Uno Scacchista

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Karpov story – 2, da Milano 1975 ai matches con Korchnoi e Kasparov

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(di Adolivio Capece)
Come abbiamo detto, dopo la conquista del titolo iridato a tavolino per il forfait di Fischer, Karpov ha mantenuto la promessa di giocare; e non solo ha giocato ma anche vinto sempre – o quasi – tutti i tornei cui ha preso parte, subendo pochissime sconfitte.

1. Da Milano a Korchnoi

Giocò per esempio nel grande torneo organizzato a Milano tra agosto e settembre 1975, dove tra l’altro subì la prima sconfitta da campione del mondo ad opera dello svedese Ulf Andersson; il torneo prevedeva un girone e poi play-off tra i primi 4. Il girone fu vinto dall’ungherese Lajos Portisch, Karpov si piazzò al secondo-quarto posto ex aequo con Petrosjan e lo jugoslavo Ljubomir Ljuboievic.
Nel play-off Karpov pareggiò le 4 partite con Petrosjan, ma, grazie al miglior spareggio tecnico nel girone, fu qualificato per la finale, insieme a Portisch che battè Ljuboievic.
In finale Karpov sconfisse Portisch 3.5-2.5 (1 vinta e 5 patte).

Un anno molto importante per lui fu il 1978, anno in cui si laureò brillantemente all’U­niversità e si sposò con Irina, una graziosa ragazza che lavorava nel Comitato dello Sport dell’Urss; poi effettuò la sua prima difesa ufficiale del titolo, con­tro Viktor Kortschnoj, che tre anni prima aveva abbandonato l’Unione Sovie­tica, rifugiandosi in Occidente.

Il match si svolse a Bagujio City, nelle Filippine, con un nuovo regolamento: nessun limite al numero di partite da giocare, titolo a chi per primo avesse ottenuto sei vittorie, senza possibilità di pareggio. Dopo sette patte iniziali, Karpov vinse l’ottava.

 

Karpov – Kortschnoj
8ª del match mondiale 1978

Il Bianco muove e vince

Kortschnoj pareggiò nell’undicesima; nel tredicesimo incontro Kortschnoj ottenne una posizione superiore; la partita fu sospesa con lo sfidante in vantaggio, ma nelle analisi notturne Viktor non riuscì a trovare la continuazione decisiva: sfruttò dunque un riposo e la conclusione della partita fu rinviata alla domenica successiva. Il sabato però fu giocata la partita numero 14: Kortschnoj appariva baldanzoso e in un eccesso di fiducia effettuò un sacrificio di qualità che si rivelò errato, arrivando così alla sospensione in posizione nettamente inferiore.

La domenica le due partite dovevano essere concluse. La necessità di vincere ad ogni costo nella tredicesima costrinse Kortschnoj a forzare oltre il dovuto e così alla fine della giornata Karpov si trovò insperatamente in vantaggio di due punti: 3 a 1 per il campione in carica!

Il colpo fu molto duro per Kortschnoj, che iniziò una serie di polemiche a carattere extra-scacchistico, originando quella che sarebbe poi diventata celebre come la ‘questione del parapsicologo’. Viktor infatti accusò un componente della delegazione sovietica di essere un ipnotizzatore in grado di disturbarne la concentrazione anche a distanza: minacciò il ritiro se avesse continuato a restare in sala, ma naturalmente i sovietici si opposero alla ‘espulsione’ di un loro delegato. Fu raggiunto un faticoso compromesso, per cui il cosiddetto ipnotizzatore poteva restare in sala, ma non avvicinarsi al palco di gioco: al massimo poteva avanzare fino alla settima fila di poltrone. Kortschnoj comunque fece assumere un indigeno locale con il compito di stare alle costole del russo per annullarne i malefici influssi.

In questo clima vennero giocate due partite, entrambe terminate pari, poi prima dell’inizio del diciassettesimo incontro Viktor dichiarò che non avrebbe giocato se l’ipnotizzatore non fosse stato allontanato dalla sala. Seguì una animata discussione, mentre l’orologio di Kortschnoj era in moto.

