Scacchi e Mistero

(Sergejs Gromovs)
Non ho inventato io il caso di cui vi sto per parlare. E’ realmente ed incredibilmente accaduto.

(Sergejs Gromovs, marzo 2017, per “UnoScacchista”)

Domenica 5 marzo gioco un “Semilampo” a Verona, molto interessante. Il luogo è bellissimo: siamo nella piazza centrale, piazza Bra, di fronte all’Arena, nello storico Palazzo Gran Guardia. Meraviglia! E quasi 200 partecipanti!

Si giocano contemporaneamente tre tornei. Io davvero non ho capito molto bene quello che gli organizzatori hanno voluto fare: un torneo è iniziato alle 9, il secondo alle 10 ed il terzo nel pomeriggio. Dopo una manifestazione simile ed una partecipazione così massiccia ci si rende conto di quanto sia complicato il mestiere di arbitro; credo che alla fine del torneo ognuno degli arbitri avrà corso almeno una “minimaratona”.

Ma vengo a dirvi ora cosa mi è successo. Si è nel penultimo turno, io ho i pezzi neri e il mio avversario è un giovane maestro dell’Alto Adige, Alexander Teutsch. Va bene, siamo in una difesa Indiana di Re, variante dei “quattro pedoni”.

Il ragazzo ha l’iniziativa ed è pressante, io devo stare in difesa ed essere ben protetto e cauto. Poi, come tutti i libri scrivono intorno a quell’impianto, il Bianco sacrifica il pedone in e5, piazza la Donna in h4, un Cavallo in g5. Scacco matto? Ma no! Il Nero si salva e rimane col pedone di vantaggio. Tuttavia ad Alexander potrebbe restare la possibilità di agguantare un pareggio con scacco perpetuo. Per evitarlo decido di restituire il pedone.

gran-guardia-facciata
Verona, Palazzo Gran Guardia (sede di gioco)

Qui devo accennare ad un dettaglio importante: il torneo si svolge con il tempo di 15 minuti per tutta la partita (senza nessun incremento!). Ed ecco che il mio avversario di tempo ne ha sempre di meno, è indeciso e lento, perde un pedone.

La partita sembra scivolare verso la sua logica conclusione: infatti ad un certo punto l’orologio mi concede ancora 2 minuti e 17 secondi, mentre soltanto 2 (!!!) sono i secondi di cui dispone il mio avversario.

Quindi, non essendoci incremento, la partita è virtualmente finita, anche perché il Bianco non può darmi il matto in due secondi, visto che è questa la posizione alla quale siamo giunti:

diagram Gromovs
Teutsch-Gromovs, Verona, “Rapid” Marzo 2017

Ci vorrebbe solo un miracolo per salvare il Bianco in queste condizioni di gioco e di tempo. Ma i miracoli accadono, ogni tanto. E oggi è il giorno giusto, anzi sbagliato. Prendo il mio alfiere in h7 e lo poggio in e2: Ae2???.

I tre punti interrogativi non si leggono mai sulle riviste di scacchi, ma nel caso dei miracoli sono giustificati. Naturalmente “Ae2” è una mossa impossibile, e il regolamento implacabile mi dice che ho perso.

Orbene, mi chiedo, per quale motivo dovevo andare con l’Alfiere in “e2”? Non lo so! Onestamente, non lo so. Ho persino riflettuto un attimo prima di muovere (io non sono solito effettuare mosse rapide e automatiche).

Qual è allora la spiegazione? Una soltanto: non ho fatto io quella mossa, la mia mano si è così spostata indipendentemente dalla mia volontà! Ebbene, io non ho mai creduto nell’inferno e nel diavolo, né sono incline ad accettare scienze occulte ed enigmi, ma dopo questo evento incredibile e unico è necessario seriamente riflettere.

Naturalmente, con un duro colpo del genere, ho perduto in maniera piuttosto rapida anche all’ultimo turno, mentre vincendo entrambe le ultime due partite sarei arrivato di certo sul podio. Ma voi potete immaginare quale fosse alla fine il mio stato d’animo! E neppure l’evento ha troppo aiutato Teutsch, sconfitto anche lui nella partita successiva.

Gli scacchi sono un gioco antichissimo, le sue origini vere sono ancora avvolte nel mistero. Chi è che li ha inventati e che ogni tanto ancora si diletta a fare scherzi del genere? Voi sapevate che Caissa, la dea patrona degli scacchi, è molto più giovane rispetto al gioco stesso?


Sergejs Gromovs
Sono nato a Riga (Lettonia) nel 1965. Imparai il gioco a 12 anni. A 14 divenni C.M. e dal 2000 Maestro FIDE. Il mio massimo Elo storico è stato di 2387. Ho vinto in carriera oltre 120 tornei nazionali/internazionali e vivo in Italia da circa 18 anni.

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