Uno Scacchista *Edizione 10 Anni*

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Sam Loyd e la sua famiglia americana

Incisione, intitolata "Leading American Chess Players", raccolta di Mathew Brady, disegno di gruppo dei giocatori del New York Chess Club 1856 [link alla fonte]

(Mario Spadaro)
In genere se si scrive «i Loyd», i lettori pensano istintivamente a quelli di Londra e cioè alla famosa corporazione inglese di assicurazioni, ma trattandosi di storia degli scacchi l’oggetto dell’articolo si riferisce a quelli americani (chiamati a volte Lloyd ed altre volte Loyd).

Questi ultimi sicuramente derivarono da immigrati inglesi, che si trasferirono nel nuovo mondo in cerca di un benessere maggiore di quello che avevano nel loro luogo di origine.

Il ceppo dei Loyd di cui mi accingo a trattare giunse negli Stati Uniti dal Randoshire nel Galles, intorno al 1700 e si stabilì a Moreland, nella contea di Montgomery, Pennsylvania.

Il nonno dei personaggi di questo articolo era Thomas Loyd, ricco mercante di farina, di Filadelfia, che nacque nel 1765 e sposò nel 1797 Sarah Smith, figlia di William Smith, un membro di spicco della Society of Friends di Filadelfia.

Incisione, intitolata “Leading American Chess Players”, raccolta di Mathew Brady, disegno di gruppo dei giocatori del New York Chess Club 1856 [link alla fonte]
Uno dei suoi figli fu Isaac Smith Loyd (1803-1879), il quale sposatosi con Elisabeth Singer (1800-1894) di origine alsaziana, generò ben nove figli: Rebecca Singer Loyd (1829-1910), Thomas Loyd (1830-1910) nel disegno è quello con la mano sul mento, Joseph Loyd (1832-1888), Elizabeth Rhiede Loyd (1834-1910), Susan L. Loyd (1835-1909), Anna Maria Loyd (1837-1910), Isaac Smith Loyd Jr. (1839-1905), Samuel Loyd (1841-1911), John H. Loyd (1842-1852).

La coincidenza che uno morì nel 1909, quattro nel 1910 ed uno nel 1911, potrebbe far ipotizzare che in questi tre anni fosse scoppiata un’epidemia, ed in effetti proprio nel 1909 negli Stati Uniti iniziò un diffuso contagio di tifo, ma non ci sono prove documentate sulle cause di morte.

Di tutta la famiglia soltanto tre fratelli (Thomas, Isaac e Samuel) hanno avuto rapporti con gli scacchi, due in maniera considerevole ed uno in forma minore e per il quale vi sono pochissime notizie, col collegamento che erano tutti e tre non solo giocatori ma anche compositori di problemi.

Una fonte riferisce che i fratelli Loyd per motivi legati all’attività del padre, che lasciato il lavoro di commercio di tessuti aveva iniziato quello di agente immobiliare, dalla loro casa a Bordentown nel New Jersey spesso si recavano a Filadelfia, e durante questi viaggi sui battelli a vapore del fiume Delaware, scoprirono il gioco per la prima volta.
Infatti in uno dei viaggi a Filadelfia, il fratello più anziano Thomas acquistò una copia di “Games at Chess” (partite giocate da Philidor), pubblicato a Londra nel 1835; fu il primo libro di scacchi posseduto dai fratelli che lo studiarono assiduamente e lo usarono per annotare le partite che giocavano tra loro, molte delle quali erano alla cieca (sono pervenute due partite nelle quali Thomas gioca alla cieca col fratello Isaac).

Come giocatore il più forte dei tre fu Thomas Loyd, che prese parte a diversi tornei ad eliminazione:

  • New York Chess Club Tournament del 1853 (eliminato al primo turno da Thompson che fu il vincitore del torneo);
  • New York Chess Club Tournament del 1854 (vincitore del torneo dopo aver eliminato O’Sullivan, Gallatin e Perrin);
  • New York Chess Club Tournament del 1855 (torneo ad handicap di un solo incontro per giocatore, Loyd vinse due partite e ne perdette tre contro Aupoix, a cui aveva dato il vantaggio della Donna);
  • New York Chess Club Tournament del 1856 (eliminò al primo turno Gallatin, e fu successivamente eliminato da Perrin che dopo vinse la finale);
  • New York Chess Club Tournament del 1857 (eliminò al primo turno Raphael, e fu successivamente eliminato da Montgomery)
  • New York Chess Club Tournament del 1859 (eliminato al primo turno da Marache);
  • Plainfed, Newark-Plainfield Club Match 1888 (Thomas Loyd fece patta con Hymes).

