Severin From ed il suo Gambetto
Martin Severin From (Fonte Skakjournal.dk)
(Mario Spadaro)
A volte alcune aperture di scacchi sono più note dei loro inventori, come nel caso del più forte giocatore danese della seconda metà del XIX secolo.
Martin Severin Janus From nacque l’8 aprile del 1828 a Naskov, nell’isola di Lolland in Danimarca, in una famiglia povera.
Suo padre era un aiuto muratore e non voleva che il figlio seguisse il suo faticoso e poco remunerativo lavoro.
Severin (come preferiva essere chiamato) leggeva molto ed iniziò letteralmente a divorare i testi del nascente movimento romantico danese, prendendo in prestito i libri del prete locale.
In seguito la famiglia riuscì a dare al ragazzo un’istruzione dignitosa, iscrivendolo al liceo della città di Nyköning, dove imparò anche a giocare a scacchi.
Fece rapidi progressi negli studi perché era dotato di grande intelligenza, ma a causa della sua precoce e spiccata indipendenza di carattere, si trovò coinvolto in una disputa con i suoi insegnanti e abbandonò la scuola senza superare gli esami.
Avendo però acquisito un ottimo grado di conoscenze letterarie, pensò di diventare poeta e nel 1845 scrisse una lettera al famoso scrittore Hans Christian Andersen per chiedere aiuto.
Andersen raccomandò From al mecenate e consigliere privato (secondo un’altra fonte Ministro delle Finanze) Jonas Collin, il quale dopo una corrispondenza epistolare con lui, riconoscendo il talento di From lo aiutò a frequentare una scuola di latino.
Tuttavia i fondi ricevuti furono spesi nell’arco di un anno e From fu costretto a guadagnarsi da vivere come insegnante privato.
Con lo scoppio della guerra danese-prussiana nel 1848 (Schleswig-Holstein War of Succession), entrò come volontario nell’esercito, dove prestò servizio nella brigata del maggiore generale Olaf Rye, partecipando a tutte le battaglie distinguendosi per coraggio e altruismo; in quella di Fredericia del 6 luglio 1849 diversi proiettili gli trafissero l’uniforme, ma per fortuna rimase solo leggermente ferito.
Dopo la dichiarazione di pace del 1850, trovò lavoro a Copenaghen (io ipotizzo per meriti di guerra) presso l’Ufficio Statistico danese, dove incontrò Magnus Oscar Møllerstrøm, considerato il più forte giocatore di scacchi della città, che ebbe un ruolo chiave nella sua formazione scacchistica.
Dal 1853 in poi fu impiegato presso il Ministero della Giustizia danese e si occupò principalmente dell’amministrazione penitenziaria; il suo lavoro fu caratterizzato da singolari capacità, zelo e interesse, unitamente ad una conoscenza profonda di ogni dettaglio del sistema carcerario danese.
Nel 1862, nella capitale si tenne un torneo a cui parteciparono tutti i più forti maestri di scacchi danesi, ed in cui From ne uscì vittorioso, seguito da Magnus Oscar Møllerstrøm, Søren Anton Sørensen, Hans A. Lindehn, A. Mathiassen ed altri, aggiudicandosi meritatamente il titolo di campione nazionale.
Questa fu la partita che fece conoscere al mondo scacchistico il suo gambetto.
Per la precisione storica la prima partita in cui appare questo gambetto è stata la seguente:
Tuttavia, questa partita amichevole e carente di informazioni, giocata 60 anni prima e certamente non conosciuta da From, fu occasionale, non ebbe un seguito e rimase sconosciuta ai più (per fare un esempio, equivale al fatto che i Vichinghi arrivarono nelle Americhe prima di Colombo ma non scoprirono nulla perché arrivarono lì per caso, senza capire dove si trovavano e quindi il vero scopritore fu Colombo).
La partita Møllerstrøm-From invece fu inserita dal giovane ufficiale dello Jutland e corrispondente di scacchi Søren Anton Sørensen, con analisi ed altre partite su questo gambetto, nelle pagine 45-46, 200-201-202, 221-222, 239-240 della rivista Schachzeitung Gegrundet von der Berliner Schachgesellachaft del 1862 (nella stessa rivista da pagina 195 a 200 vennero pubblicate analisi di From sulla variante Muzio del gambetto di Re) e non nella rivista “Deutsche Schachzeitung” come erroneamente indicato dai pochi autori che hanno trattato questo personaggio.

Schachzeitung Gegrundet von der Berliner Schachgesellachaft, 1862
Schachzeitung Gegrundet von der Berliner Schachgesellachaft, 1862, pp.200-201
Scrisse pure diverse analisi sull’apertura 1.e4 e5 2.d4 exd4 3.c3 dxc3 4.Ac4, da lui giocata con frequenza, ma la partita non prese il suo nome e venne chiamata Gambetto Danese (o Nordico).
