Olimpiadi ai Montoneros

(Riccardo M.)
No, non vi preoccupate. Nessuna revoluciòn: non ne abbiamo l’età, la voglia, lo stato d’animo, le motivazioni. In verità oggi tutto negli scacchi internazionali (ma solo negli scacchi) scivola via abbastanza tranquillamente. Per fortuna. Al massimo ci potremmo accorgere di qualche brivido da cheating, o di qualche innocua smorfia del simpatico Nakamura, o delle vicende di  Kirsan Nikolaevič Iljumžinov…..

Quanto a thrilling e a guerriglieri, evidentemente il mondo degli scacchi ha già mostrato troppo negli anni Settanta. Chi, fra noi meno giovani, non ricorda lo scoppiettante Spassky-Fischer del 1972 a Reykjavik? E il tira e molla che nel 1978 caratterizzò le eterne trattative tra Karpov e Korchnoi? Fino al momento del “via” degli orologi, tutto allora era ancora possibile: all’ultimo minuto tutto poteva saltare! La pazienza e l’attenzione dei tifosi sono state messe a dura prova in quegli anni, ma …

… Ma forse non tutti sanno (o ricordano) che perfino una manifestazione a squadre come le Olimpiadi rischiò negli anni Settanta di saltare. E di saltare, appunto, all’ultimo minuto!

Ci riferiamo alle Olimpiadi di Buenos Aires del 1978. Di nuovo il 1978. Cosa accadde? Basta andare a leggere i bollettini delle agenzie giornalistiche argentine di quei giorni:

(DEA) – Twickenham (Gran Bretagna), sabato 14 ottobre 1978 – rugby, la squadra argentina dei “Pumas” pareggia per 13/13 con la nazionale inglese in una partita amichevole.

Fin qui tutto bene e complimenti ai mitici Pumas (oggi in verità un po’ in ribasso). Ma andiamo avanti:

(DEA) – Argentina 20 ott. 1978 – “Sembra che il Presidente del comitato organizzatore delle 23^ Olimpiadi di scacchi, Rodolfo Zanlungo (54 anni), sia stato rapito. La polizia è stata avvertita dalla moglie di Zanlungo, Elida Maria Spinosa. Zanlungo è scomparso il 18 ottobre e pare che sia stato rapito da alcuni sconosciuti nel suo garage. Il comitato organizzatore stabilisce di tenere le Olimpiadi nonostante la scomparsa di Zanlungo, e nomina quale nuovo presidente Alejandro Nogues, finora segretario generale e membro della Federazione argentina di scacchi”.

Insomma, il 18 ottobre 1978, appena una settimana prima dell’inizio della manifestazione, era arrivata come una bomba questa notizia: la moglie di Zanlungo, patron dell’Olimpiade, aveva denunciato alla polizia il rapimento del marito ad opera dei Montoneros [1]. Come condizione per il rilascio del pover’uomo sarebbe stato richiesto l’annullamento dell’Olimpiade stessa. E il giorno dopo parve che fosse sparita dalle casse degli organizzatori la somma di un milione di dollari!

Tra l’altro, proprio in quel periodo (7-10 novembre) nella capitale argentina si doveva svolgere anche il 47° congresso della FIDE, che avrebbe poi eletto l’islandese Friedrik Olafsson al posto del dimissionario Max Euwe.

Passa qualche giorno. E torniamo ai bollettini “DEA”:

(DEA) – Santa Fé (Argentina), Domenica 5 nov. 1978 – il presidente del comitato organizzatore delle Olimpiadi di scacchi in corso a Buenos Aires, Rodolfo Zanlungo, rapito il 18 ottobre, sfugge ai suoi rapitori e si presenta alla polizia di San Jenaro Norte (nella provincia di Santa Fé).

Sospiro di sollievo e lieto fine della storia. Sul numero di dicembre de “L’Italia Scacchistica” avremmo poi letto: “La richiesta di annullamento della Olimpiade non fu accolta e nei giorni successivi si è diffusa la notizia che un controllo contabile dei fondi destinati all’Olimpiade, un milione e duecentomila dollari, avrebbe rilevato un ammanco di oltre un milione di dollari. La notizia ha fatto, ovviamente, nascere diverse ipotesi sulla scomparsa del signor Zanlungo. Ma il suo ritorno, con evidenti segni del doloroso trattamento che gli è stato riservato dai rapitori, sembra aver fugato comunque ogni illazione. Il denaro, infatti, non fu toccato e il sig. Rodolfo Zanlungo riuscì a fuggire dalla prigionia e, al suo ritorno, fu accolto da applausi e rallegramenti per lo scampato pericolo”.

Adesso, svelato questo retroscena che avrà interessato non più di una dozzina di lettori, ricordiamo anche agli altri che quelle Olimpiadi rividero, dopo 50 anni, il successo dell’Ungheria, che così bissò il risultato di L’Aja 1928.

Davvero bella quella squadra magiara del 1928 (Nagy, E.Steiner, Vajda e Havasi), che prevalse su USA e Polonia (i russi erano assenti), ma superba questa del 1978 (Portisch, Ribli, Sax, Adorjan, Csom, Vadasz) che ebbe la meglio per un punto (37 a 36) su URSS (priva del campione mondiale Karpov) e Stati Uniti.  Portisch ottenne un ottimo 71,4% in prima scacchiera (8-4-2, una di queste due sconfitte contro Spassky), esattamente lo stesso risultato che sulla prima scacchiera raccolse l’astro nascente olandese Jan Timman.  E’ stata forse la più forte Ungheria di tutti i tempi. La ricordate? Dovremo attendere altri 50 anni per rivedere l’Ungheria con l’oro Olimpico? Il 2028 non è lontano, però oggi il movimento scacchistico ungherese pare un pochino spento, anche se non proprio come gli ormai scomparsi “Montoneros” ….

Ungheria 78
Lajos Portisch, Zoltan Ribli, Gyula Sax, Andras Adorjan, Istvan Csom e Laszlo Vadasz

[1] Precisiamo per dovere di cronaca che l’immagine di testa che abbiamo scelto (ci piaceva assai) si riferisce sì ad un movimento rivoluzionario, ma non a quello dei Montoneros. Si tratta invece del “M-19” (Movimiento 19 de Abril), un gruppo guerrigliero fondato in Colombia negli anni Settanta da ex membri delle famigerate FARC e molto attivo, con le sue gesta, fra il 1974 e il 1980. Nel 1990 il Movimiento fu sciolto e la più parte dei suoi rappresentanti confluì l’anno successivo nel nuovo partito politico di “Alleanza democratica”. Vedere anche qui, mentre sui montoneros potete leggere qui.

4 thoughts on “Olimpiadi ai Montoneros

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  1. Forse sì: ci abbiamo provato e ci stiamo riuscendo, grazie soprattutto all’infaticabile Uberto, a voi lettori e a collaboratori in gamba come Sergio Mariotti. A risentirci e buona giornata!

    1. Alejandro, grazie! Continua a leggerci, ne avremo tante altre di storie da ricordare (anche se non tutte così vicino a te come questa!). Ciao.

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