Thomas si confrontò pure in tre match con Frederic Perrin (buon giocatore, nato a Londra ma di origine svizzera, linguista, eccellente violinista ed insegnante di francese e tedesco, che gareggiò in una quarantina di match con tutti i giocatori dell’epoca, più volte anche contro Morphy, e partecipò a numerosissimi tornei), perdendo i primi due e vincendo il terzo:

Perrin, F. – Loyd, T. 1855 5.5 – 2.5
Perrin, F. – Loyd, T. 1857 5 – 3
Loyd, T. – Perrin, F. 1859 6.5 – 3.5

Isaac Smith Loyd, Jr. fu giocatore meno forte di suo fratello maggiore e problemista molto meno prolifico del famoso fratello minore Samuel, ma compose problemi di buona qualità.

Partecipò ai tornei della New Jersey Chess Association del 1888, 1889, 1894 e 1895 e fu membro del comitato direttivo dell’associazione nel 1900.

Oltre alle due partite col fratello Thomas, sopra citate, è pervenuta una partita giocata contro Jacob Lissner nel 10th New Jersy Chess Association del 1895.

Samuel Loyd a pagina 2 della rivista American Chess Journal del 1877, ripubblicò un problema che era apparso sul primo numero stello stesso giornale, il cui autore era I. S. Loyd, precisando che era stato già pubblicato su Turf, Field and Farm ed in diverse altre rubriche nazionali, nonché sull’Illustrated London News e sul Deutsche Schachzeitung, riviste che ne avevano attribuito erroneamente la paternità sempre a lui stesso.

Pertanto ha tenuto a precisare che l’autore invece era suo fratello maggiore Isaac Smith Loyd Jr., il quale aveva dedicato molto meno tempo di lui alla composizione dei problemi, avendone composto solo una ventina (in Chess-Nuts), ma tutti molto belli, dimostrando che il talento è di famiglia (a conferma di ciò, nello Chess Problem Database Server io ne ho trovati 21).

Samuel Loyd aggiunse che negli ultimi anni i suoi fratelli avevano completamente abbandonato gli scacchi.

Sempre Samuel manifestò che questo problema apparve originariamente sul Dubuque Journal del maggio 1876, ma poiché entrambi i Cavalli per un errore di stampa erano neri, la posizione era ovviamente irrisolvibile e di conseguenza fu corretto e ristampato sulla copertina dell’American Chess Journal del giugno 1876, e da allora ha avuto una notevole diffusione, essendo stato ripubblicato in tutte le parti del mondo e ricevendo più elogi di qualsiasi altro problema pubblicato durante l’anno precedente.

Questo era il problema

Soluzione: 1.Ab2! Rc4 2.Cb4 … 3.Tf4#
1. … Re6 2.Cb4 Re7 3.Te2#
1. … Re4 2.Ab3 … 3.Cc5#

Samuel Loyd è il fratello più celebre, ma la sua fama non fu dovuta solo agli scacchi.

[fonte: https://www.chesshistory.com/winter/extra/loyd.html%5D
Frequentò la scuola a New York, completando la sua istruzione secondaria nel 1858; già da prima era rimasto affascinato dal gioco degli scacchi (il suo primo problema fu pubblicato nel Corriere del Sabato di New York il 14 aprile 1855 e mentre ancora frequentava la scuola, vinse premi per altri suoi problemi), quando ebbe 14 anni iniziò a frequentare un club di scacchi con i suoi fratelli Thomas e Isaac.

In seguito, iniziò a sottoporre problemi a Chess Monthly e dopo aver vinto alcuni premi divenne il product editor della rivista nel 1857.

Dopo aver finito la scuola, Loyd iniziò a studiare ingegneria, con l’intenzione di diventare un ingegnere meccanico, progetto che venne abbandonato perché scoprì che poteva guadagnarsi da vivere agiatamente con i suoi enigmi ed i problemi di scacchi.

Successivamente diversificò i suoi interessi, lavorò come appaltatore idraulico ed acquistò una catena di negozi di musica, fu un abile incisore di legno nonché un bravo fumettista, pur continuando a sviluppare enigmi sempre più insoliti, comporre problemi di scacchi e scrivere su rubriche di giornali.

Non si distinse particolarmente come giocatore di scacchi e nell’unico torneo importante in cui prese parte, si classificò al decimo posto su tredici concorrenti.

Fu il torneo di Parigi del 1867 in cui partecipò pure un altro giocatore di cui ho scritto, Severin From, che vinse le due partite contro Loyd e terminò al dodicesimo posto poiché per motivi di lavoro dovette abbandonare il torneo e tornare in patria, giocando soltanto 16 delle 24 partite previste.

Classifica del Torneo di Parigi 1867
[Nota: d sta per draw (patta) e non veniva conteggiata nel punteggio della classifica]
Nel 1879 disputò un match contro Delmar (venne stabilito che il vincitore sarebbe stato chi avesse vinto cinque partite all’avversario, senza contare le patte), ma Delmar prevalse nettamente col risultato di +5 =2 -1.

Il seguente problema di matto in due fu composto da Samuel Loyd per celebrare il Campionato del mondo Zukertort-Steinitz del 1886, primo campionato del mondo ufficiale.

