Difese Alekhine e Nimzowitsch nell’opera del Salvioli

(Riccardo M.)
L’avvocato Carlo Salvioli (Venezia 1848-Mirano 1930) ebbe in Italia, nella prima metà dello scorso secolo, decenni di notorietà per i suoi lavori sugli scacchi. “La partita d’oggi” (1928) è un volume prezioso e meritevole, quasi ai nostri giorni introvabile. Lodevole il lavoro del Salvioli, notaio in Venezia e grande teorico degli scacchi, soprattutto per l’aver scritto il primo libro italiano che svolge un’ampia trattazione di certi sistemi di apertura.

Nella “parte seconda” di tale volume egli studiò le varie difese che il Nero ha a disposizione sull’apertura di Re qualora non voglia adottare la simmetrica e più tradizionale “e5”. E così trattò della difesa Francese (“che resiste ferma e imperturbata a tutti gli attacchi”), della difesa Caro Kann (“di solidità granitica”), della difesa Siciliana (“antichissima e sempre nuova, delicata e assai difficile”).

Oggi, grazie ai programmi che ci offrono tutto e di più di tutto sui meandri di qualsiasi apertura, alcune affermazioni di Carlo Salvioli destano curiosità e sorrisi. Ne leggiamo alcuni stralci intorno a due difese “minori”, che un secolo fa erano scarsamente utilizzate e al più considerate appannaggio di pochi giocatori estrosi e originali.

A partire dagli anni ’70 c’è stato un rinnovato interesse su certe difese “minori” contro 1.e4, e soprattutto l’Alekhine, sponsorizzata da una celebre partita del 1972 di Robert Fischer, ha trovato svariati commentatori ed editori. In particolare ricordo, fra le prime, le opere di Eales e Williams (1972), di Bagirov (1979), di Hort (1980) e di Alburt (1985).

Ma leggiamo appunto le parole del Salvioli sulle difese Alekhine (1.e4, Cf6) e poi sulla Nimzowitsch (1.e4, Cc6).

Difesa Alekhine

“…. E’ una difesa giocabile e la si giuoca volentieri: tanto più che fa sempre piacere il poter fare, senza danno, una cosa che non tutti farebbero e che in qualche maniera urta il senso comune! Gli scacchisti devono esser molto grati al maestro Alekhine per aver arricchito il loro repertorio pratico di una nuova e, diremo anche, importante apertura. Diciamo importante, non tanto perché essa valga qualcosa di più delle ordinarie risposte al tratto 1.e2-e4, ma perché nel concetto del suo preconizzatore nasconde una certa profondità: si abbandona il centro all’avversario, lo si lascia arbitro di crearsi un forte nucleo di pedoni centrali, coll’obiettivo di attaccarlo di fianco e sbarazzarlo. Ciò che a dir vero non riesce facilmente, non riesce sempre e spesso è il centro che riesce vincitore; ma appunto in questa lotta acuta e suggestiva sta tutto l’interesse del giuoco e non di rado ne escono delle bellissime partite! …. ”.

Difesa Nimzowitsch

“…. L’uscita 1… Cb8-c6 in risposta a 1.e2-e4, che potrebbe chiamarsi la parodia della Difesa Alekhine, per quanto bizzarra possa sembrare, per quanto poco ben vista ai pratici, ha pure il suo veleno. Se non altro, nelle mani di un abile giocatore può divenire un’arma formidabile, in quanto, data la facilità di condursi a varianti di parecchie altre aperture, può avvenire che la maestria del difendente porti il primo giocatore a qualche variante inferiore! Ad onta di ciò questa Difesa, ad eccezione di poche partite che si possono contare sulle dita, è quasi esclusivamente giocata dal suo preconizzatore, precisamente come la Partita Alapin, che non fu accettata dalla pratica e solo la si vedeva giocata da colui che vi diede il nome. La Difesa Nimzowitsch però non è cattiva. La repulsione dei pratici contro di essa è tutta soggettiva. Il maneggio di una tale apertura esige un temperamento speciale e uno studio alquanto profondo dello stile difensivo di essa, e naturalmente i pratici vi rifuggono volentieri per abbandonarsi ad aperture più familiari e più apparentemente remunerative …”.

Il nome di Carlo Salvioli, al di là delle sue opere, che ormai sono quasi dimenticate fuori dalla ristretta cerchia di storici appassionati, si perpetua nel tempo soprattutto perché questo è anche il nome di un noto e antico circolo di Venezia, fondato nel 1920.

E adesso, su, signore e signori, le difese Alekhine e Nimzowitsch giochiamole senza nessuna paura! O forse anche voi siete dei “pratici” e perciò mirate ad essere “remunerati” da aperture “più familiari”? Eh, no, non ci deludete!

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