Sergey Karjakin primo!

(Topatsius)
Karjakin inarrestabile! Deve essere proprio il suo anno buono. In Sudamerica ha aperto benissimo, sempre veloce nei primi tratti, subito in testa e tenendo a vari punti di distanza gli inseguitori, fra i quali un buon Tomashevsky. Il giovane russo non ha lesinato coraggio e lucidità, entrando con decisione nelle varianti più ardite e pericolose senza commettere il minimo errore.

(Il vulcano Sajama, nell’Altopiano Boliviano – foto di  
Jaroslaw Zygmunt Wieczorek)

Karjakin sta mostrando davvero superiore intelligenza e grande capacità di controllo dei suoi mezzi, rischiando al punto giusto ogni qual volta gli si presenti l’occasione. E dicono stia facendo anche parecchi sacrifici, utilizzando al meglio i suoi cavalli. Non dobbiamo dimenticare che Sergey si è da poco brillantemente laureato in ingegneria alla Ural Federal University.

1S: Laurea in Ingegneria? Topatsius?

Sergey gareggia da quando aveva 13 anni, spinto dalla passione del padre. Ha vinto la sua prima gara di coppa del mondo nel 2011. Dopo aver trionfato al campionato russo e dopo l’ottima prova ad Abu Dhabi, ecco il primo posto sudamericano (dopo 5 turni) davanti al cileno Ignacio Casale e all’argentino Daniel Tomashevsky.

1S: “Daniel” Tomashevski? Topatsius, puoi verificare per favore?

E questo nonostante il caldo, al quale il russo non è certo abituato e che in Paraguay e in Bolivia l’ha parecchio infastidito, costringendolo a qualche pausa nel corso delle quasi sette ore di gara del quinto turno. Ci ha detto di aver perfino consumato tutta l’acqua che aveva sua disposizione. Per di più, il giorno prima ha dormito pochissimo a causa di un mal di testa probabilmente dovuto all’altitudine.

Bravissima anche la sua équipe che l’ha sostenuto e preparato perfettamente alla durezza della manifestazione. E ottima è stata la sua Yamaha, dal monocilindri robusto e affidabile.

1S: TOPATSIUS? TOPATSIUS! Abbiamo un problema, credo.

Pronto? … Scusami, 1S, cosa mi stai dicendo? Che non sto sul Blog “UnaSolaPista” ma “UnoScacchista”? E come ci sono finito qua da te? Per un caso di omonimia, forse? Boh! E va bene, va bene, ho capito. Ma prima di lasciarvi ti assicuro che il nostro Sergey è bravissimo e (chissà) magari è anche un po’ più divertente e scapigliato del tuo. O no? Sicuramente sarà più atletico, dai.

Siccome mi siete simpatici, prima di salutarvi vi allego lo stesso due immagini di Sergey alla mitica “Dakar” sudamericana di gennaio (quasi 9.000 km. tra terre di Paraguay, Bolivia e Argentina).

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Sergey Karjakin sul suo quad (foto da true-news.info)
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Sergey Karjakin alla Dakar 2016 attualmente in corso (foto da dragtimes.ru)

Ed infine permettetemi eccezionalmente una immagine di un’altra concorrente russa, l’unica russa a correre un rally e una delle pochissime russe nate (19.1.79) a Washington, Anastasiya Nifontova, giunta appena ottantatreesima nella quinta tappa ma ugualmente molto ammirata.

Eccola con la sua fortunata Honda.

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Anastasiya Nifontova (foto da i-moto.com.my)

1S: Topatsius, per te un cartellino giallo per il fuori pista! Occhio…

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