Alla fine gli arbitri convinsero i sovietici a cedere e la partita poté iniziare regolarmente. Ma intanto Kortschnoj aveva consumato un bel po’ di tempo e questo gli costò molto caro: proprio allo scadere del tempo, con pochi istanti a disposizione per le due ultime mosse, commise un errore davvero clamoroso in posizione pari e prese matto.

Karpov – Kortschnoj
17ª del match mondiale 1978

Posizione dopo 39. Ta3-a1. Il Nero muove e vince

Sul 4 a 1 a molti il match apparve finito e si cominciò ad aspettare che Karpov cogliesse le due ultime vittorie necessarie per arrivare alla fatidica ‘quota 6’.

Il gioco sembrò fatto nel ventesimo incontro, sospeso in posizione nettamente superiore per Karpov: ma nella ripresa il campione giocò piuttosto male e Kortschnoj strappò un insperato pareggio.

Galvanizzato dal risultato, nella successiva partita colse la sua seconda vittoria, portandosi sul 4 a 2.

Intanto, sia per i rinvii richiesti dai giocatori, sia per quelli dovuti a volte alle pessime condizioni meteorologiche, il match cominciava a prolungarsi oltre il previsto ed a perdere di interesse, visto anche l’apparentemente incolmabile vantaggio di Karpov. Disinteresse aumentato, da una nuova serie di quattro patte: dopo 26 partite il punteggio era ancora sul 4 a 2 e ci si cominciava a chiedere quanto ancora il mondiale potesse durare.

Poi nuovamente di colpo tutto cambiò. Nella ventisettesima partita Karpov si difese con attenzione da un bell’attacco di Kortschnoj, che consumò però molto tempo: così, anche speculando sullo ‘zeitnot’ del rivale, alla fine fece sua la partita, portandosi sul 5 a 2.

Nella ventottesima partita Karpov aveva il Bianco: sarebbe stata l’ultima del match? La risposta fu negativa, anzi fu Kortschnoj a vincere cogliendo il suo primo successo con i pezzi neri. 5 a 3.

Dopo alcuni giorni di sospensione dovuti ad uno dei tanti tifoni, eccoci alla ventinovesima partita, che segnò tra lo stupore generale una nuova vittoria del ‘terribile Viktor’, dimostratosi nell’occasione davvero degno dell’appellativo, mentre Karpov quel giorno apparve scialbo e stanco. Si stava ripetendo quello che era successo a Mosca quattro anni prima. Ma allora a Karpov era bastato pareggiare le ultime partite, ora ne avrebbe almeno dovuto vincere un’altra.

Nella partita successiva Karpov dovette accontentarsi del pari e molti pensarono che i pareggi sarebbero stati ancora tanti. Nessuno pensava che Kortschnoj potesse equilibrare le sorti del match: aveva già fatto tanto vincendo tre partite di seguito. E invece il terribile Viktor sorprese il mondo intero aggiudicandosi anche la trentunesima partita!

Clamorosamente le fatiche di tre mesi furono annullate di colpo: il 5 a 5 dopo 31 incontri faceva sì che il mondiale si sarebbe in pratica deciso in una sola partita. Chi sarebbe stato il primo a vincere?

Karpov chiese un rinvio, anche per assistere ad un incontro internazionale di basket in cui era impegnata la rappresentativa sovietica. Apparentemente era calmissimo, a differenza di Kortschnoj, che accusava molto la tensione nervosa.

Ed i nervi cedettero proprio a Viktor. Nella trentaduesima partita, destinata ad essere l’ultima dell’appassionante incontro, Karpov dilagò e alla sospensione la sua posizione era chiaramente vinta. Kortschnoj abbandonò senza riprendere.

Una sola cosa turbò la vita di Karpov in questo anno così favorevole: la morte di Furman, proprio alla vigilia del match di Bagujio.

Un giovane Karpov con Semen Furman

Nel 1979 Karpov ed Irina ebbero un figlio, cui fu imposto il nome di Anatolij junior.