Da notare che i pezzi sono disposti in modo da formare a sinistra la lettera Z (iniziale di Zukertort), e a destra la lettera S (iniziale di Steinitz). Inoltre il problema si può risolvere sia con mossa al bianco che con mossa al nero.

Dal 1870 Samuel Loyd fu più interessato a comporre enigmi matematici che problemi di scacchi; inventò (o più esattamente riesumò, perché molti dei giochi di Loyd derivano da antichi enigmi dimenticati) un puzzle famoso composto da tre carte, due con l’immagine di un cavallo e la terza con una foto di due fantini, in cui la soluzione del gioco era quella di riorganizzare i pezzi in modo che i fantini cavalcassero i cavalli. Sul web esiste la soluzione del gioco.

Lo vendette all’imprenditore e circense Phineas Taylor Barnum e divenne famoso come Trick Donkey di P. T. Barnum.

I due fantini
[Link alla fonte]
Rese popolare il Gioco del 15, che fu ben reclamizzato ed ebbe un grande successo in tutto il mondo; Samuel Loyd affermò che era stato ideato da lui nel 1891, ma il vero inventore fu Noyes Chapman, direttore delle poste di Canastota (New York) che chiese il brevetto nel marzo del 1880.

Gioco del 15
[Link alla fonte]
Altro gioco riportato alla luce da Loyd fu il Tangram, però diede una spiegazione storica della sua origine completamente fantasiosa, che è stata definita come “La bufala di maggior successo di Sam Loyd”.

Gioco del Tangram
[Link alla fonte]
Acquistò fama di essere un genio dei giochi matematici, degli enigmi e dei paradossi, ma nello stesso tempo ebbe una reputazione poco limpida, perché non si fece alcuno scrupolo di auto attribuirsi meriti che spettavano ad altri.

Martin Gardner, grande autore di libri sugli enigmi matematici, presentò Loyd nella sua rubrica dei Giochi Matematici dell’agosto 1957 in Scientific American e lo chiamò “il più grande puzzler d’America”, continuando però nel suo giudizio “ma anche ovviamente un imbroglione”.

Henry Dudeney, matematico inglese specializzato in puzzle logici e giochi matematici, che per un periodo di tempo collaborò con Loyd, lo accusò di avergli rubato i puzzle ideati da lui e di averli pubblicati con il proprio nome.

Altre critiche sul suo modo di operare vi sono state da parte del puzzler canadese Mel Stover e dello scrittore Matthew Costello.

Bill Wall ha scritto nella sua pagina:

«Nel novembre del 1886, Loyd era vicepresidente dell’American Chess Editors’ Association. Il campione del mondo William Steinitz accusò Loyd di essersi appropriato indebitamente di 20 dollari dei 25 totali dell’organizzazione. Steinitz si dimise dall’Associazione e si riferì a Loyd come al “tesoriere per i quattro quinti dell’associazione”. Steinitz accusò Loyd di aver utilizzato 20 dollari per pagare il telegramma delle mosse del congresso scacchistico di Londra del 1886. Loyd ricevette i resoconti gratuitamente da Samuel Lipshutz, uno dei partecipanti al torneo di Londra. I 20 dollari non furono mai giustificati in modo soddisfacente. Steinitz definì Loyd “l’insolente roditore da 20 dollari di New York”. Il New York Chess Club scagionò Loyd, ma l’American Chess Editors’ Association si sciolse presto».

Sam Loyd fin da ragazzo, manifestò di avere uno spiccato talento per la mimica, trucchi di magia ed il ventriloquio, e riusciva ad imitare qualsiasi cosa, dal suono di uno strumento musicale al verso di un animale.

Da adulto si esibì sul palco con suo figlio che sembrava in grado di leggere la sua mente, ma in realtà mimava, mentre Loyd usava le sue abilità di ventriloquo per far apparire che era suo figlio a dare le risposte corrette.

Dopo la sua morte, il suo libro Cyclopedia of 5000 Puzzles venne pubblicato nel 1914 da suo figlio, Samuel Loyd Jr., che però omise di indicare “Jr.” dal suo nome e pubblicò ristampe degli enigmi col nome di suo padre.

Copertina di “Cyclopedia of 5000 Puzzles”
[Link alla fonte – Pubblico dominio]
Padre e figlio riposano nella stessa tomba del cimitero Kew Gardens, Queens County, New York, USA.

Concludo con due partite giovanili dei Loyd, nella prima Thomas gioca alla cieca contro Isaac (è una delle due pervenute), mentre la seconda è una bella partita per corrispondenza giocata da Samuel quando aveva 12 anni (con l’aiuto di suo fratello Thomas), con sorpresa finale a scoppio ritardato di molti anni.


Venticinque anni dopo, Samuel Loyd scoprì che avrebbe potuto annunciare il matto in tre mosse con

Pubblicò la partita nel numero di novembre del 1878 dell’American Chess Journal con sue note, tra le quali ammetteva di essere stato aiutato da suo fratello Thomas.

[Source “American Chess Journal, v3, November 1878, pp193-194”]

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