120 anni fa, con Schlechter

(Riccardo M.)
100 anni fa non c’era più, Carl Schlechter (Vienna 02/03/1874-Budapest 27/12/1918).
Ricorre infatti oggi il centenario della morte di Schlechter, uomo mite e campione eccezionale che solo la ingenerosa dea Caissa si rifiutò di nominare “Campione del mondo” e che passò alla storia, poco giustamente, come “il re delle patte”, avendo (si dice) pattato 700 partite, circa la metà di quelle da lui giocate, un record per quegli anni.

“Dalla straordinaria eleganza posizionale, Carl Schlechter nel 1910 pareggiò con Lasker un match su 10 partite per il titolo mondiale”.

E Lasker mantenne il titolo. Peccato, perché fra il 1906 e il 1908 Carl era stato forse il miglior giocatore del mondo e il massimo alloro lo avrebbe senza dubbio meritato.

“Gli mancò solo un pizzico di cattiveria e di fortuna in più, ma i titoli mondiali appartengono agli ambiziosi e lui, persona tranquilla, non lo era affatto. Fu 1° nel 1906 a Ostenda e nel 1910 ad Amburgo, 1°-2° a Praga 1908, 1°-3° a Monaco 1900 e Vienna 1908. A Ostenda nel 1907 stava per vincere la partita decisiva contro Tarrasch e così scavalcarlo in testa alla classifica, ma quando si accorse che il suo avversario era sofferente, gli offrì la patta con gesto generoso e inusuale. Poi la guerra portò via le sue scarse fortune di commerciante, e si guadagnò da vivere anche tenendo simultanee. A Budapest, durante una di queste crollò esausto, e dopo pochi giorni morì”. (da: C.Sericano/R.Moneta in “I luoghi degli scacchi”, 2015).

120 anni fa ci si divertiva a scacchi come oggi, ma di meno di oggi o più di oggi? Chi può dirlo? Di sicuro si divertiva il grande viennese Carl Schlechter, uno che, sì, era giocatore “di straordinaria eleganza posizionale”, ma pure uno che di combinazioni se ne intendeva e che certe occasioni difficilmente se le lasciava sfuggire.

Eccone due esempi, due partite giocate contro sconosciuti avversari “spianati” impietosamente a Vienna nel 1898, esattamente 120 anni fa.

In questa posizione Schlechter giocò: 10. … gxf3! 11.Axd8 f2+ 12.Re2 Ag4+ 13.Rd3 Cb4+ 14.Rxe4 f5 matto!

Pare che vinse il premio di bellezza. Ma credo che a contenderglielo fosse quest’altra conclusione:

Schlechter, stavolta col bianco, piazzò la spinta dirompente 24.e6! fxe6 25.Dxe7+! Dxe7 26.Txg6 e il Nero abbandonò non potendo evitare lo scacco matto.

Schlechter, Schlechter …. Qualcuno ebbe a definirlo “L’Eisenhower degli scacchi“! Seguiteci domani su queste stesse pagine, eh?

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