Wesley So vincitore a WaZ

(UnoScacchista)
Il periodo di grande forma di grandi risultati di Wesley So continua: ha vinto, imbattuto, anche il Tata Steel Chess 2017 finito ieri a Wijk aan Zee. Dietro di lui, a un punto, il Campione del Mondo Magnus Carlsen e al terzo posto, appaiati, Levon Aronian, Wei Yi e la sorpresa del torneo, l’indiano Baskaran Adhiban. Nel torneo Challenger, vittoria a pari merito di Gawain Jones e Markus Ragger, con il primo, vincitore per spareggio tecnico, che giocherà l’anno prossimo il Torneo Master.

(foto di Alina l’Ami per #TataSteelChess)

Se prima di tuffarvi nell’analisi finale del torneo volete rivivere la sequenza dei turni, scorrete i precedenti post pubblicati:

E arriviamo quindi al tredicesimo e ultimo turno. Saltando i preamboli, guardiamo subito la classifica finale del torneo.

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Wesley So ha dominato il torneo, terminando imbatutto e con 5 vittorie. Come sempre, ci vuole un pizzico di fortuna per vincere e lui l’ha avuta nella partita con Rapport, ma per il resto non è mai stato in difficoltà. A dirla tutta, a parte la partita con Wojtaszek, le sua vittorie non mi hanno impressionato, ma non è in discussione che quest’anno a WaZ sia stato il giocatore che ha giocato meglio.

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Wesley So premiato da Anatoly Karpov (foto di Patrick Put)
ULTIMORA: Oggi Caruana ha perso a Gibilterra con Nigel Short e Wesley So è attualmente secondo nella lista mondiale Elo (ufficiosa).

Oggi la sua partita con Nepomniachtchi è durata praticamente 9 mosse, quando il russo ha trasformato la sua già aggressiva Trompowsky in una missione kamikaze.

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Nepomniachtchi-So dopo 8. … Dxa2

Non contento di aver arroccato lungo invitando la Donna in a5 a prendere il pedone a2, Nepo ha deciso di aiutare lo sviluppo del Nero e invece di prendere in f6 ha giocato 9. Db5+? Dopo la spontanea 9. … Cbd7 10. c6 bxc6 11. Dxc6 Ab7! è stato costretto a cedere la Donna per Torre e Alfiere, finendo comunque una posizione persa. So ha concluso la pratica con efficienza in 28 mosse (delle quali gran parte inutili) e circa un’ora in totale. La partita, oltre a confermare l’incapacità di Nepomniachtchi di giocare con costanza di rendimento in questi tornei ad alto livello, ha di fatto chiuso i giochi, in quanto con questa vittoria So non era più raggiungibile da nessuno.

Carlsen e Karjakin hanno allungato la loro sfida con un altro Gioco Piano, stavolta reso eccitante da una rischiosa (e qusi sicuramente errata) spinta in g5 all’ottava mossa da parte del russo.

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Carlsen-Karjakin dopo 8. … g5?

Come avremmo fatto tutti (credo), Carlsen ci ha pensato un po’ e ha continuato sacrificando il Cavallo in g5 per una compensazione materiale (3 pedoni) e una pressione continua: 9. Cxg5 hxg5 10. Axg5 Rg7 11. Df3 Ae6 12. b4 Ab6 13. Ad5 a5 14. b5 Cb8 15. Axb7. La partita è proseguita senza che Carlsen abbia trovato il modo di trasformare la pressione in un vantaggio decisivo; anzi, dopo alcune esitazioni del Bianco e molte semplificazioni, Karjakin si è addirittura trovato in un certo vantaggio, che comunque non ha ritenuto sufficiente per cercare di vincere. Complici i risultati delle altre partite, la patta ha consegnato a Carlsen il secondo posto nel torneo.

Karjakin ha dichiarato di essere stanchissimo, risentendo ancora del mondiale di New York, mentre Carlsen non l’ha detto ma l’ha dimostrato, non tanto per l’errore nella partita contro Giri (un matto in tre non visto) ma soprattutto per la “rottura” psicologica all’ottavo turno con Rapport. Con un pizzico di attenzione e di equilibrio in più, il norvegese avrebba ottenuto quel punto in più che avrebba messo un po’ di pressione in più a So: in ogni caso, è sempre sorprendente come Carlsen riesca ad arrivare tra i primi anche quando gioca al di sotto del suo standard.

Oggi il turno è stato avviato dal gong dato da Anatoly Karpov, che, riguardo a Carlsen, ha detto che gli assomiglia molto come gioco, tanto che sarebbe spesso difficile distinguere una sua partita di trent’anni fa con una del norvegese di oggi. Ha anche detto che se Carlsen riuscirà a superare l’appannamento di forma che lo affligge da qualche mese, non avrà rivali per almeno altri due anni: e che uno di questi rivali sarà certamente Wesley So (ma per dire questo non bisogna essere stati campioni del mondo).

Aronian non è riuscito a completare la sua eccellente seconda parte di torneo (che qualcuno ha collegato con l’arrivo a WaZ della sua fidanzata Arianne Caoili) ed è invece caduto vittima della prima vittoria nel torneo di Andreikin. E’ stata una partita abbastanza a senso unico, che Levon ha giocato senza verve, mentre Dmitry è riuscito a trasformare un torneo disastroso (due sconfitte e tutte patte) in qualcosa di accettabile. Nonostante le mie aspettative e i miei auspici, comunque, il russo non ha dimostrato di essere (ancora?) materiale per super-tornei.

