Il favoloso campionato del 1983
(Riccardo Moneta)
Ve lo ricordate? No? Come no? E’ indimenticabile, visto che non vinciamo il campionato tutti gli anni! Quello della stagione 1982-83 fu il campionato del secondo scudetto della Roma, quello del presidente Dino Viola, dell’allenatore Nils Liedholm, di Bruno Conti, di Roberto Pruzzo, del capitano Agostino Di Bartolomei e dell’ottavo Re di Roma, ovvero Paulo Roberto Falcão. Ricordo che noi tifosi aspettavamo dalla campagna-acquisti Zico, che però finì all’Udinese, e invece dal Brasile arrivò Falcao, ‘il divino’.
A ottobre dello stesso anno (ma potrei ricordare male la data) ero invece ad Arco di Trento, in occasione di un altro campionato, stavolta di scacchi. Anche in questa finale c’erano un bel po’ di romani, veraci o d’adozione: Tatai, Zichichi, Passerotti, Gervasi (quasi romano) e Sibilio. Nonostante l’assenza di Sergio Mariotti, Roma quell’anno era evidentemente la capitale del calcio e degli scacchi!
Dai miei polverosi appunti ricostruisco qualcosa di quel combattutissimo torneo, con Tatai che al terzo turno batteva Toth, con Zichichi che ha condotto le danze fino al 9° turno ma che al decimo inciampava su Sibilio e poi con Gervasi (Alvise Zichichi avrebbe vinto il campionato dell’anno successivo, ad Arcidosso). Il napoletano Cocozza alla fine appaiava Stefano Tatai al primo posto, ma quest’ultimo fu nominato vincitore per miglior S/B. Decisivo fu lo scontro diretto, che vide Tatai sconfiggere Cocozza in bello stile: evidentemente Maradona e il Napoli dovevano ancora arrivare, ma sarebbero sopraggiunti appena un anno dopo, Peccato davvero per Mario Cocozza!
In conclusione la classifica finale di Arco di Trento 1983 fu:
1.2. Tatai e Cocozza p. 9,5 3.4. Sanna e Zichichi p.8,5 5.6. Toth e Gervasi p.8 7.Lanzani p.7 8.Martorelli p.6,5. Più indietro Sibilio, Passerotti, Ceschia, Mariani, Ventura e Palmiotto.

Ecco come Tatai seppe decidere quel campionato italiano di tanti anni fa, il 43°:
Stefano Tatai – Mario Cocozza
Arco di Trento 1983
Eh, già, una bella battaglia a viso aperto! Troppo forti noi romani, decisamente troppo forti e siamo stati giustamente puniti, un po’ in ritardo ma la punizione non poteva mancare: un Centro Federale a Spilimbergo, bellissima cittadina lontanissima da Roma e ancor più da Napoli è quello che ci voleva, così impariamo a rientrare anche noi nei ranghi dopo la Sicilia di Paolo Boi e la Calabria di Leonardo da Cutro! O forse è stato solo un caso, ma sì, prendiamola così, dai, e ricordiamoci che “gens una sumus”.
Intanto il campionato italiano di scacchi è già arrivato all’edizione n. 84. Di quest’ultima, da poco conclusa, potete leggere qui il resoconto di Antonio: “Campionati Italiani 2025: il ritorno di Moroni e della Zimina“.
E, invece, cosa aspettiamo per il quarto scudetto della Roma calcio? Beh, ormai è passato quasi un quarto di secolo dal terzo: sveglia, giovanotti!