Stuart Rachels e la “Moral Philosophy”

(Riccardo M.)
“The Elements of Moral Philosophy”, di James e Stuart Rachels (prima edizione 1986), è un testo di studio da anni fra i più apprezzati ed utilizzati, negli Stati Uniti, per i corsi di laurea in filosofia. Si tratta di tredici coinvolgenti capitoli che stimolano la riflessione e la discussione, avviando studenti e lettori verso i basilari concetti di filosofia morale.

I Rachels scrivono che la morale deve essere fondamentalmente imparziale e che per essere imparziale non deve soggiacere ai sentimenti, che sono volubili, in quanto questi ultimi una volta ci guidano verso un’azione e una volta verso l’azione opposta. Ma l’imparzialità non è sufficiente. Infatti, quale è il comportamento moralmente etico in ogni circostanza? Non esiste, perché dipende dalle differenze delle culture in ogni settore: cibo, sesso, diritti umani, vita, morte. Quindi non possono esserci standard etici oggettivi. Oppure dobbiamo in ogni momento interpellare, rispettandoli, gli standard etici della società e della cultura cui apparteniamo, e pertanto affermare che la nostra morale è quella ed è quella giusta? Forse. Però dobbiamo comunque avere un atteggiamento di tolleranza nei confronti di pratiche e pensieri di altre culture (il cosiddetto “relativismo culturale”). Ma tollerante anche, mi chiedo qui, nei confronti di atteggiamenti e pensieri intolleranti? No, risponde Rachels, e infatti il relativismo assoluto è inaccettabile perché porta a conseguenze inaccettabili in quanto non sarebbe mai possibile criticare le pratiche sociali più aberranti di alcune culture, quali schiavitù o tortura.

Il bello della filosofia, e della filosofia della morale in particolare, è che ogni domanda apre una porta; e in fondo alla nuova stanza, anziché la risposta, troviamo un’altra domanda. Un po’ come una partita a scacchi, dove non si vince in una sola mossa ma sapendo dare risposte precise e coerenti ad ogni singola mossa e davanti ad ogni porta, che ci regala una nuova posizione e poi una nuova domanda che ci aprirà la porta verso la successiva stanza.

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Stuart e James Rachels nel 1987

In particolare papà Rachels (James, 1941-2003) elaborò una visione della vita, sulla scia dell’evoluzionismo darwiniano, che respinge e confuta totalmente quella religiosa antropocentrica, dimostrando come l’uomo non sia sotto nessun aspetto più eticamente rilevante degli animali (cfr. “Created Of Animals”, 1990).

Beh, non sono un filosofo e spero di non aver scandalizzato nessuno con questa mia racimolata e superficiale sintesi di uno spicchio degli argomenti toccati dai due autori. Sfortunatamente non ho ancora letto l’opera dei Rachels (padre e figlio), che purtroppo non credo si trovi tradotta in italiano, ma soltanto ho guardato alcuni commenti da dispense di loro allievi. Quanto basta per esserne interessato, anche perché, così scrivono alcuni commentatori, il linguaggio dei Rachels è chiaro e fruibile da tutti, ricco di esempi pratici immediati, mentre la materia trattata è di fondamentale importanza perché l’etica incide sui comportamenti, quindi sulla vita e sulla felicità umana, più di ogni altra cosa.

Stuart Rachels, che ha approfondito i già noti studi paterni sull’argomento, è nato a Birmingham il 26 settembre del 1969.

Ha ottenuto il “Bachelor of Arts” in Filosofia presso la Emory University of Atlanta nel 1991, poi un’altra laurea in filosofia e politica alla Oxford University (93) e un dottorato di ricerca alla Syracuse University (98).

Nel 1999 Stuart Rachels è diventato assistente nel dipartimento di filosofia presso la University of Alabama (a Tuscaloosa) e nel 2001 ha avuto la cattedra di professore. Ha scritto svariati testi, ma soprattutto ha rivisto e curato le edizioni successive di alcuni dei lavori paterni, in particolare “The Elements of Moral Philosophy”  e “Problems From Philosophy”.

