Il ponte levatoio

(Riccardo M.)
760 bambini e ragazzi, femmine e maschi, fra under 10 e under 18, hanno partecipato (8-16 gennaio 2017) a Erevan, la capitale di Armenia, all’Andranik Margaryan Memorial (Margaryan non era un giocatore di scacchi, bensì il primo ministro della Repubblica di Armenia fra il 2000 e il 2007).

760 sono davvero tanti. L’attenzione per la crescita dei giovani e la diffusione del gioco lascia presagire che qui fra loro si trovino i futuri Tigran Petrosian, Raphael Vaganian, Vladimir Akopian e Levon Aronian, e che l’Armenia possa sempre competere per il podio olimpico così come meritatamente è accaduto nel recente passato: bronzo nel 2002 e 2004, oro nel 2006 (a Torino), 2008 e 2012. Ma si parla degli uomini. Viceversa, mai ancora nessuna medaglia per l’Armenia in campo femminile; un vuoto da colmare.

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Le seguenti due immagini, tratte da facebook, sono state colte in un precedente torneo giovanile presso la “Chess Academy of Armenia”, il Memorial Stepan Avagyan.

Nella stessa accogliente sede dell’Accademia armena si è svolto un torneo principale. Siccome è degli errori dei grandi che si deve far tesoro, ecco che vi presento quanto è accaduto qui nel terzo turno nell’incontro fra il giocatore di casa, Arman Mikaelyan (IM, 2432), e l’ucraino Stanislav Bogdanovich (IM, 2595).

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Mikaelyan-Bogdanovich, 10.01.2017

Non è facile dire chi sia preferibile. Il Bianco è arioso e minaccioso, ma il Nero ha del materiale in più e se riuscisse a semplificare un poco, oppure intanto a crearsi riparo per il Re sulla colonna “a” …

L’ucraino, tuttavia, pur in assoluta tranquillità con l’orologio, è abbagliato da qualcosa che non ha senso. Il tratto giocato 23. … Dh2?? ricorda quegli assediati di un castello medioevale che, incerti sulla strategia, facevano l’unica cosa che non avrebbero mai dovuto fare: abbassavano sciaguratamente il ponte levatoio per l’ingresso trionfante delle truppe nemiche.

La Donna nera paga subito molto cara questa sua escursione lontano dal castello e dalle fragili linee difensive. La Regina armena, protetta dai suoi archibugieri, non si fa pregare due volte: penetra decisa nel campo del temuto Duca d’Ucraina, sbaraglia i difensori attoniti, indi si sacrifica per lo sfondamento e il successo de’ suoi alfieri e torri e per la cattura dell’improvvido re nemico.

24. Dxd8 e 1-0.

Eh già, tutto qua. Allo sbigottito duca nero era semplicemente sfuggito un particolare tattico del quale si sarebbero accorti anche parecchi ragazzini della sala vicina: non poteva lasciare indifeso lo sciagurato alfiere in c8.

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