Francia (organizzò i primi campionati francesi a partire dal 1924), nei marsigliesi impegnò seriamente Alekhine e riuscì a battere Rèti (purtroppo di queste partite non è rimasta traccia). Anche Lasker provò i Marsigliesi (Gambisco n.2 Febbraio 1989).
In seguito, il gioco andò fuori moda almeno fino al 1950 quando il francese Joseph Boyer in un manoscritto del 1951 riportò il regolamento già con la modifica alla prima singola mossa del bianco, poi sempre due; se ne interessarono Eliot Slater, psichiatra ed eugenetista britannico, appassionato di scacchi, musica e poesia e anche il problemista tedesco Hans Kluver che pubblicò un opuscolo sulla variante. Successivamente l’americano Robert Bruce ne propose la versione “bilanciata” (più avanti si capirà di cosa si tratta) anche se non si conosce l’anno preciso: in un numero del 1957 de Le Courrier des Echecs si legge che l’idea era stata proposta “di recente”; l’unico dato certo è che fu proprio Bruce, all’epoca responsabile delle varianti scacchistiche nel N.O.S.T. (kNights Of the Square Table, I Cavalieri della Tavola Quadrata), a pubblicare la sua idea sul bollettino “Nost-Algia” nel 1963.
I Marsigliesi ebbero una nuova vita intorno agli anni ’70 del secolo scorso poiché per un buon decennio, dalla fine degli anni ’70 alla fine degli anni ’80, l’AISE (Associazione Italiana Scacchi Eterodossi) organizzò numerosi tornei per corrispondenza.
David B. Pritchard (19 October 1919 – 12 December 2005) autore di The Encyclopedia of Chess Variants, nel suo Popular Chess Variants (Popolari Varianti Scacchistiche) non ha volutamente dato le regole degli scacchi, considerandole conosciute dai lettori del suo libro, ma le regole di venti varianti più popolari, tra cui gli Scacchi Marsigliesi.
Vi presentiamo adesso alcune vecchie partite con la precisazione che riportiamo il testo delle mosse per come vanno scritte prima della scacchiera interattiva e subito sotto di essa il suo pgn appositamente modificato per questa variante; non è bello da vedersi ma pratico per riprodurle a video.
N.N. – N.N.
(1925) 0-1
1. e4 e5; d6 dxe5 2. Dh5 Ab5+; Ad7 Axb5 3. Dxh7 Dxh8 ?? Dd3 Df1#
Crepeaux-Cheron
(1925) 0-1
Il conduttore del Bianco è il Campione francese di scacchi (classici) in carica per gli anni 1924 e 1925.
1.Cf3 Cc3; g6 b6 2.b3 Ab2; Ab7 e5 3.Cxe5 Cd3; ? Ag2 Axh1 4.Ag2 Axh1; ? Dg5 Dg1#
Dopo le prime brevi partite infarcite di gravi errori si cominciò a giocare partite più lunghe e a capire meglio la bellezza di questa variante.
Fortis-Cheron
(1926) 1-0
1.g4 g5;
Questa bimossa prende il nome di “Attacco Fortis” con l’idea successiva di far perdere al nero il diritto all’arrocco con la bimossa 2.g6, gxf7+
1… ; h6 hxg5 2.d4 Axg5; Txh2 Txh1 3.Axe7 Axd8; Rxd8 Txg1 4.f3 Dd3; Ad6 Ag3+ 5.Rd1 Cd2; d5 Cf6 6.Dh7 Dh8+; Re7 Cbd7 7.Dh6 De3+; Ce5 Ah3 8.dxe5 Da3+; Rd8 Ch5 ?
Adesso c’era 9.e6, Df8# ma il Bianco non la vede e gioca:
9.Dxa7 Dxa8+; Abbandona 1-0
La partita seguente è stata giocata al Circolo Philidor di Parigi nell’agosto 1925.
Fortis-Alekhine
(1925) 0-1
1.b3 Ab2; b6 Ab7 2.e4 Ae2; Axe4 Ac6 3.a4 a5; a6 b5 4.Axb5 Ae2; Axg2 Ac6
Il nero è in ritardo di sviluppo avendo fatto ben 5 delle 8 mosse con lo stesso pezzo, l’Alfiere campo chiaro.
5.Ch3 Tg1; ! e5 Cf6
Finalmente il Nero comincia a svilupparsi ma è tardi.
6.Ae5 Cg5; !
Ed ora il bianco va in grande vantaggio! Si minaccia la cattura della Donna e della Torre e se si tenta di salvarle entrambe con 7… Dc8 Tg8; ?! c’è 8.Ac4 Axf7+; !
6… Cg4 Cxf2; ?
Il nero tenta di “mischiare” le acque.
7.Rxf2 d4; ?
E, purtroppo per il Bianco, ci riesce. Era meglio 7.Rxf2 Tg3; !
7… D:g5 Df5+ 8.Re1 Ad3; Dxd3 Dxd1+
E adesso il nero ha il vantaggio materiale di Alfiere e pedone.
