Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Une petite domination

3 min read

(UnoScacchista)
In questa giornata di Santo Stefano, che immagino stiate passando in famiglia, vi propongo una piccola combinazione, “une petite combinaison” come chiamava Capablanca quelle piccole sottigliezze tattiche con le quali risolveva o concretizzava i finali superiori. Insomma un piccolo candito scacchistico da gustare in una giornata di relax.

Siamo a Sitges, nel torneo che si è appena concluso in Spagna sulla costa catalana e del quale ci ha parlato ieri Topatsius. Al secondo turno il nostro Andrea Stella, reduce dal Campionato Italiano Assoluto 2018 dove è giunto 4°-6° e autore nel Sunway Sitges International di una buona prestazione con i suoi 6 punti finali, affronta lo spagnolo Jose Miguel Ortega Ruiz.

Dopo non aver sfruttato una posizione decisamente migliore, Stella sta cercando di vincere un finale in cui ha due pezzi per la Torre, ma il Nero sta resistendo bene e non è facile trovare un modo per attaccare i pedoni neri. Dopo la mossa 92… Tg1-g5, la posizione è quella del diagramma.

Andrea non ci ha pensato sopra e ha giocato 93. Ad3 dopo pochi secondi. Ebbene le ultime due mosse sono state due errori, ma la “petite combinaison” è veramente difficile da scovare. La mossa vincente sarebbe stata 93. Ch3! e dopo l’ovvia (e unica) 93. … Txf5+ 94. Rg2 il bianco sembra aver solo perso un pedone. Guardiamo meglio la posizione.

Ho evidenziato con diversi colori le case controllate dai pezzi bianchi, in modo da far vedere come la Torre sia dominata: nella tradizione del “Boxing Day” (come la festività di Santo Stefano è chiamata nei Paesi del Commonwealth) la Torre è stata inscatolata! Il Nero non ha modo di evitare che il Bianco con 95. Ag4 guadagni l’immobile Torre e la partita.

Purtroppo, Andrea non si è fermato a cercare la combinazione, chiaramente alla sua portata, ma ha continuato con le sue manovre per cercare di aggirare il blocco organizzato da Ortega Ruiz. La cosa non è stata possibile, né il Nero ha offerto una seconda possibilità e la partita è terminata con la patta siglata alla 125ª mossa.

Peccato, ma… quanti di noi, invece di difendere subito il pedone f5 attaccato, avrebbero davvero speso più di qualche secondo per verificare la trappola in cui si era andata a cacciare la Torre nera? Mettiamo questo promemoria tra i tanti buoni propositi per l’anno nuovo: in finale, controllare sempre se è possibile dominare un pezzo avversario!

 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: