Attilio Falchetto e Pàris Bordone

(Riccardo M.)
Attilio Falchetto era un noto problemista italiano. Nato a Treviso il 30 dicembre 1876, si spense a Milano all’età di 69 anni il 1° agosto 1945. Forse in pochissimi si ricorderanno di lui e forse nessuno si ricorderà che il professor Falchetto nel triennio 1925-1928 diresse la pagina degli scacchi della rivista milanese “Il Secolo XX“, edita dalla Treves fra il 1902 e il 1933. Era un mensile, “Il Secolo XX”, che si occupava di cronaca, attualità e letteratura, e restò a lungo conosciuto principalmente per le insuperabili copertine di un famoso illustratore e pittore triestino, Marcello Dudovich, grande maestro del “liberty”.

I problemisti coetanei di Falchetto gli riconoscevano competenza e grande affabilità e cortesia. Le sue composizioni venivano giudicate “semplici ed efficaci”. Era pure buon giocatore e nel 1926 fece parte della squadra italiana che si batté con la Francia in un match per corrispondenza, competizioni che all’epoca erano molto seguite.

Abbiamo detto “professor” Falchetto (del quale purtroppo non abbiamo nessuna immagine). Era infatti un professore di disegno. La storia narra che si compiaceva di disegnare, per suo diletto, degli accurati “quadretti scacchistici”. Lui li chiamava “cartoline”, molte delle quali le regalò ai suoi amici negli anni appena precedenti la guerra. Non sappiamo se oggi quelle cartoline ancora esistano e chi le possieda. Altrettanto possiamo dire di un suo disegno (una “acqua forte”) che Attilio donò nel 1941 alla redazione della “Italia Scacchistica”; il disegno rappresentava una signora seduta davanti a una scacchiera, in atto di studiare un problema.

Ovviamente Attilio Falchetto era anche un esperto di pittura. E qui arriva quel collegamento che ci ha portato a scegliere il titolo di questo breve post. Infatti Attilio aveva individuato come “il più bel quadro di scacchi di sempre” o meglio “di gran lunga il più bello e più importante sull’argomento” un’opera di Pàris Bordone o Bordon (Treviso 1500-Venezia 1571), autore di fama, contemporaneo di Tiziano e noto soprattutto per quello che è considerato il suo capolavoro, una tela di grandi dimensioni dal titolo “Il Pescatore consegna al Doge l’anello di matrimonio”, del 1535, realizzato per la “Scuola di San Marco” ed oggi conservato presso le Gallerie dell’Accademia di Firenze.

Opere del Bordone si trovano un po’ ovunque nel mondo (anche se alcune sono di incerta attribuzione), da Londra a Glasgow, da Parigi a Vallada Agordina, da Mosca a Berlino, da Roma a Philadelphia. Purtroppo sono andati distrutti, sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale, alcuni suoi importanti dipinti murali eseguiti a Treviso e a Vicenza.

 

Un particolare della medesima opera

Ma torniamo al dipinto a tema scacchistico che potete vedere per intero sotto il titolo del post.

Il quadro raffigura due gentiluomini in ricco costume dell’epoca, seduti davanti alla scacchiera, ed è intitolato semplicemente “I giocatori di scacchi”. Entrambi i gentiluomini sono rivolti verso l’osservatore; uno di essi stringe un pezzo fra le dita, l’altro ha il capo un poco reclinante e poggia la guancia sulla mano del braccio sinistro ripiegato. La scacchiera è posata su un tavolo ricoperto da un ricco tappeto arabescato e nello sfondo si vede un elegante porticato di una villa, poi un piano con altri personaggi, infine una zona collinosa con molta vegetazione.

E’ un’opera indubbiamente di squisita fattura, conservata ora nel Museo di Stato di Berlino.

Unica nota stonata, purtroppo non infrequente nella storia e nell’arte, è la scacchiera rovesciata, con la casella h1 nera anziché bianca, la qual cosa testimonia la poca o nessuna confidenza dell’autore del dipinto con il nostro gioco.

Probabilmente la passione di Attilio Falchetto per l’opera di Pàris Bordone sarà anche stata accentuata dall’essere lui un conterraneo (Treviso appunto) del bravo pittore del nostro Rinascimento. In ogni modo “I giocatori di scacchi” raccoglie oggi un unanime giudizio da parte degli esperti: è un’opera “di superba qualità”.

Se siete di passaggio a Berlino e siete appassionati di pittura e di scacchi, non potete non farle visita.

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