9.Rxd1 Ag3; Ad6 Axg3 10.Txg3 Cc3; f5,f4! 11.Tg1 Te1+; Rd8 Af3+ 12.Rd2 Rd3; Ag2 f3 ! 13.Re3 Rf2; Cc6 Cxd4 14.Ce2 Cxd4; c5 cxd4 15.Tad1 Txd4; Te8 Txe1 16.Rxe1 Td2; Tc8 Tc6 17.Tf2 Rd2 ?; g5 Td6+ 18.Re3 c3; h5 Te6+ 19.Abbandona. 0-1
Pare che Alekhine, dopo aver sperimentato il nuovo gioco, dichiarò che se si giocassero tre mosse consecutive (una trimossa) ad ogni turno per ciascun giocatore anziché due, il bianco avrebbe avuto una vittoria forzata; a questa affermazione c’è da segnalare, Ça va sans dire, che se si giocassero quattro mosse consecutive (una quadrimossa) il Bianco può vincere subito con il matto del barbiere (1.e4 Ac4 Df3 Dxf7#) e che, continuando con questo tipo di ragionamento, se negli scacchi (a mossa singola) il Bianco ha (soltanto) il cosiddetto vantaggio del tratto, non ci si sbaglierà di molto affermando che è molto probabile che se il Bianco avrà la possibilità di giocare sin dal primo turno due mosse consecutive (una bimossa), il Bianco vincerà sempre.
Alessandro Castelli, il più grande esperto di questa variante, riteneva che sia 1 e4/Cf3 che 1 d4/Cf3 portassero teoricamente alla vittoria del Bianco e scrisse uno studio approfondito (“Scacchi Marsigliesi” n.4 della collana “I manuali di Eteroscacco”, Macerata, Settembre 1996, pp.120) per dimostrare che i Marsigliesi (con due mosse a testa) sono una variante significativamente sbilanciata a favore del Bianco perché con la prima bimossa del Bianco 1. e4 Cf3 oppure 1.d4 Cf3, si arriva ad una vittoria teorica.
Apertura 1.e4 Cf3;
Con questa apertura il Bianco apre l’azione dell’Alfiere campochiaro, ed il Nero deve stare bene attento alle minacce tattiche che potrebbero verificarsi dopo una incauta apertura della diagonale a4-e8. Ad esempio per questo motivo è sbagliatissima la bimossa 1… ; d5 dxe4; che perde subito dopo 2.Ce5 Ab5+; !
Apertura 1.d4 Cf3;
Con questa apertura il Bianco minaccia l’attacco tematico di Alfiere/Cavallo 2.Af4 Cg5 o Ag5 Ce5 con duplice attacco a Dd8 e Th8.
In entrambi i casi il Nero può scegliere due differenti strategie: decidere di impedire il suddetto attacco o di consentirlo preparando una successiva reazione il più possibilmente energica ma dalle quali, comunque, il nero non si salva.
Ecco cosa scriveva nel 1990 Alessandro Castelli:
“Questa modifica comporta uno studio ex nuovo della fase dell’apertura della partita. Il mediogioco ed il finale restano invariati.” (ETEROSCACCO n.50).
“Dopo 10 anni di pratica di questo gioco in seno all’AISE ho maturato una certa esperienza in tute le fasi de gioco e ho potuto ‘fare testamento’. Nella variante caratterizzata dal fatto di concedere le due mosse fin dal primo tratto il Bianco vince forzatamente. Una affermazione così categorica potrà stupire più di un giocatore, ma ormai non ho alcun dubbio in merito. Il bianco vince giocando una delle due aperture principali 1.Cf3 d4 o 1.Cf3 e4. Sono giunto alla conclusione con una certa amarezza, proprio alla fine di un lungo lavoro di studio per la stesura di un manuale di sui Marsigliesi. Durante la scrittura del volume questa verità mi è sempre più balzata agli occhi con evidenza. In un primo momento ho avuto la certezza che il Nero non potesse aspirare a più della patta. Poi via via ho constatato quanto anche questo obiettivo fosse irraggiungibile. Tutto questo è una conferma di quanto si sapeva da tempo. In mancanza però di studi approfonditi sull’argomento e di raccolte di partite, ho voluto sincerarmene di persona fin da quando ho iniziato a praticare questo gioco. A questo punto l’unica decisione da prendere è di giocare i prossimi campionati con la regola più moderna.” (ETEROSCACCO n.52)
Nell’AISE si è giocato ai Marsigliesi dal 1979 al 1990 ma la proposta di limitare il bianco ad una sola prima mossa non fu una sorpresa e trovò un parere favorevole tra i giocatori; a partire dal Grand Prix del 1990, le regole iniziali lasciarono il posto alla variante “bilanciata” nella quale il Bianco ha la disponibilità al primo turno di una sola mossa mentre successivamente entrambi i colori ne possono giocare sempre due; con una piccola significativa modifica, il primo giocatore inizia con una singola mossa, poi si giocano sempre due mosse, si è passati all’idea di giocare gli Scacchi marsigliesi bilanciati, limitando così il decisivo vantaggio del Bianco.
Marsigliesi bilanciati
REGOLAMENTO
- Il Bianco effettua normalmente la sua prima singola mossa. A partire dalla prima mossa del Nero, ciascun giocatore effettua, a turno, una serie di due mosse (bimossa).
- Ad ogni serie si può giocare: lo stesso pezzo o, una volta ciascuno, due pezzi differenti; si possono eseguire due catture; un pezzo può tornare con la sua seconda mossa nella casa da cui era partito.
- Lo scacco può essere dato anche con la 1a mossa della serie, rinunciando in tal caso alla 2a mossa. Tale rinuncia deve essere dichiarata esplicitamente.
- Il Re non può occupare una casa controllata da un pezzo avversario né alla prima né alla seconda mossa della propria serie. Si ha il matto quando uno scacco non può essere parato con la prima mossa della propria serie.
- Lo stallo può verificarsi anche dopo la prima mossa della serie qualora il giocatore non possa fare alcuna mossa regolare per completare la propria bimossa.
- La presa en passant è possibile solo quando il pedone avversario sia stato spinto di due passi in un sol tratto alla seconda mossa della serie. La cattura deve essere fatta con la prima mossa della serie successiva, pena la decadenza del diritto.
Di seguito una sola partita nella versione bilanciata commentata da chi la giocò.
Castelli-Novak
2ª Olimpiade di Scacchi Eterodossi, 1993
MS bilanciati
[Commenti di A. Castelli e P. Novak]
1.d4; Cf6 d5 2.Cf3 Ce5;
Il seguito usuale, adottato molto frequentemente fin dal primo torneo del 1990 di marsigliesi bilanciati. Dopo il cambio praticamente forzato le possibilità sono pari secondo Novak. Io credo che il Bianco conservi una certa iniziativa.
2… Cg4 Cxe5 3.dxe5 a4;
Qui è più usuale l’apertura del fianchetto dxe5 b3. Questa apertura di una via d’uscita potenziale alla torre è la mia variante personale.
3… Ae6 Cc6; ?!
Un’idea di Aldo Kustrin. Ma su questo seguito farei mille riserve.
4.a5 f4; f5 a6 5.e4 exf5; Axf5 Ae4;
La Castelli-Pane (3º Campionato Italiano) [1-0] continuò con 5…; g6 gxf5; ? 6.Ae2 Ah5+; Af7 e6 (se 6… Af7 Axh5; ?? 7.e6 Dxh5#); 7.Cd2 Axf7+; Rxf7 h5; 8.O-O Cf3; Cxe5 Cxf3+; 9.Txf3 Td3; Ag7 c5; 10.Tb3 Txb7+; Rf8 Df6; 11.Ae3 Axc5+; Rg8 Dg6; 12.Ad4 Txg7+; Dxg7 Df7; 13.Axh8 Ae5; Rh7 Tg8; 14.Ta3 g3; Abbandona. 1-0
Secondo Novak non va neanche 5… Axf5 e6; 6.g4 gxf5; Ac5 Dh4+; 7.Rd2 c3; d4 dxc3+; 8.bxc3 f6; gxf6 O-O-O+; 9.Rc2 Ad2 e vince.
6.Dxd5 Dxd8+; Txd8 Cxa5 7.Ad2 Axa5 !
Altrimenti si perde la qualità.
7… b6 bxa5 ?
Novak segnala che anche dopo 7… Axc2 Td1+; 8.Rf2 e6; Txb1 Txa1; 9.Ae2 Txa1; il Bianco vince.
8.Ad3 Axe4; ?
Istintivamente il Bianco decide di conservare il cavallo, che nel finale spesso si rivela molto utile. Nei Marsigliesi infatti il cavallo centralizzato, grazie al doppio passo, controlla fino a 36 case, risultando più potente dell’alfiere.
Sorprendentemente però non si accorge del seguito vincente, segnalato poi da Novak: 8.Cc3 Cxe4; Td4 Txe4+; 9.Rf2 Ab5+ e guadagna la qualità perché il nero, dopo aver catturato l’alfiere, non ha case utili in cui ritirare la torre.
8… Txd4 T:e4+ 9.Rf2 g3; Te1 Txh1;
Non va, come segnala Novak, 9… Tc4 Txc2+; ? 10.Cd2 e6; Tc1 Txh1; 11.Txh1 Tc1; Rd8 Rc8; 12.Cc4 Ce3; e vince.
10.Cc3 T:h1; g5 gxf4 11.gxf4 Ta1; Ah6 Tf8 12.Txa5 e6; ??
E’ un grave errore (ma nessuno dei due avversari se ne accorge) perchè dopo 12… Tf5 Txa5; 13.b4 bxa5; il Bianco perde il Cc3. Il Bianco con l’ultima bimossa minaccia matto e prepara un tranello in cui il Nero cade in pieno.
Dopo 12.Txa5 Rg2; Axf4 e6; secondo Novak la partita è patta.
12… c6 Txf4+ ?? 13.Re3 Th5; Abbandona 1-0
Il Nero non può evitare la perdita dell’Ah6.
Live long and prosper with variant chess! (Lunga vita e prosperità con le varianti scacchistiche!)