Bled “luogo degli scacchi”

(Claudio S.)
E’ uno dei luoghi più romantici e incantevoli al mondo: il lago di Bled in Slovenia (Alpi Giulie, Parco Nazionale del Triglav).
Ecco come lo avevamo presentato nel 2015 nel nostro libro “I luoghi degli scacchi”, unitamente alla descrizione dei grandi tornei che si disputarono in questa piacevole località della ex-Jugoslavia:

“Lo splendido colpo d’occhio, una minuscola macchia azzurra incastonata in mezzo alle montagne, con al centro un’isoletta dominata da una chiesa, e sulle rive un maniero, ha fatto da sempre del lago di Bled un piccolo paradiso. Per molti secoli, con l’intervallo napoleonico, queste terre furono di proprietà del vescovo di Bressanone, che a metà dell’800 decise di venderle.

Il lago passò di mano in mano ad industriali e commercianti, nel 1919 divenne di proprietà dell’albergatore locale Ivan Klenda, e finalmente venne acquistato dalla Contea della Drava a fine anni ’30.

Il lago e le sue rinomate fonti termali corsero nei secoli non pochi rischi. Alla fine del Seicento l’intendente del castello Weidmann, infastidito dal continuo “pellegrinaggio” di persone che venivano a bagnarsi alle fonti, e alle quali doveva prestare le sue attenzioni, propose di distruggerle e ricoprirle con uno strato di terra.

Per fortuna la sua richiesta venne respinta, ma un suo successore, l’intendente Novak, nel 1782 propose di prosciugare il lago, onde ottenere campi fertili e utilizzare l’argilla dei suoi fondali per la produzione di laterizi. Il Consiglio regionale della Carniola respinse la proposta, e quarant’anni dopo venne costruito vicino alle fonti un padiglione.

Alla metà dell’Ottocento iniziò, grazie alle terapie del dottor Rikli, il boom termale che, unito al fascino del luogo, portò Bled a vincere la medaglia d’oro alla “Grande mostra internazionale delle località terapeutiche”, tenutasi nel 1903 a Vienna”.

Il grande torneo internazionale di Bled del 1931 segnò l’apice della forma di Alekhine, che staccò di cinque punti e mezzo il secondo classificato Bogoljubow, e rimase imbattuto. Alle spalle dei due esuli russi si piazzò Nimzowitsch, che riuscì a distanziare di mezzo punto un quartetto comprendente l’esperto Vidmar, le giovani promesse Flohr e Kashdan, ed il sorprendente Stoltz, che colse il più bel risultato della sua carriera”.

Questa la tabella del torneo, arbitrato dal maestro Kmoch e lunghissimo come vedete essendosi svolto su ben 26 turni di gioco:

Come si nota, la distanza fra il primo e il secondo (p.5,5) è la medesima che intercorre fra il secondo e il tredicesimo. Vasja Pirc, ultimo, era il più giovane (24 anni) e quindi non ancora conosciuto come il “re delle patte”.

Essenziale per l’allungo decisivo di Alekhine è stato il doppio successo contro Nimzowitsch. In proposito un commentatore ebbe a scrivere:

“E’ veramente strano che Nimzowitsch debba commettere contro Alekhine degli errori quasi elementari, tanto a San Remo che in entrambe le partite di questo torneo. Addirittura qui nella seconda partita (una Caro Kann) Nimzowitsch esce già battuto, con i pezzi bianchi, dall’apertura, a seguito dell’errore al tratto 11.Axc6? seguito dalla pessima 12.Dxb7??”.

E poi aggiungeva: “Mai come in questo torneo Alekhine ha giocato con tanta audacia, ad esempio con sacrifici di pedone in apertura, come contro Pirc. Ma Alekhine vuole creare delle complicazioni, sicuro che in queste potrà mettere meglio in valore la sua forza di calcolo”.

I partecipanti a Bled 1931. Seduti da sinistra: Maroczy, Nimzowitsch, Alekhine, Bogoljubov e Vidmar. In piedi: Spielmann, Colle, Tartakower, Asztalos, Pirc, Stoltz, Flohr, Kashdan e Kostic

Ed ecco come nella “cronaca diretta” di quei giorni fu presentato il torneo di Bled dall’editoriale della “Italia Scacchistica”:

“Il torneo di Bled è stato certamente il più importante di quanti ne siano mai stati giocati fin ora, sia per la speciale valentia dei giocatori, sia per la sua eccezionale durata. Dei grandi assi della scacchiera mancavano solo Capablanca, Rubinstein, Euwe e Sultan Khan, che avrebbero certo fatto cambiare alquanto il resultato, senza però poter disturbare, crediamo, il vincitore.

