[R] Dubois, Gioacchino Altobelli e la breccia di Porta Pia

R I S T A M P A

(Roberto C.)
Gioacchino Altobelli (Terni, 1814-1879) nel 1855 fu un pittore e fotografo romano, intestatario di uno studio al primo piano di via Margutta 48 [1], nel 1858 è socio in uno studio fotografico in Via di Fontanella Borghese 46 e nel dicembre 1865 è il direttore artistico dello Stabilimento Verzaschi [2] nel nuovo studio fotografico in Passeggiata di Ripetta 16 fino al 1875 [3].

Era “Considerato all’epoca il miglior fotografo di Roma ed ancora oggi come uno dei maggiori fotografi d’arte italiani di tutti i tempi; fu testimone dei momenti salienti della vita politica romana: nel 1870, insieme al Verzaschi, si recò a Porta Pia con la propria attrezzatura fotografica il giorno dopo l’apertura della breccia e documentò l’evento storico mettendo in posa i soldati per dare una parvenza di realtà alla veduta[4] e non a caso il fotografo ufficiale dell’Accademia di Francia.

2_1875 Breccia di Porta Pia
Gioacchino Altobelli, “Assalto alla breccia e alle barricate di Porta Pia”
20 settembre 1870

A meno di quindici anni dall’Unità d’Italia (17 marzo 1861) e a soli cinque anni da questo storico evento, dal 25 aprile al 25 maggio 1875, si svolse con le regole italiane [5], il “Primo Torneo Nazionale dei giuocatori di scacchi” organizzato dal più antico circolo italiano di scacchi, l’Accademia Romana degli Scacchi, fondata nel 1819 con prima sede il Caffè dei Pastini, nelle vicinanze del Pantheon, ed ancora oggi dopo quasi due secoli in piena attività [6].

A pagina XXXVIII del libro del torneo curato da Giovanni Tonetti [7] e Serafino Dubois [8] si legge:

Verso questo tempo i torneanti forestieri avendo esaurito le loro partite si disponevano a rimpatriare. Prima però che si separassero dai loro compagni d’arme, sorse il gentile pensiero di eternare la memoria d’un così gradito avvenimento, mediante una fotografia che rappresentasse la fisionomia del Torneo. A questa seduta intervennero tutti i torneanti (eccetto il Conte Cassoli partito il giorno innanzi per affari urgenti), il Presidente e Vice-Presidente d’onore, i membri del Comitato direttivo, qualche membro del Tribunale arbitrale e vari altri soci, in tutto 21. La fotografia di cm. 44 sopra 35 opera del valente artista sig. Altobelli riuscì magnifica, ed ogni Presidente di Comitato locale fu presentato con una copia della medesima in benemerenza dello zelo spiegato nel coadiuvarci”.

3_1875_dal libro
Gioacchino Altobelli,
“Associazione Nazionale de’ Giuocatori di Scacchi. Primo Torneo tenuto in l’anno Roma 1875”

Quella vecchia e magnifica fotografia, oggi una rarità fotografica e scacchistica, sparì dalla circolazione per più di un secolo fino a quando fu pubblicata nel 1983 [9]. Scoperta casualmente da Angelo Bruni [10], venne diffusa tra gli scacchisti da Chicco nel 1987 [11] con il principale scopo di “individuare i singoli personaggi”; il maggiore storico italiano degli scacchi capì subito di che cosa si trattava rendendosi conto dell’importanza di quel ritrovamento che avrebbe potuto dare un volto a tanti appassionati scacchisti italiani del passato ed altre personalità come Antonio Fantacci, scopritore di importanti antichi manoscritti di scacchi e famoso a livello internazionale per avere spedito nel 1854 una copia del Bonus Socius a Staunton, direttore del “Chess Player Chronicle”, ma soprattutto a Serafino Dubois, di gran lunga il più forte giocatore italiano dell’Ottocento [12].

Chicco stesso ritornò presto sull’argomento [13] e poco dopo anche Salvatore Tramacere [14]. A questi primi articoli, a distanza di tempo e dopo la morte di Chicco (Genova, 30 agosto 1990), ne seguirono altri per cercare di identificare prima di tutto il volto del Dubois [15]; la questione fu risolta definitivamente da Valerio Luciani nel 2003 [16] con il ritrovamento di un’incisione pubblicata su L’Illustrazione Universale dell’11 luglio 1875 [17].

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L’Illustrazione Universale dell’11 luglio 1875 (anno II, n. 45-46, pag. 364)

L’incisione realizzata Da una fotografia del signor Verzaschi di Roma, ovvero del loro direttore artistico Gioacchino Altobelli, non lascia alcun dubbio sulla sua identità: Dubois, che alla data del torneo aveva 58 anni, è il personaggio in piedi, stempiato e con la barba bianca, in secondo piano e leggermente spostato sulla destra rispetto al tavolino centrale.

