Przepiorka illuminò Merano
(Riccardo Moneta)
Quando nel 1946 l’avvocato polacco Alexandre Goldstein (1911-1988), giocatore e problemista di scacchi e bridgista, fuggito da Varsavia nel 1939, tornò nella sua città , trovò un mare di rovine e non trovò più tanti amici, fra i quali i problemisti (ebrei) David Przepiórka, J. Fux, S. Krelenbaum e Kozłowski. Seppe che ad inizio 1940 i nazisti erano entrati in un circolo privato e avevano trascinato fuori tutti i presenti. Przepiorka venne fucilato tra i primi, in aprile.
Goldstein, che era un allievo di David, due anni più tardi emigrò in Francia e successivamente in Australia, dove morì in vecchiaia. Gli scacchisti di solito “vedono” lontano, ma Przepiorka, pur avendo avuto tutte le possibilità economiche di allontanarsi per tempo dalla Polonia, non era stato capace di prevedere la sciagura che stava per piombare sull’Europa e su di lui.
Purtroppo a volte accade questo, e accade perché è nella natura umana guardare esclusivamente dietro di sé e non percepire (e nemmeno provare a percepire) gli enormi mutamenti che la storia sta per proporci e che alla fine c’imporrà inevitabilmente se saremo inerti, pavidi e passivi. Scriveva nel dicembre del 2025, ad esempio, un noto e saggio politologo, con riferimento all’attualità internazionale, che “la nostra capacità di sopravvivere come spazio democratico e pluralista dipenderà sostanzialmente dalla rapidità con cui sapremo comprendere la portata del cambiamento in corso”. La storia di solito volta pagina improvvisamente e brutalmente, e da attori principali di un processo economico e politico di lunghissima durata e di enorme penetrazione geografica e successo storico, ci può ridurre a tanti piccoli pesciolini disperati spazzati via da uno tsunami imprevisto.
David Przepiorka è stato uno dei sei partecipanti sia al torneo di Merano del 1924 sia a quello del 1926. Gli altri furono Colle, Grunfeld, Spielmann, Rosselli e Patay. Dopodiché Merano tornò nell’oblio e rientrò ad alto livello negli scacchi soltanto nel 1980 col match Korchnoi-Hubner e nel 1981 col mondiale (la prima volta che fu organizzato un mondiale in Italia!) fra Karpov e Korchnoi. Le corse di cavalli nel celebre Ippodromo e la Festa dell’Uva hanno quasi sempre soppiantato gli scacchi in questa mervigliosa e mite località altoatesina posta al crocevia tra val Passiria e Val Venosta e dominata dagli scuri e compatti bastioni della Giogaia di Tessa.

Il torneo del 1924 restò famoso soprattutto per una partita, la Grunfeld- Rubinstein, giocata il 6 febbraio, che diede il nome alla “Variante Merano” della Difesa Semi-slava. Sembra tuttavia che per la prima volta questa fosse stata utlizzata ad Ostenda nel 1906, da Perlis contro Schlechter.
Ne abbiamo parlato qui di quella partita del 1924 : “6 febbraio 1924: nasce la ‘Difesa di Merano’”
Queste le due classifiche per le prime posizioni:
Merano 1924:
1.Grunfeld p.10,5/13 2.Spielmann 8,5 3.Rubinstein 8 4.Seleznev e Przepiorka 7 6.Takacs 7 7.Steiner, Colle e Opocensky 6,6 10. Tarrasch 6
Merano 1926:
1.Colle p. 9/13 2.Przepiorka, Spielmann e Canal 8,5 5.Kostic e Yates 8 7.Grunfeld e Tartakower 7,5 9.Rosselli del Turco 5
Modesta la prestazione degli italiani, peraltro in linea con le attese e con l’arretratezza del nostro movimento che ci accompagnò almeno per i due terzi del Novecento, sul binario morto lasciato da quell’inutile tergiversare ‘patriottico’ dell’800 che non fu mai abbastanza oggetto di rivisitazione critica da parte dei nostri pur validi storici.
Un quarto ed un secondo posto hanno lasciato David Przepiorka fra i maggiori protagonisti dello scacchismo meranese di quel triennio, forse di un’incollatura dietro al solo Spielmann.

Foto di gruppo di Merano 1924.
In piedi, da sin.: E. Colle, A. Selesniev, K. Opočenský, G. Patay, S. Takács, L. Steiner, G. Koltanowski, I. Gunsberg, ??.
Seduti: J.A. Seitz, S. Tarrasch, E. Grünfeld, S. Rosselli del Turco, R. Spielmann, L. Miliani, D. Przepiórka, ??
[Fonte: https://www.chessgames.com/perl/chessgame?gid=1551768]
David Przepiorka – Gyula Patay
Merano 1926
Comunque sia andata, possiamo dire che con questa partita, almeno per poche ore, Przepiorka illuminò un buio pomeriggio di Merano in quel dicembre del 1926.