Alekhine ha ancora una volta sorpassato se stesso. La percentuale ottenuta è invero un po’ inferiore a quella da lui raggiunta a San Remo nel 1930, ma bisogna osservare primo di tutto che i giocatori, come media, era ancora più forti ed in secondo luogo che il resultato straordinario raggiunto nel primo girone gli ha tolto lo stimolo, nella seconda metà del torneo, di giocare per vincere. Giocare 26 partite senza perderne alcuna e vincerne ben 15 è un resultato fantastico!

Il torneo è stato anche interessante per la classifica degli altri giocatori: per la prima volta un gruppo di giovani astri, reduci da trionfi rimarchevoli e recenti, ha lottato e con buon esito con la vecchia guardia. Bogoljubov e Nimzowitsch non sono stati raggiunti, ma in un torneo lunghissimo hanno raggiunto il podio rispettivamente per un punto e mezzo punto, e grandi maestri, come Tartakower e Spielmann, sono rimasti fuori premio. Colle ha vinto il 1° premio per il miglior risultato dei giocatori non premiati contri i premiati”.

Il Grand Hotel Toplice, da poco inaugurato, ospitò quel supertorneo del 1931

Riprendiamo a seguire i nostri “Luoghi degli scacchi”:

“Al torneo di Bled del 1950 partecipano famosi maestri dell’anteguerra, quali Tartakower, Vidmar e Kostic. Vinse Najdorf, davanti a Pilnik, O’Kelly e alla straordinaria meteora Fuderer.

Il torneo dei candidati del 1959 si è disputato a Bled (turni 1/14), Zagabria (15/21) e Belgrado (22/28). Il sedicenne Bobby Fischer è risultato il migliore dei non sovietici, molto staccato dai primi quattro. Il ventunenne Tal, vincendo con un punto e mezzo su Keres e ben 4 e mezzo su Petrosian, diventa lo sfidante.

Passano due anni e Bled è sede, nel 1961, di un nuovo grande torneo. Questa volta Bobby Fischer, diciottenne, è in grado di impensierire molto di più i sovietici, come dimostrano le vittorie contro Tal, Petrosian e Geller. Ma l’americano rimane attardato da qualche pareggio di troppo, ed alla fine deve accontentarsi del secondo posto. Vince Tal (14,5) ma Fischer (13,5) precede Petrosian, Keres, Gligoric (12,5), Geller e Trifunovic (10,5)”.

A Bled si giocarono ancora forti tornei nel 1979 (vinse Timman su Larsen e Ribli) e nel 1991 (vinse P.Nikolic davanti a Bareev), ma un Festival annuale continua ad essere disputato, per solito in primavera, anche ai giorni nostri.

Alcune informazioni per chi volesse andare a visitare la cittadina e il lago di Bled (e il castello di Bled, del secolo XII°), e magari partecipare al Festival di scacchi: in macchina da Roma sono circa 800 chilometri, da Milano circa 400, da Trieste poco più di 80. Il clima è temperato, le temperature massime in estate difficilmente vanno oltre i 26 gradi, in primavera sono sui 16-18, l’inverno è rigido e le minime sono in media intorno ai -4 sotto lo zero. L’altitudine è intorno ai 500 metri, la piovosità annua è considerevole, superando i 1.100 mm.

Non potete non farvi dare un passaggio da una “pletna” (l’antica imbarcazione in legno dei pescatori del lago) e raggiungere quel piccolo gioiello di isolotto al centro del Lago di Bled che vedete nella prossima (e unica moderna) immagine. Lì avrete l’opportunità di suonare voi personalmente la campana della Chiesa dell’Assunzione di Maria, campana che una leggenda vuole essere stata un dono del Papa.

Buon viaggio e buone partite!

P.S.: nella seconda e quarta delle cartoline riprodotte potete leggere la parola “Veldes”: non è altro che il nome che i tedeschi avevano dato alla cittadina di Bled.

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