5_1875 PART
Particolare de L’Illustrazione Universale dell’11 luglio 1875
(anno II, n. 45-46, pag. 364)

L’Altobelli si distinse anche nell’esecuzione di ritratti (il più noto quello del Marchese Francesco Cavalletti) e delle vedute notturne di Roma definite “Chiari di luna“, ottenendo numerose commissioni pubbliche: dalle ferrovie romane, quelle a ricordo del Concilio Ecumenico Vaticano I e delle immagini del funerale di Pio IX.

La città di Roma e la breccia di Porta Pia, Serafino Dubois, il più illustre dei giocatori italiani “internazionali” dell’Ottocento [18] e Gioacchino Altobelli, un ‘Grande Maestro’ italiano della fotografia sono indubbiamente legati da un “fil rouge” per sempre !


[1] Le prime notizie su di lui sono rintracciabili negli “Ordini del Comando Generale della Guardia Civica” del 1847 e nell’ “Almanacco Romano” del 1855

[2] Enrico Verzaschi, fotografo romano attivo a Roma dal 1860 circa; intorno al 1869 – 1870 rileva lo “Stabilimento fotografico” da Gioacchino Altobelli. Fonte: Roma 1840 – 1870. La fotografia, il collezionista e lo storico, Peliti Associati, 2008 a cura di M. F. Bonetti con C. Dall’Olio e A. Prandi

[3] AA.VV., Fotografia italiana dell’ottocento, Electa Editrice/Edizioni Alinari, 1979, pag.138

[4] A cura di S. La Pera Buranelli e R. Turchetti: SULLA VIA APPIA DA ROMA A BRINDISI, Le fotografie di Thomas Ashby 1891 – 1925, in LE NOTE CRONOLOGICHE, Ediotre “L’Erma” di Bretschneider, 2003

[5] I tre grandi modenesi (Lolli, Ponziani e Del Rio) con la loro autorevolezza indicarono le regole di gioco italiane: l’arrocco libero, l’assenza della presa del pedone en passant e la promozione del pedone limitata soltanto a un pezzo che fosse già stato catturato. Regole che, non condivise dai giocatori degli altri paesi europei, allontanarono il livello dello scacchismo italiano da quello internazionale

[6] Accademia Scacchistica Romana Via Luigi Pulci, 14 Roma

[7] Tonetti Giovanni (1843 – Manziana, 10 ottobre 1917) si classificò secondo insieme a Maluta a mezzo punto da Seni. In collaborazione con Ferrante pubblicò a dispense un “Corso teorico pratico sul gioco degli scacchi” inserendovi una serie di conferenze tenute all’Accademia Romana degli Scacchi. La F.S.I. intestò a suo nome la biblioteca federale

[8] Dubois S. – Tonetti G.: Il primo torneo nazionale dei giocatori di scacchi, contenente una scelta delle migliori partite giuocate in questa memorabile occasione / con note analitiche di Serafino Dubois; aggiuntovi il Resoconto amministrativo dell’Associazione nazionale per Giovanni Tonetti, Tipografia della Pace, Roma 1875

[9] Becchetti P., La fotografia a Roma dalle origini al 1915, Colombo, 1983, pag. 184

[10] Angelo Bruni di Roma, l’allora Direttore della rivista “Telescacco nuovo” dell’A.S.I.G.C.

[11] Chicco A.: “Un cimelio fotografico” in “Telescacco Nuovo”, luglio 1987, pag.215-216 e Chicco A.: “Postilla a un cimelio fotografico” in “Telescacco Nuovo”, novembre 1987, pag.336

[12] Chicco A.: “Un cimelio fotografico” in “Telescacco Nuovo”, luglio 1987, pag. 215

[13] Chicco A.: “Postilla a un cimelio fotografico” in “Telescacco Nuovo”, novembre 1987, pag. 336

[14] Tramacere S.: “Ancora sul cimelio fotografico” in “Telescacco Nuovo”, maggio 1988, pag.167-168

[15] Leoncini M., “Disquisizioni su una foto”, L’Italia Scacchistica, aprile 2002, pag. 92-93 e in SCACCHI DA LEGGERE, pag.107-114

[16] Luciani Valerio: “Il vero volto di Serafino Dubois”, L’Italia Scacchistica, n. 1158, gennaio-febbraio 2003, pag. 60

[17] Incisione a firma CANEDI (Francesco, Milano 1841 – Lions 1910) – FOLI (Augusto)

[18] Zichichi A.: Serafino Dubois, il giocatore e il teorico, L’Italia Scacchistica, 1984, pag.394

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