Uno Scacchista

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La mossa più sfortunata di Albert Kapengut: leggere “il dottor Zivago”

(Riccardo Moneta)
Nel 2024 è stato pubblicato a Mosca “Teorico, giocatore e allenatore”, per la collana ‘FSHR Library’, un volume di quasi 500 pagine di Albert Kapengut con la prefazione di Boris Gelfand.

La mia storia non parla tanto di una carriera, anche se ‘non si possono togliere le parole da una canzone’, quanto di situazioni memorabili, spesso divertenti, a volte assurde, e di una linea tratteggiata sulle persone incontrate lungo il cammino, a volte con tocchi biografici, che spingono i lettori a interessarsi per avere informazioni più complete…”.

Così si legge oggi su ‘ruchess.ru’. La pubblicazione di un libro non basta. Mosca avrebbe molto di più da farsi perdonare da Albert Kapengut, che è stato soprattutto allenatore, un grande allenatore, di grandi nomi come quelli, appunto, di Gelfand, e poi di Smiryn, di Shulman e di Tal. E di Elena Akhmilovskaya. Ma andiamo per gradi.

Albert Zinovievich Kapengut è nato il 4 luglio del 1944 a Kazan in Tatarstan, da Zyama Kapengut e Anna Gabrilovich. Il padre di Albert si trovava in Tatarstan dopo essere stato gravemente ferito durante la seconda guerra mondiale. Prima i genitori vivevano a Minsk, capitale della Bielorussia, e vi tornarono, con la città quasi completamente distrutta, nel 1946.
Il piccolo Albert conobbe il gioco degli scacchi a 8 anni e a 10 iniziò a studiare sotto la guida del suo mentore Aba Shagalovich. Dal 1955 si allenò nella sezione scacchistica del Palazzo dei Pionieri di Minsk, dove ebbe come maestri Aleksej Sokolsky e poi (e soprattutto) nientemeno che il celebre Isaac Boleslavsky. Un giorno, tanti anni più tardi, il G.M. Yuri Razuvaev scherzosamente disse che Boris Gelfand era “il nipote scacchista di Boleslavsky“, visti gli anni di insegnamento che prima furono dedicati da Boleslavsky a Kapengut e poi da Kapengut a Gelfand.


Albert Kapengut giocatore

Nel 1961 Albert vinse il Campionato di Minsk. Avrebbe poi vinto i Campionati della Bielorussia negli anni 1962, 1968, 1969, 1970, 1976, 1977 e 1978. Ottenne il titolo di Maestro dello Sport dell’URSS nel 1962, all’età di 17 anni, un risultato eccezionale per quell’epoca. Si iscrisse alla Facoltà di Architettura e Costruzioni a Minsk e, dopo la laurea, iniziò a lavorare presso l’Istituto Belgosproekt, uno studio di architettura che progettava nuovi quartieri a Minsk. Venne poi chiamato alle armi, il che rallentò un poco i suoi successi.

Già nel 1964, dopo i mondiali studenteschi di Cracovia, così si era espresso il maestro Yuri Sakharov: “Kapengut è senza dubbio il nostro giovane più forte oggi”.

Vinse il campionato giovanile dell’URSS. Fra il 1964 e il 1968 fece parte per 4 volte della squadra nazionale sovietica che costantemente dominava i Campionati mondiali studenteschi. Con lui giocavano ad esempio i vari Antoshin, Dzindzichashvili, Tukmakov, Gulko, Kupreichik e Kuzmin. Kapengut ottenne un eccezionale 7,5 su 8 a Orebro nel 1966 e un 6 su 8 a Ybbs an der Donau nel 1968.

A.Kapengut, a destra, opposto a V. Kupreichik

Disgraziatamente il giocatore ebbe l’idea, di ritorno nel 1968 da quest’ultima località austriaca (secondo altre fonti dalla Svezia), di portare con sé una copia del romanzo “Il dottor Zivago” di Boris Pasternak (1890-1960), uno dei capolavori della narrativa novecentesca europea (da cui fu tratto un film di enorme successo) e che costò al poeta la persecuzione da parte dei servizi segreti sovietici e poi la condanna, negli ultimi suoi anni di vita, all’isolamento e alla povertà. Pasternak vinse nel 1958 il premio Nobel per la letteratura ma non poté recarsi a Stoccolma a ritirare il premio.

