Razuvaev muove e matta

(Riccardo M.)
Se qualche lettore ha notizia che sia mai capitato nell’affascinante e barocca Vilnius uno scacco matto più bello di questo, ce lo dica. Sembra proprio una composizione, invece è la splendente chiusa di una partita giocata nel 1969 nella capitale lituana fra il GM finlandese Westerinen e il GM sovietico Razuvaev.

West Razuvaev
Westerinen-Razuvaev, Vilnius 1960. Muove il Nero

1. … Cf1+ 2.Rg1 Cxh3++ 3.Rh1,Dg1+! 4.Cxg1 Cf2 matto

Razu mat
Westerinen-Razuvaev, Vilnius 1960. 0-1

La lezione che offre questo matto è sulla forza relativa dei pezzi: a fronte dell’azione travolgente della cavalleria nera risalta qui l’impotenza assoluta della Donna e dell’alfiere del conduttore dei bianchi.

Yuri Sergeyevich Razuvaev, moscovita, si spense il 21 marzo 2012 all’età di 66 anni. A cinque anni esatti dalla sua morte lo vogliamo ricordare anzitutto per i numerosi successi, da Dubna 1978 a San Sebastian 1996, e per le 4 patte su 4 che seppe imporre nel 1984 all’allora fortissimo tedesco Hubner nel match URSS-Resto del Mondo. Gli appassionati italiani lo ricorderanno vincitore anche a Reggio Emilia 1996 (p.m. con Epishin e Dreev) e allenatore, per un certo periodo, della nazionale italiana.

Grande Maestro dal 1979, è stato anche giornalista e scrittore: “Akiba Rubinstein” uscì nel 1980, “Move to the endgame” nel 1981, mentre “Key Concepts of Gambit Play” è uscito postumo lo scorso anno.

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E’ stato allenatore di Karpov nel periodo 1971-1978 e, in anni più recenti, di Alexandra Kosteniuk, campionessa del mondo nel 2008. “Ogni lezione con lui era un momento speciale per me”, così scriveva Alexandra nel suo blog il giorno dopo la morte di Yuri.

Con la presente piccola dedica al grande maestro russo sento di colmare in parte una lacuna imperdonabile, quella di aver dimenticato di inserire il suo nome fra i 700 campioni della storia dei quali Claudio Sericano ed io scrivemmo minibiografie alla fine del secondo volume dei nostri I luoghi degli scacchi”:

Infatti nel corso della sua carriera Yuri Razuvaev, che proveniva dalla scuola di Botvinnik, ha saputo sconfiggere quasi tutti i più forti giocatori della sua epoca, fra questi Timman (1969), Kasparov (1978), Bronstein (1982), Polugaevsky (1985) e Geller (1988), e poi Uhlmann, Vaganjan, Gulko, Short, Bologan … E ha vinto, oltre i precedenti citati, altresì i tornei di Polanica Zdroj 1979, Londra 1983, Dortmund 1985, Jurmala 1987 (p.m. con Tal, Psakhis e Gipslis), Pula 1988, Reykjavik 1990 (open, p.m. con altri), Leningrado 1992, Tiraspol 1994.

Razuvaev ha pure curato alcune parti dell’Enciclopedia delle Aperture, fra le quali, insieme a Karpov, la variante Saemisch dell’Indiana di Re.

Ce n’è abbastanza per inserire anche il suo nome nell’Olimpo dei grandi.

Se volete saperne di più su di lui, sappiate che il suo amico Boris Postovsky ha presentato nell’ottobre 2015 il proprio libro “Yuri Razuvaev, maestro di scacchi “. Alla cerimonia era presente la moglie di Yury, Natalia, e alcuni, non più giovani, giocatori russi come Averbakh, Kuzmin, Vasjukov, Sveshnikov e Gik. Il lavoro di Postovsky si compone di tre parti: ricordi e profili di giocatori, partite commentate, interviste e articoli di Razuvaev sulla teoria del gioco e sull’insegnamento.

One thought on “Razuvaev muove e matta

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  1. Sì! Veramente un gioiello! Avevo visto matti con due cavalli in qualche studio sui finali, ma questo, in una fase di partita a tavolino ancora complessa, è sorprendente.

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