The Dark Horse

(Roberto C.)
Il gioco degli Scacchi è come un universo. L’universo in quanto tale ha molte galassie. Per la galassia del cinema, definita anche come la settima arte [1], possiamo affermare che circa un mese fa è stata inaugurata su questo universo (il nostro blog) con il grande attore americano Humphrey Bogart che, per inciso, nel 1956 riuscì a pattare in simultanea contro Samuel Reshevsky (approfondimenti).

Il film The Dark Horse (letteralmente “Il Cavallo Nero”, ma anche nel significato gergale de “Il Perdente”) è un film neozelandese del 2014 diretto da James Napier Robertson che ha vinto il New Zealand Film Awards per il miglior film ed il protagonista, l’attore Cliff Curtis (Potini), il premio quale miglior attore negli Asia Pacific Screen Award.

E’ ispirato alla vita del maori Genesis Wayne Potini (5 settembre 1963 – Gisborne 15 Agosto 2011), un giocatore di scacchi, più che altro di partite lampo (a speed chess player), che tra mille difficoltà, lottando principalmente contro i suoi sbalzi di umore causati dalla patologia del suo disturbo bipolare [2] e nonostante i frequenti e ripetuti ingressi e uscite dagli istituti psichiatrici, riuscì a tenere vivo un club di scacchi nell’estrema periferia di Gisborne, nel nord della Nuova Zelanda, con il principale obiettivo del recupero sociale di un gruppetto di bambini e adolescenti a rischio, insegnando loro il gioco degli scacchi con l’obiettivo di non farli diventare dei delinquenti di strada.

Darkhorse 3
Immagine da https://www.heartofthecity.co.nz/auckland-events/theatre/dark-horse

Il film narra la storia del dramma vissuto da Genesis che, dopo essere stato rilasciato dal reparto psichiatrico, torna da suo fratello Hapi, il boss di una banda di periferia, e dal nipote adolescente Ariki che, prima o poi, volente o nolente, dovrà prendere il ruolo del padre; è qui che Genesis deve superare, oltre i non pochi pregiudizi, anche delle violenze.

Genesis per non essere costretto a rientrare in ospedale ha bisogno di uno scopo di vita: decide di aiutare un piccolo gruppo di bambini e giovani a rischio di un centro di recupero diventando il loro istruttore, scommettendo su se stesso, sulla propria energia e sulla sua conoscenza del gioco degli scacchi, per il loro recupero sociale. Intorno all’iniziativa si crea un piccolo gruppo solidale e si riesce a portare il gruppetto dei “Cavalieri d’Oriente” (The Eastern Knights) a giocare un torneo giovanile di livello nazionale ad Auckland dopo aver trovato i soldi per il viaggio da una colletta.

darkhorse0014
Immagine da https://movieretrospect.blogspot.it/2016/11/the-dark-horse-2014-soulful-tale-of.html

« Ogni giorno è un buon giorno per imparare »
(G. W. Potini)

Potini, chi lo ha aiutato, ed i suoi ragazzi sono stati tutti insieme una positiva realtà sociale affidata al gioco degli scacchi. Una storia vera di riscatto, coraggio e speranza per una povera comunità periferica lasciata completamente allo sbando; in questa storia c’era anche il giocatore di scacchi Gisborne Shane ‘Jedi’ Fitzgerald (a sinistra), scomparso nel gennaio di quest’anno all’età di 39 anni per un tumore che aveva dal 2012.

dt.common.streams.StreamServer
Foto di Kirsty Griffin da http://gisborneherald.co.nz/localnews/2636216-135/jedis-chess-legacy-will-live-on

Era considerato uno degli ultimi torch-bearers (letteralmente, portatori di torcia) del metodo di insegnamento del gioco degli scacchi di Genesis Potini. Anche Fitzgerald, come Potini, ha vissuto con il disturbo bipolare e si è dedicato ad insegnare il gioco ai ‘Cavalieri d’oriente’ di Gisborne; Nobel Keelan, amico e collega insegnante del metodo di Genesis Potini, descrivendo Fitzgerald come un uomo umile e fortunato disse “Era davvero bravo a insegnare i ragazzi”. Entrambi, quando uscivano a insegnare ai bambini come giocare a scacchi, indossavano delle camicie gialle colorate con il logo del Chess Club di Eastern Knights. Durante la riprese del film Fitzgerald ha agito come consulente di scacchi e dopo l’uscita, insieme a Nobel Keelan, lavorò nell’ambito del programma educativo Taipei, REAP e GATE per studenti delle scuole di molte località neozelandesi. La loro eredità è ancora viva.


[1] La prima arte è l’Architettura, seguono la Musica, la Pittura, la Scultura, la Poesia, la Danza e, Muse a parte, il Cinema.
[2] Il disturbo bipolare (o depressione bipolare) è caratterizzato da instabilità dell’umore e da fasi di (ipo)mania e depressione che si alternano.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Powered by WordPress.com.

Up ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: