Il giardino degli scacchi

(Riccardo M.)
Oggi è il 19 di agosto. Gli amici fiorentini appassionati di scacchi avranno ancora due settimane, fino al 3 di settembre, per godere dei 3 tavolini-scacchiera installati lo scorso 3 aprile dalla Direzione Ambiente del Comune di Firenze nei giardini di via Ignazio Danti, vicino al liceo scientifico Leonardo da Vinci.

Siamo nel 5° anno del riuscito, inedito, esperimento, che infatti ha avuto principio nel 2014 a seguito della donazione dell’avvocato Piero Fidanza dei tre tavoli e dei tre set di scacchi. Da quella data i giardini di via Danti vengono giustamente chiamati “il Giardino degli scacchi”.

Le scacchiere sono disegnate su tre tavolini di “pietra serena”, preziosa e pressoché indistruttibile. La pietra serena è una pietra in arenaria di colore grigio che viene estratta nelle cave del vicino comune di Firenzuola e in altre dell’Appennino Tosco-Emiliano, usata sia per arredo urbano sia per opere di architettura. Il suo utilizzo è antichissimo: gli Etruschi con essa costruirono le mura della città di Fiesole, poi servì, ad esempio, per gli Uffizi e per il loggiato di piazza Santissima Annunziata. Grazie a degli speciali trattamenti, la sua superficie viene lisciata, rendendola più resistente al passare del tempo e agli agenti atmosferici.

La pietra serena è l’elemento di rifinitura e decorazione più raffinato che l’architettura rinascimentale abbia conosciuto, soprattutto in Toscana. E’ una pietra elegante, particolarmente adatta per un gioco altrettanto antico ed elegante.

Il Giardino degli scacchi” rappresenta una bella iniziativa, e di successo, completamente gratuita, che vede radunarsi appassionati di ogni parte della città. I tavoli sono accessibili a tutti ma il cartello appositamente presente spiega che “sono dedicati prioritariamente al gioco degli scacchi e i giocatori avranno la precedenza all’uso”.

I tre set di scacchi sono a disposizione di chiunque voglia giocare, custoditi presso il punto di ristoro dei giardini. Di solito i giocatori si ritrovano lì a partire dalle 17,30 di tutti i giorni feriali e fino al tramonto. Per tale motivo si tratta di un’iniziativa prettamente stagionale, ovvero primaverile-estiva (nel 2018, appunto, 3 aprile-3 settembre), di massima popolarità nelle calde e lunghe giornate di fine giugno-primi luglio. In pratica i giardini di via Danti sono diventati quasi, in tale periodo, un circolo scacchistico all’aperto.

Quest’anno il Giardino degli scacchi si è arricchito di due affreschi originali realizzati, sui fianchi dei tavoli, da Mizar Giusti, una giovane artista fiorentina. Uno mostra degli scacchi che cadono dal cielo (è ispirato al celebre quadro “Blu di cielo” di Kandinsky) e l’altro un cavallo che dà scacco al re.

Ignazio Danti (1536-1586), al quale sono dedicate la via e i giardini, è stato un matematico, cosmografo e architetto, nativo di Perugia e fratello del noto scultore michelangiolesco Vincenzo. Ignazio (trovasi a volte scritto Egnazio) Danti, che nel 1580 divenne cosmografo pontificio prima di essere nominato vescovo di Alatri, dipinse le tavole geografiche dell’Italia che sono visibili nella Galleria delle carte geografiche in Vaticano e, prim’ancora, su incarico di Cosimo de’ Medici dipinse le carte che si possono ammirare nel Guardaroba di Palazzo Vecchio.

Ritratto di Ignazio Danti (Bartolomeo Passerotti)

Non possiamo che augurarci che questa bella, e particolarmente piacevole, iniziativa “scacchistica” prosegua a Firenze nel tempo e che qualche altra città, il cui comune disponga di sufficiente volontà, capacità e spirito di iniziativa, ne raccolga l’idea e sia in grado di imitare il capoluogo toscano.

P.S.: si ringrazia Adolivio Capece per la collaborazione.

2 thoughts on “Il giardino degli scacchi

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  1. Mi augurerei che anche a Roma venga messa in atto un’ analoga iniziativa. Ci sono tanti giardini che potrebbero prestarsi allo scopo! L’anno scorso abbiamo avuto l’exploit degli “scacchi in piazza” (al Campidoglio), ma in estate e con temperature africane. E allora, perché non creare dei bei “giardini degli scacchi” con 3/4 postazioni di gioco, disseminate sia in centro (es. a Villa Borghese e Villa Ada) che in periferia (Villa Pamphili, Villa Chigi, e via dicendo)?
    Probabilmente con un piccolo sforzo (economico) si otterrebbe un grande risultato (avvicinamento agli scacchi delle giovani generazioni).
    La giunta Raggi non brilla certo d’iniziative, ma la speranza… è sempre l’ultima a morire!

  2. Mrs P, naturalmente condivido: magari!
    Porto però l’esempio di Villa Pamphilj, che conosco molto bene e che è il più grande parco di Roma con i suoi 184 ettari e un perimetro di quasi 10 km. (dieci chilometri!).
    Nel parco fino a circa tre anni fa esistevano due bar con servizi e altri due fabbricati con servizi di acqua potabile e WC (con guardiano e incaricati alle pulizie).
    Oggi è rimasto un solo bar, di gran lunga insufficiente. I due fabbricati sono stati chiusi e non sono più praticabili.
    Altro che tavolini per gli scacchi!
    La speranza, però, come ben scrivi, …. è sempre l’ultima a morire.
    Ti ringrazio.

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