From prediligeva il gioco aggressivo ed in apertura considerava i pedoni più come un ostacolo, che come un supporto all’attacco dei pezzi, occupandosi della teoria costruttiva degli scacchi, solo nella misura in cui gli interessava per scoprire nuovi punti di vista sull’attacco da intraprendere, ma la sua conoscenza generale della teoria delle aperture, era nel complesso piuttosto limitata.
Giocò diverse partite amichevoli con Tassilo von Heydebrand und der Lasa che dal 1865 al 1878 fu ambasciatore a Copenaghen, con risultato pressappoco pari.
Nel 1865 fu eletto presidente della Københavns Skakforening (“Associazione Scacchistica di Copenaghen”), oggi il più antico club scacchistico danese e mantenne quella carica per molti anni.
From, che era diventato l’indiscusso giocatore più forte della Danimarca, ricevette un invito al grande Torneo Internazionale di Parigi del 1867.
Tuttavia, il suo stile di gioco brillante e originale, pur essendo molto apprezzato sia dagli spettatori che dai partecipanti alla competizione, si infranse contro il gioco solido e posizionale dei migliori professionisti dell’epoca; in più si aggiunse che per motivi di lavoro dovette abbandonare il torneo e tornare in patria, giocando soltanto 16 delle 24 partite previste.
Il torneo fu vinto da Ignaz Kolisch, seguito da Szymon Winawer e Wilhelm Steinitz, mentre From terminò all’ultimo posto con cinque punti, prendendosi però la soddisfazione di vincere entrambe le partite sia con Jules Arnous de Rivière (direttore della rivista scacchistica La Regence e considerato il giocatore francese più forte dell’epoca), sia col famoso compositore americano di problemi Samuel Loyd.
Chessmetric lo ha valutato con un punteggio di 2427 nella classifica di luglio 1870 e numero 18 al mondo, all’età di 42 anni e tre mesi.
Proprio nel 1870 From smise di partecipare ai tornei e si dedicò ad attività di divulgazione facendo proseliti; uno dei suoi studenti, Søren Sørensen, divenne in seguito campione nazionale.
Nel 1890 fu nominato ispettore del penitenziario di Christianshavn (oggi dismesso); secondo alcuni suoi contemporanei, spesso rilasciava i prigionieri « sulla parola » quando dovevano risolvere questioni familiari, ed a loro volta i reclusi tornavano sempre in carcere per scontare la pena residua.
Nel 1891 ricevette dal re di Danimarca l’ordine Ridder af Dannebrog (Cavaliere della bandiera danese), che è per importanza la seconda più alta onorificenza danese.
Morì di cancro il 6 maggio 1895 all’età di 67 anni e venne sepolto nel cimitero di Vestre a Copenaghen (finora non vi è alcuna foto della tomba).
A questo punto, colgo l’occasione per inserire una mia partita per corrispondenza (giocata quando i computer ancora non esistevano ed ogni mossa era frutto del pensiero umano), per illustrare cosa può accadere giocando il gambetto From.
Fu una partita selvaggia, con gioco violento senza esclusione di colpi da ambo le parti, ma dopo molte vicissitudini riuscii a salvarmi entrando in un finale teorico patto (pedone di torre con casa di promozione di colore diverso da quello dell’alfiere).
La giocai nell’incontro Italia – Olanda per corrispondenza 1971-72, opposto al forte maestro Henk Leeners.
Venne pubblicata su SCACCO! del 1972 con mie note e nel 1975 con note del mio avversario sulla rivista olandese SCHAAKSCHAKERINGEN, poi «motu proprio» su SCACH-ECHO del 1979, all’interno di una monografia sul Gambetto From scritta dal grande teorico tedesco Rolf Schwarz, in aggiornamento ad un suo precedente Eröffnungsbücher.
Si diffuse e fu inserita anche nella versione cartacea n.19 del 1991 a pag.65 di New In Chess (Sono in buona compagnia! Infatti è una grande soddisfazione vedere sulla stampa una propria partita, accanto a quelle di campioni come Rudolf Spielmann e Bent Larsen!), ed è ancora presente nel database on line di New In Chess, e pure su chess[dot]com a questo link.
Il caso di patta teorica perché la casa di promozione del pedone di torre é di colore diverso da quello dell’Alfiere, non è così raro come si potrebbe pensare, infatti è accaduto pure nella terza partita del Campionato del Mondo 2018 tra Magnus Carlsen e Fabiano Caruana.

Il maestro Leeners scrisse alla fine sulla rivista olandese: «Spero che questa partita renda molto chiaro cosa è possibile fare negli scacchi per corrispondenza».
Concludo con quanto scritto da Rolf Schwarz come ultimo suo commento: «questa partita è un’ottima pubblicità per il Gambetto From … e per gli scacchi per corrispondenza!»