Anche Wei Yi ha perso all’ultimo turno, ma avrebbe meritato di più. Come lo stesso avversario, il polacco Wojtaszek, ha dichiarato, la sua vittoria è stata abbastanza fortunata (anche se ci ha dovuto mettere del suo per calcolare bene la continuazione vincente). Cercando di forzare sul lato di Re, infatti, il giovane cinese ha lasciato troppa liberta a un dinamico pedone d, che alla fine lo ha costretto ad abbandonare in vista della perdita decisiva di materiale.

Ha spettacolarmente approfittato di queste due sconfitte il giocatore che più di tutti ha fatto divertire, l’indiano Adhiban. Il giocatore con l’Elo più basso e invitato al torneo Master in quanto vincitore del torneo Challenger del 2016, ha iniziato in maniera stentata (1 su 4), ma poi è diventato un rullo compressore. Negli ultimi nove turni ha fatto meglio di tutti, con quattro vittorie e un totale di 6 punti e mezzo. Oggi ha battuto Richard Rapport, che ha provato anche lui una Trompowsky, apertura che a WaZ non è stata per nulla di successo. Con una partita solida, Adhiban ha sfruttato le velleità di attacco di Rapport per guadagnare materiale e poi giocare una transizione vincente da mediogioco a finale. Se non avesse perso con Harikrishna una partita che come minimo meritava di pattare, avrebbe raggiunto un risultato ancora più prestigioso. Bravissimo: da rivedere nel 2018!

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Il Torneo nella sequenza di vittorie e sconfitte. Notevole la seconda parte di torneo di Adhiban, con 4 vittorie e 5 patte.

Confermando il tormentone a lui dedicato, Giri ha pattato anche l’ultima partita. Nulla di particolare da segnalare, anche perchè Eljanov ha preferito concludere con una patta dopo l’immeritata sconfitta di ieri. Per l’olandese un altro torneo senza nè arte nè parte, il cui “picco” è stata la fortunosa patta con Carlsen al settimo turno. L’ucraino, invece, da un lato può essere soddifatto del suo torneo, dall’altro guardando alle tante occasioni che ha sprecato un po’ di rammarico sicuramente ce l’ha.

Finiamo questa disamina dell’ultimo turno e del torneo con la partita tra Van Wely e Harikrishna, due giocatori sicuramente delusi dei propri risultati. L’olandese, con caparbietà, riesce a segnare la prima vittoria del torneo con una partita decisa, contro un avversario in evidente crisi.

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Tabellone finale del torneo, con la distribuzione di vittorie e sconfitte.

Per finire, una delle rappresentazioni grafiche del torneo che ogni tanto mi ingegno a costruire. Pur con le dovute cautele nell’analisi a causa dei piazzamenti a pari merito, questa tabella mostra a colpo d’occhio quali sono stati i risultati più inaspettati: nel triangolo in alto a destra ci dovrebbero essere solo patte e vittorie, in quello in basso a sinistra solo patte e sconfitte; nel triangolo in alto a sinistra quasi tutte patte e nel triangolo in basso destra molte partite decisive; infine nell’area centrale una certa alternanza. Si vede bene come So abbia vinto il torneo vincendo solo con chi è arrivato in fondo alla classifica (mentre, ad esempio, Carlsen ha battuto avversari che si sono piazzati meglio) ed è chiaro che il “cigno nero” è stata la vittoria di Rapport su Carlsen. Colpisce anche la quantità di patte tra i giocatori della seconda metà della classifica: poca combattività o reale equilibrio?


Il torneo Challenger è stato vinto, dopo una lotta durissima, dal GM inglese Gawain Jones. Ecco la classifica finale.

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La sofferta patta di Jones all’ultimo con Shanglei Lu è stata sufficiente per arrivare a pari merito con l’austriaco Markus Ragger che, partito alla grande, ha poi rallentato subendo la sconfitta decisiva proprio da Jones. E’ stato infatto il risultato dello scontro diretto il criterio che ha dato all’inglese la possibilità di “salire” al torneo Master per il 2018. Complimenti.

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Gawain Jones (foto chess-news.ru)

Il futuro del movimento scacchistico statunitense è sicuramente roseo, se dietro a Caruana, Nakamura e So incalzano giocatori come Xiong che a sedici anni era in testa a due turni dalla fine e ha sfiorato la vittoria nel torneo.

Ma anche gli olandesi guardano al futuro con fiducia: oltre a Giri, si stanno facendo strada i fratelli Van Foreest. Jorden ha giocato il suo primo torneo Challenger a 17 anni e il fratello Lucas (15 anni) ha vinto il torneo sussidiario che ha qualificato il vincitore per il Torneo Challengers del 2018 (davanti al più giovane MI attuale, l’undicenne indiano Praggnanandhaa). Presto “king” Loek Van Wely potrà passare la mano con tranquillità.

Anche i norvegesi stanno cominciando a scoprire i nuovi talenti che seguiranno le orme di Carlsen, di Agdestein e di Hammer: il diciassettenne Tari è sicuramente uno di loro.


Insomma, anche questo WaZ va in archivio. E’ stato un torneo vivace, con molte emozioni, che abbiamo cercato di seguire con assiduità. Lo sforzo è stato grande e speriamo che lo abbiate apprezzato.

Arrivederci al Tata Steel Chess 2018, sempre a Wijk aan Zee, dal 12 al 28 Gennaio.

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