Nel 2009 Stuart ha sposato ad Atlanta Heather Elliott, professoressa presso la facoltà di legge della stessa Università di Alabama.

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Stuart Rachels nel 2009 (foto di Ben Herman)

“Perché ne parli qui su “UnoScacchista” di questi Rachels?” mi chiederete. Perché il padre James avviò il figliolo non solo alla filosofia, ma anche agli scacchi, che gli insegnò così bene che Stuart nel 1981, a meno di 12 anni, divenne il più giovane maestro della storia degli Stati Uniti. E non si fermò qui, perché vinse il campionato juniores USA nel 1988.

Chiedete di lui a Yasser Seirawan, il simpatico GM commentatore dei grandi tornei dei nostri giorni. Lui si ricorderà bene di Stuart Rachels, ad esempio nella finale del Campionato USA del 1989 (a Long Beach), una finale di altissimo livello alla quale prendevano parte 13 grandi maestri, due maestri internazionali e il ragazzo ventenne Stuart, maestro Fide, ultimo e staccatissimo per Elo con i suoi miseri 2385 punti.

Volete sapere come andò a finire? Eccovi la classifica:

1/3. S.Rachels, Y.Seirawan e R.Djindjihashvili 9,5
4. B.Gulko 9
5/7. N.de Firmian, A.Miles e J.Benjamin 8,5
8/9. M.Dlugy e J.Fedorowicz 8
10. M.Rhode 7,5
11. S.Kudrin 7
12. Alexander Ivanov 6,5
13. Walter Browne 6
14. Igor Ivanov 5
15/16. D.Gurevitch e L.Alburt 4,5

Quasi incredibile, certamente un risultato unico! Per Stuart Rachels, imbattuto: 4 vittorie e 11 patte. Balzò ad un rating FIDE di 2485, ottenendo il titolo di MI. Ma non si dedicò più abbastanza attivamente al gioco e nel 1993 si ritirò definitivamente. Penso sia stato il maestro internazionale più forte degli ultimi trent’anni.

Ecco un paio di quelle sue partite:

Kudrin-Rachels, Long Beach 1989, turno 10

1.e4,c5 2.Cf3,Cc6 3.d4,cxd4  4.Cxd4,Cf6 5.Cc3,d6  6.g3,g6 7.Cde2,Ad7 8.Ag2,Dc8 9.Cd5,Ag7  10.0-0,Cxd5 11.exd5,Ce5 12.a4?!,Ah3 13.Ta2?!,h5 14.Axh3,Dxh3 15.f3,g5 16.Rh1,Af6 17.b3,Df5 18.cd4,Dg6  19.c4,g4 20.Tg2,h4! 21.gxh4,Txh4 22.f4 (occorreva Af4),Cd7 23.Cb5,0-0-0! 24.Cxa7+,Rb8  25.Ae3,Tdh8 26.De1 (l’errore decisivo, era necessario Rg1),g3! 27.Da5 (non salvava Dxg3,Dxg3; Txg3,Txh2+; Rg1,Th1+; Rf2,T8h2+),Txh2+ 28.Txh2,De4+ 29.Rg1,Dxe3+ 0-1

Rachels- Seirawan (Long Beach 1989, turno 11)

1.e4,d6 2.d4,g6 3.Cc3,Ag7 4.Cge2,a6 5.Ae3,b5  6.Dd2,Ab7 7.f3,Cbd7 8.h4,h5 9.d5,c5 10.dxc6,Axc6 11.Cd4,Ab7 12.a4,b4 13.Cd5,a5  14.Ab5,Cf6 15.Ac6,Cxd5 16.exd5,Dc8  17.0-0,0-0 18.Ah6,Cf6 19.Tad1,Axc6 20.Cxc6,Axh6 (una combinazione di patta che Stuart ha calcolato con grande precisione) 21.Dxh6,Cxd5 22.Txd5,Dxc6  (non c’è niente di meglio per Yasser), 23.Txh5,gxh5  24.Dg5+,Rh7 25.Dxh5+ 0,5-0,5.

“Great chess games are breathtaking works of art” (Stuart Rachels)

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