Ebbene, alcune fonti riportano che la copia del “Il dottor Zivago”, vietato in URSS, venne rinvenuta nel bagaglio di Kapengut, altre scrivono che venne trovata sul suo posto di lavoro. Comunque sia, fu inevitabile la ritorsione da parte delle autorità sovietiche che gli preclusero per alcuni anni di uscire dai confini del Paese: un colpo duro per un giocatore che, a 24 anni, poteva essere prossimo alla maturità tecnica e agonistica, e ad altissimo livello.

Albert continuò però in patria a ottenere vittorie e nel 1971 fu per la prima volta ammesso alla finale di Campionato dell’URSS, un torneo a 22 giocatori certamente più forte di qualunque interzonale di quegli anni. Si classificò al 10° posto, superando molti nomi famosi fra i quali Krogius, Shamkovich, Lein, Geller, Vaganian e Tukmakov. Gli fu concesso di giocare qualche torneo all’estero, ma solo nei “paesi socialisti”, e così si recò in Ungheria, ancora nel 1971 e in Polonia nel 1973.

Ecco cosa scrisse Abram Gelfand, il padre di Boris: “nel 1971, in un torneo a Kekskemet (Ungheria), ottenne per la prima volta la norma di maestro internazionale. La ottenne per la seconda volta nel 1973 in un torneo in Polonia. Il Congresso FIDE avrebbe dovuto conferire ad Albert Kapengut il titolo di maestro internazionale. Tuttavia, i documenti per il conferimento del titolo non furono inviati dal direttore del Circolo Scacchistico Centrale dell’URSS, V. Baturinsky. Ad Albert non fu più permesso di partecipare ai tornei internazionali. Tutto ciò portò alla fine prematura della sua carriera sportiva. Albert Kapengut continuò a giocare, ma senza la sua brillantezza di un tempo”.

Albert decise allora di darsi all’allenamento, e ben presto seppe raggiungere grandi successi in questo settore. Così si espresse in una intervista: “la mia carriera scacchistica era giunta a un punto morto e dovevo cambiare qualcosa nella mia vita. Era ora di rinunciare all’ulteriore lotta per un posto nell’élite del Paese”.

Nemmeno nei Paesi socialisti gli venne più concesso di giocare tornei, e questo nonostante si fosse laureato ancora per tre anni consecutivi, fra il 1976 e il 1978, campione di Bielorussia.

Kapengut partecipava, dalla fine degli anni ’70 in poi, esclusivamente alla Coppa nazionale a squadre; ciò fino al 1984, quando arrivò l’ultimo dispiacere: la federazione scacchistica dell’URSS lo escluse dall’iscrizione nelle fila dello Spartak in quanto ‘soltanto i detentori di titoli internazionali possono avere più di 35 anni’. La classica quanto fastidiosa regola “ad personam”: lui di anni ne aveva ormai 40 e maestro internazionale non lo era, proprio in quanto così aveva voluto la sua stessa federazione!


Albert Kapengut allenatore

Dal 1969 Kapengut è stato capo allenatore della Scuola Scacchistica Giovanile di Minsk, fece parte dello staff tecnico di Karpov, di Mikhail Tal, di Elena Akhmilovskaya e aiutò parecchi altri giocatori di talento, fra i quali Arshak Petrosian e Lev Alburt. Fu assistente di Karpov durante gli incontri del campionato del mondo contro Korchnoi (Baguio City, 1978) e contro Kasparov (Mosca, 1984/85).

Con Mikhail Tal lavorò nel periodo di uno dei più grandi successi dell’ex campione del mondo: il torneo interzonale del 1979 di Riga, grazie al quale Tal divenne il terzo giocatore nella storia degli scacchi (dopo Fischer e Karpov) a superare la barriera dei 2700 punti Elo. Due allievi di Kapengut, Il’ja Smiryn (nato nel 1968, trasferitosi nel 1992 in Israele) e Yuri Shulman (nato nel 1975, trasferitosi a Dallas dal 1999) divennero grandi maestri, ma in modo particolare intensa fu la sua collaborazione con il giovane Boris Gelfand.

