Uno Scacchista *Edizione 10 Anni*

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Una cartolina del 1922 in bianco e nero

(Roberto Cassano)
Un po’ di tempo fa Uberto ha segnalato in Redazione l’immagine di questa vecchia cartolina del 1922 in bianco e nero. Probabilmente non si può considerare come un vero documento storico ma è lo stesso di grande interesse, tipico del periodo in cui è stata prodotta (il 1922); si tratta di una cartolina celebrativa che mette in parallelo due epoche fondamentali della storia italiana, unite dal motto centrale “PER LA PATRIA“.

L’immagine è divisa simmetricamente. Nella parte di sinistra: Il Risorgimento (1848-1849) che rappresenta i protagonisti dell’unificazione italiana. Seduti al “tavolo da gioco”, intenti in una metaforica “partita a scacchi” per il destino dell’Italia. Partendo da sinistra si riconoscono:

Giuseppe Mazzini è il primo alla sinistra del primo tavolino. Ideologo della Repubblica, scacchista in gioventù ai tempi dell’Università ma anche quando era in esilio a Londra. Un suo bel set è conservato nel Museo del Risorgimento in Genova, prodotto nel tardo settecento e largamente utilizzato nella sua vita (1805-1872).

Alla destra di Mazzini, Vittorio Emanuele II (1820-1878): ultimo re di Sardegna (dal 1849 al 1861) e il primo re d’Italia (dal 1861 al 1878). “Coadiuvato dal presidente del Consiglio Camillo Benso, conte di Cavour, portò a compimento il Risorgimento, culminato con la proclamazione del Regno d’Italia. Grazie al ruolo svolto per realizzare l’Unità d’Italia, viene indicato come Padre della Patria. Così chiamato, compare nell’iscrizione presente nel Vittoriano, il monumento nazionale che da lui prende il nome che si trova a Roma, in piazza Venezia.[Fonte Wikipedia]

Giuseppe Garibaldi, alla destra di Vittorio Emanuele II, con la barba bianca il suo iconico fazzoletto al collo annodato in modo morbido; indubbiamente una delle figure storiche più riconoscibili al mondo, anche grazie a un “look” personalissimo, la Camicia Rossa, simbolo per eccellenza dell’epopea garibaldina. Per inciso pare che l’eroe dei due mondi non giocava a scacchi ma ci giocava suo figlio Domenico Menotti, primogenito di Giuseppe e Anita Garibaldi, battezzato con il nome di Domenico in onore del padre di Garibaldi e chiamato anche Menotti in onore del patriota Ciro.

Il quarto sulla destra è Camillo Benso, Conte di Cavour: lo statista, riconoscibile dai lineamenti e dagli occhiali, seduto in primo piano. Assiduo frequentatore dello storico Caffè Fiorio di Torino, locale nel quale lo stesso Cavour in un suo diario “ricorda di aver perso in una sola sera circa milleduecento lire, somma per quei tempi ragguardevole”. E’ stato scritto da Smith che intorno ai 24 anni “andava soggetto ad eccessi di malumore, per esempio quando perdeva agli scacchi; mangiava troppo, si ubriacava e giocava d’azzardo impegnando grosse somme. … Fu questo uno dei terribili momenti della sua vita …”. A questo punto non mi resta che consigliare di leggere l’articolo a firma del nostro Riccardo “Gli scacchi di Cavour”.


Nella parte di destra: l’epoca contemporanea (1922) che rappresenta i vertici dell’Italia nel periodo immediatamente successivo alla Prima Guerra Mondiale e in concomitanza con la Marcia su Roma.

Al secondo tavolino, sempre partendo da sinistra, si riconoscono:

Vittorio Emanuele III, Re d’Italia dal 1900 al 1946, seduto al tavolino di destra.
Detenne un ruolo fondamentale nella fine della neutralità italiana e nell’entrata in guerra durante la prima guerra mondiale, nell’affermazione del fascismo, nelle guerre coloniali e nell’entrata in guerra durante la seconda guerra mondiale, nella firma delle leggi razziali, nell’esautoramento di Mussolini a cui seguì la fuga da Roma dopo l’armistizio del 1943. Nel 1946 compì un tardivo tentativo di salvare la monarchia abdicando a favore del figlio ed optando per un autoesilio in Egitto.” [Fonte Wikipedia]

A lato del Re è raffigurato seduto l’Ammiraglio Paolo Thaon di Revel: “In tre circostanze gli fu conferita la croce di guerra al valore militare. Aiutante di campo di re Vittorio Emanuele III di Savoia, insignito del Collare dell’Annunziata, riceve il titolo di Duca del Mare e l’altissimo grado di Grande ammiraglio, unico nella storia della Marina italiana. Fu senatore del Regno, Ministro della Marina e presidente del Senato nel 1943-1944.” [Fonte Wikipedia]

A terzo posto seduto è raffigurato il Maresciallo Armando Diaz: “Nominato capo di stato maggiore dell’Esercito Italiano, durante la prima guerra mondiale, riuscì a fermare l’avanzata austro-ungarica lungo il fiume Piave nella prima battaglia del Monte Grappa. Nel giugno 1918 condusse le forze italiane a una grande vittoria nella seconda battaglia del Piave e pochi mesi dopo ottenne la vittoria decisiva nella battaglia di Vittorio Veneto, che pose fine alla guerra sul fronte italiano. È celebrato come uno dei più grandi generali della prima guerra mondiale.” [Fonte Wikipedia]

Benito Mussolini: sulla destra, l’unico in piedi dei personaggi raffigurati, con la camicia nera.

Fu Presidente del Consiglio del Regno d’Italia dal 31 ottobre 1922 al 25 luglio 1943; dal settembre 1943 al 25 aprile 1945 fu a capo della Repubblica Sociale Italiana.” [Fonte Wikipedia]


Per un collezionista o studioso di cartoline illustrate, questa cartolina è un pezzo di propaganda politica molto chiaro perché questo tipo di iconografia serviva a legittimare il fascismo, cercando di creare una linea di continuità ideale tra i “Padri della Patria” del Risorgimento e i nuovi leader del 1922, suggerendo che il fascismo sia il naturale compimento del processo iniziato nel 1848. Il messaggio “Per la Patria” suggerisce che, come i patrioti del 1848 avevano lottato per l’indipendenza, i fascisti del 1922 avevano lottato per la “rinascita” nazionale dopo la prima guerra mondiale.

È una cartolina interessante anche per la storia degli scacchi, poiché mostra come il nobil gioco più di un secolo fa venisse usato nell’iconografia popolare per rappresentare l’alta politica.

Secondo i dettami del committente, la scelta del tavolino a sinistra con i pezzi sulla scacchiera non è casuale: simboleggia la strategia e la diplomazia necessaria per costruire la nazione che è contrapposto al tavolino a destra con il Duce e il comando militare che rappresenta la difesa e il consolidamento della nazione stessa.

Sul tavolino a sinistra ci sono gli scacchi mentre sul tavolino a destra, osservando con attenzione, ci sono elementi coerenti con il contesto militare e decisionale dell’epoca; si vedono chiaramente delle carte ufficiali che simboleggiano il potere esecutivo.

La storia dimostrerà poi amaramente la distanza tra una rappresentazione iconografica e la realtà delle conseguenze dell’azione politica dei governanti del 1922.

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