Scacchi e computer … 50 anni fa

(Adolivio Capece)
Nel 1968 Edimburgo in Scozia ospitò la prima conferenza internazionale sull’intelligenza artificiale. In quell’occasione due dei promotori, John McCarthy e Donald Michie, affermarono che entro dieci anni un programma di scacchi su computer sarebbe stato in grado di diventare campione del mondo.

Ma la loro affermazione fu contestata dal maestro internazionale David Levy che scosse l’ambiente con una singolare scommessa: scommise infatti 250 sterline, somma che poi venne aumentata a 1250 sterline per l’intervento di altri scommettitori, che nei successivi dieci anni nessun programma sarebbe riuscito a batterlo in un match con partite di gioco da torneo, ovvero con il tempo di riflessione che si usava all’epoca: 40 mosse in due ore e mezza e 16 mosse in ogni ora successiva.

Erano i tempi in cui l’intelligenza artificiale faceva i primi passi.

Il seme era stato gettato da Charles Babbage, matematico inglese (1792 – 1841) che dedicò trentasette anni di vita allo studio delle macchine calcolatrici. Nel 1840, dopo aver progettato il “motore analitico”, decise di dimostrare che esso era capace di ‘cose intelligenti’ scegliendo per test gli scacchi e indicando le regole che la macchina automatica avrebbe dovuto seguire per giocare la partita.

La scommessa fatta da Levy incuriosì e smosse l’ambiente. In particolare la sfida fu raccolta da Dave Slate, Keith Gorlen e Larry Atkin, che si prepararono per l’incontro creando il programma ‘Chess’.

Ma di scacchi su computer si parlò anche in Italia. Ricordo per esempio le prime conferenze sull’argomento fatte a Milano, organizzate da Nicola Palladino con il prof. Marco Somalvico e la allora sua giovane assistente Barbara Pernici (vincitrice di 5 campionati italiani femminili tra il 1974 e il 1981 e poi protagonista di una importante carriera universitaria al Politecnico di Milano) e ricordo la simpatica sfida che vide protagonista nell’ottobre 1975 il nostro mitico Sergio Mariotti che sconfisse nettamente il programma ‘Snark’ realizzato dal maltese Michael Saliba in occasione del congresso della Associazione di Calcolo Automatico  di Pisa; fu una vittoria così netta che ricordo che il mio articolo di commento su ‘Il Giornale’  lo intitolai “Il calcolatore pollacchione”.

Charles Babbage, matematico e filosofo londinese

Ma torniamo a David Levy e alla sua scommessa, ricordando che, in attesa di una partita ufficiale, nel 1974 lo stesso Levy organizzò il primo campionato mondiale per programmi su computer.

Arriviamo così all’aprile 1977, quando un primo incontro con Levy, con in palio il denaro della scommessa, venne giocato da Chess 4.5 (ovvero la quinta versione del programma) alla Carnegie-Mellon University di Pittsburgh. Era previsto sulla distanza di due partite, ma dopo la facile vittoria di Levy nella prima venne interrotto. Nei mesi successivi Levy venne sfidato senza successo dal programma russo Kaissa e poi dal programma MacHack.

Arriviamo finalmente alla fine di agosto 1978, ovvero praticamente alla scadenza dei dieci anni della scommessa. Si gioca a Toronto, sulla distanza di 6 partite. Il programma ‘Chess’ è stato migliorato, tanto che l’anno precedente, con la versione Chess 4.6 si era imposto nel campionato del mondo per elaboratori.

Levy affrontò la nuova versione del programma, Chess 4.7. Dopo una vittoria di Levy, la seconda partita finì in parità, sebbene ‘Chess’ si fosse portato in vantaggio con un abile sacrificio di Cavallo: ma poi sciupò tutto giocando molto male il finale. La terza partita fu vinta facilmente da Levy, mentre la quarta venne vinta dal programma, che controbatté efficacemente il Gambetto Lèttone scelto come apertura dall’avversario. Levy vinse poi la quinta partita, chiudendo il match sul punteggio di 3.5 a 1.5, ma ammise che i programmatori avevano fatto passi da gigante e che a quel punto tutto era possibile…

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