Nella Street Art italiana anche gli scacchi

(Roberto C.)
Chissà se tra i lettori c’è qualcuno che come me si ferma incuriosito quando incontra un murales ?
Incontrare è un bel verbo perché è il ‘trovare qualcuno davanti a sé per caso’ e, quindi, poter fare la sua conoscenza: mi piace scoprire l’idea che c’è dietro a queste realizzazioni pittoriche nate dalla fantasia degli artisti di strada, che io definisco ‘visionari delle metropoli’.

Lo faccio ogni volta che posso perché mi piace osservare con attenzione; poi, magari, non le comprendo… non mi piacciono… prima, però, voglio soffermarmi quell’attimo in più… non di rado, ritorno indietro, per osservarle da un miglior punto di vista e non dal solito ‘passa e guarda’ fuggente stando alla guida della mia utilitaria…

I murales, sempre coloratissimi e spesso di grandi dimensioni, a mio parere sono molto meglio di una scolorita parete di un vecchio muro o quella di un vecchio edificio abbandonato; ad esempio, a Roma in Viale della Sorbona un lungo e grigio muro di contenimento è stato ridipinto con il Lettering [1] dai tanti colori. (W i colori!)

Murales_Viale della Sorbona
Immagine di Roberto Cassano (12 giugno 2017 ore 12:30 circa)

Questo tipo di pittura rientra nella cosiddetta Street Art, oggi il termine conosciuto ai più, un tempo invece si chiamava, appunto, murales. A Roma ve ne sono davvero tanti e non soltanto nelle zone periferiche ma anche in quelle storiche e più centrali (Ostiense, Pigneto, Quadraro, San Basilio, Salario, San Lorenzo, Testaccio, Tor Marancia, Tor Pignattara, Tor Sapienza, ecc.). E sappiate che non esistono, come si potrebbe superficialmente credere, soltanto quelli non autorizzati ma esistono anche quelli autorizzati come ad esempio i dieci murales, realizzati da dieci differenti Urban Artist internazionali, per il progetto d’arte contemporanea urbana “GRAART”, teso a valorizzare ponti e viadotti, sottopassi e rampe intorno al GRA, il Grande Raccordo Anulare di Roma, grazie all’Anas, al patrocinio dal Ministero dei beni culturali ed a cura del M.U.Ro – Museo Urban Art di Roma.

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Foto dalla pagina facebook di ANAS

Tra l’altro proprio Roma, con il nuovo percorso turistico formato da oltre 330 di opere dell’arte di strada, situate in 13 dei 15 municipi (con ben 150 strade in 30 quartieri), un grande ‘museo diffuso’ a cielo aperto completamente gratuito per tutti, è diventata la prima città italiana per numero di opere e afflusso di artisti italiani internazionali e si allinea in questo settore artistico ad altre grandi capitali come Londra, Parigi, e New York. Per la mappatura completa di queste opere c’è persino disponibile l’App gratuita “StreetArt Roma” (sia nell’AppStore che in Google Play), che identifica le opere più vicine al nostro smartphone e ci indica il percorso da fare per arrivarci, e qui il video promozionale “Ars in via” della durata di circa 3 minuti.

(W i murales!)

Tra i tanti osservati anche uno scacchistico, uno dei pochissimi in Italia. “SOMEONE PLAY YOUR GAME”, della grandezza di circa 8 x 4 metri, si trova nella periferia Sud-Est di Roma; più precisamente non lontano dalla pietra miliare del Km. 14 della Via Casilina e dall’incrocio con Via di Tor Bella Monaca. Entrando in questa via lo si può ammirare… anzi, lo si poteva ammirare, sotto la parete destra del primo cavalcavia perché, nei primi mesi del 2017, un altro artista di strada ne ha coperto gran parte con delle scritte nere su fondo rosso, lasciando visibili soltanto gli occhi la scacchiera e le braccia… ma, ciò nonostante, possiamo far vedere com’era.

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SOMEONE PLAY YOUR GAME
(Photo © Diego della Posta, Mister Thoms Roma 2012)

Al centro dell’opera una grande faccia perplessa dove, al posto della fronte e della calotta cranica, è disegnata una porzione ovale di scacchiera con sopra quattordici pezzi, di cui ben nove sormontati da simboli religiosi, politici ed economici (da sinistra a destra: la croce celtica, la croce cattolica, il candelabro con 5 braccia, il dollaro, la stella di David, il triangolo equilatero, la svastica, la A cerchiata del movimento anarchico e, tra le dita del giocatore che sta eseguendo la mossa, il pezzo con l’€). Ai lati della scacchiera due braccia destre, elegantemente vestite di camicia con polsino d’oro e giacca: un’originale allegoria di chi comanda il mondo.[2]

L’opera fu realizzata nel 2012 da Mr. Thoms, un eclettico graphic designer, che l’ha commenta così: “Chissà che mal di testa avrà la povera scacchiera umana. Di sicuro avrà tanti pensieri in testa, anzi, tanti pedoni.” Io vi consiglio di fare un salto sul sito ma, attenti, avrete delle visioni (e poi non ditemi che non vi ho avvisato!).

Anche a Milano sono stati dipinti con gli scacchi. Su tutti i muri dell’Ippodromo del Galoppo sono presenti dei dipinti per i chilometri di tutto il perimetro e sul viale che da Piazzale Lotto va verso l’ippodromo c’è questo con gli scacchi.

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Informazione e foto di Giuseppe Sgrò, presidente dell’ADS “Giocando con i Re”

E ad Eboli è stata realizzata dal writer Strano Scherzo la prima opera d’arte urbana su un bene confiscato alla criminalità organizzata dove nascerà un parco giochi per bambini.

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Foto di Valentina Di Pasquale, tratta da ZeroOttoNove

In questo murales sono contrapposti il bene e il male, la verità e la bugia: la bugia è stata associata ad un castello di sabbia, la verità ad un castello in pietra; da un lato la maschera di Pinocchio col lungo naso (la bugia) e dall’altro quella di Guy Fawkes [3], successivamente utilizzata da Anonymous (da intendersi come la verità) per poi diffondersi e diventare un simbolo delle proteste come Occupy Wall Street o contro l’ACTA, l’Accordo commerciale per contrastare la contraffazione e la pirateria informatica e, al centro in basso, la Regina nera piegata in terra a rappresentare la criminalità organizzata sconfitta. (W la legalità!)

Così dice l’autore dell’opera Luigi Bevilacqua: “La sabbia si sgretola e come la bugia tutto ciò che è costruito su di essa. Il castello in pietra, la verità, ha fondamenta più solide” e “I bambini, infine, rappresentano la speranza, le generazioni future che devono costruire il proprio avvenire avendo presente questo principio”.

L’artista è stato ricevuto dal sindaco di Eboli, Massimo Cariello, che ha dichiarato: “Luigi ha portato colore sulla parete di un bene confiscato alla criminalità organizzata dando alla sua arte un importante valore etico, il suo è un gesto artistico dal grande valore simbolico e su questa strada vogliamo continuare, individuando altri interventi creativi capaci di diffondere in Città i valori della legalità e della bellezza”. W i colori, W i murales, W la legalità… e W gli scacchi!


[1] Il Lettering è lo studio di nuovi caratteri (lettere, numeri, punteggiatura) con una particolare forma, considerata da molti quella primordiale dell’arte di strada universale.

[2] CASSANO R., LEONCINI M.: L’ITALIA a SCACCHI – Guida turistica ai luoghi degli scacchi, Le Due Torri, Bologna, 2014 pp. 79-80

[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Maschera_di_Guy_Fawkes

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