In una intervista rilasciata nel 2015 a USchess Boris Gelfand ricordava alcuni particolari della sua attività di studio con Albert Kapengut: “lui sottolineava come in ogni posizione bisognasse cercare di pensare fuori dagli schemi, di trovare idee originali; non bisognava basarsi su stereotipi o ripetere le partite giocate in precedenza: le partite giocate sono una base per lo studio, ma bisogna sempre cercare la possibilità di migliorare, o di trovare altre idee”. E Boris aggiungeva un interessante particolare: “Penso di essere stato molto fortunato perché in un certo senso lui non mi ha mai mostrato nulla di sua iniziativa. Mi costringeva a fare domande, a chiedere. Non accettava mai di incontrarmi se non avevo domande da fargli. Così ho sviluppato un atteggiamento per cui il maestro può aiutarti, sì, ma tu devi saper fare tutto da solo”. E ancora:

“Mi sono allenato con lui negli anni ’80. Erano tempi diversi, non c’erano computer né database. Mi ha insegnato molto anche nell’ordinare i dati disponibili dalle riviste, dai bollettini, dai Chess Informants, mi ha insegnato come gestire le informazioni, che oggi sono a tutti facilmente accessibili ma che richiedonolo stesso molta padronanza nel gestirle. A casa sua aveva una biblioteca incredibilmente vasta e spesso mi lasciava libri e bollettini da studiare a casa: in pratica ero molto incoraggiato a fare i compiti”.

Kapengut e Gelfand, che aveva appena 12 anni quando iniziò a seguire il maestro bielorusso, erano soliti analizzare le partite di Boris, soprattutto quelle perse. Kapengut fu il secondo di Boris nel Torneo Interzonale di Manila 1990, vinto appunto da Gelfand, e nei successivi incontri dei candidati al Campionato del Mondo con Predrag Nikolic e Nigel Short, fino all’incontro di Mosca di Boris per il titolo di campione del mondo con Vishy Anand (2012). In pratica Gelfand, anche grazie alla collaborazione con Kapengut, passò da semplice candidato maestro alla posizione numero 3 al mondo.

Anche Abram Gelfand, il papà di Boris, ha un preciso ricordo di quella magnifica biblioteca di Kapengut. Ecco quanto scriveva in proposito:

A Minsk, Albert Zinovievich Kapengut possedeva una delle migliori biblioteche di scacchi, avendo iniziato a collezionare libri di scacchi già a scuola. Era interessato anche ai libri d’arte: riusciva ad acquistarli nelle librerie e nei negozi di libri usati, così come nel negozio Druzhba, che vendeva libri e album pubblicati nei paesi socialisti. In seguito, Kapengut iniziò a ricevere letteratura dall’estero in cambio di royalties per articoli pubblicati all’estero. Ma i libri d’arte venivano spesso confiscati all’ufficio postale internazionale di Mosca. Albert dovette scrivere reclami più di una volta, ad esempio del tipo: “Perché il libro d’arte dell’ardente comunista e attivista per la pace Pablo Picasso, spedito al mio indirizzo, non mi è stato consegnato?”.

Eh, non lo sapremo mai...

Nel 1988 venne conferita a Kapengut (magra consolazione!) la ‘medaglia Chigorin’ come miglior allenatore dell’URSS e nel 1991 la FIDE, col disgregarsi dell’impero sovietico, gli concesse finalmente (ricordo che nel 1972 lui viaggiava intorno al cinquantesimo posto delle classifiche mondiali) il meritato titolo di “maestro internazionale”. Nel 2013 è stato inserito nella Hall of Fame della FIDE.
Albert Kapengut è autore di un libro sulla ‘Moderna Benoni’, molte delle cui varianti si basano sulle idee originali del maestro bielorusso.

Disgregatasi l’Unione Sovietica, Kapengut partecipò a tre Olimpiadi come capitano della squadra bielorussa. All’inizio degli anni 2000 lui e la moglie, Marietta Osherovna, lasciarono Minsk e si stabilirono negli Stati Uniti.

Dal 2008 Albert partecipa a tornei seniores sotto la bandiera statunitense. Attualmente vive nel New Jersey con la moglie e i figli. Qui, all’età di 64 anni, si laureò all’Università in Storia dell’Arte.


Vi presento, per concludere il profilo di un personaggio che purtroppo non è mai stato abbastanza conosciuto in giro per il mondo, una divertente vittoria di Albert Kapengut:

Kapengut – Kupreichik
URSS 1969


Fonti principali del presente articolo:

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