Nonostante gli impegni con la famiglia, Karpov continuava a giocare e vincere tornei. Quando era a casa si dedicava al figlio, andava spesso a teatro con la moglie, curava la sua sempre più grande e importante collezio­ne di francobolli, che dagli iniziali ‘temi’ di sport, cosmo e francobolli della Russia sovietica e dell’Urss a partire dal 1901, si era ampliata ai Giochi Olimpici, e infine dirigeva la rivista scacchistica “64”. Da notare che Karpov, se libero da impegni di torneo, partecipava attivamente alla nascita e alla stesura della rivista, scrivendo anche spesso degli articoli.

Nel 1981 la sua seconda difesa del titolo, ancora contro Kortschnoj. Questa volta si gioca in Italia, a Merano, e Karpov è molto più attento e preciso: le precedenti esperienze contro il suo ancor temibile rivale lo hanno bene ammaestrato. Così questa volta il match mondiale ebbe poca storia: 6-2 in appena 18 partite


2. L’arrivo di Kasparov

Confermatosi ancora una volta campione, Karpov si dedicò sempre più agli scacchi, ma presto attraversò un periodo di crisi a causa di problemi famigliari che lo portarono nel 1982 a separarsi dalla moglie; il tutto fu acuito dal fatto che nel firmamento scacchistico stava sorgendo un nuovo astro, il giovanissimo Garry Kasparov, che si profilava come avversario particolarmente temibile.

E infatti sarà proprio Kasparov a laurearsi sfidante ufficiale per il mondiale del 1984.

Tutti si attendevano un match combattuto ed incerto, invece Karpov dopo nove incontri conduceva già per quattro a zero. Ma per restare campione il regolamento prevedeva che si ottenessero sei vittorie. A questo punto Kasparov si chiuse in difesa: seguirono ben diciassette partite patte – nuovo record assoluto nella storia del mondiale – poi finalmente Karpov vinse la sua quinta partita; ne erano state giocate complessivamente ventisette. Il gioco sembrò fatto, ma Kasparov continuò nella sua tattica attendista e alla trentaduesima partita inflisse a Karpov la prima sconfitta.

Karpov intanto appariva sempre più stanco, il match si stava prolungando oltre ogni previsione, le troppe patte avevano di molto ridotto anche l’interesse dei media. Si andò avanti senza che Karpov riuscisse a vincere la sesta partita, anzi dopo altre quattordici patte crollò psico-fisicamente.

Erano ormai passati cinque mesi dall’inizio del match, erano state giocate 46 partite; da più parti si parlava di sospensione dell’incontro: in particolare Vitaly Sevastianov, l’astronauta allora presidente della Federazione Sovietica, aveva ufficialmente richiesto una sospensione del match per tre mesi.

Mentre fervevano le trattati­ve in tal senso, ecco che Kasparov vinse due partite consecutive, portandosi sul 5 a 3. A questo punto la clamorosa decisione del presidente della Federazione Internazionale, il filippino Florencio Campomanes: il mondiale venne “annullato”: “dovrà essere rigiocato – tornando alla vecchia regola del match su 24 parti­te – dopo sei mesi di sospensione.”

La decisione è contestata da Kasparov e scontenta Karpov, che tutti ormai davano per spacciato. Ma era una decisione ufficiale e andava accettata. Karpov, molto stanco, rinunciò ai tornei in programma e passò una setti­mana in una clinica tedesca per ritemprarsi.

Il mondiale venne rigiocato iniziando nel settembre 1985. Karpov perse la prima partita: è un segnale. Nonostante un brillante recupero iniziale Anatolij non tenne alla distanza e Kasparov alla fine prevalse.

Dopo dieci anni, anzi a dieci anni dalla conquista dal titolo iridato, Karpov non era più campione del mondo.


3. Karpov nei tornei internazionali di quegli anni

Dal 1975 al 1981 Karpov ha giocato ben 21 tornei individuali, vincendone quin­dici da solo e in tre arrivando primo ex aequo. Una volta fu secondo e solo due volte non salì sul podio, arrivando quarto.

Complessivamente nel periodo che va dall’aprile 1975 all’estate 1981 – subito prima cioè del match di Merano – giocò 277 partite, con il fantastico risultato di 126 vinte, 139 patte e solo 12 sconfitte: più del settanta per cento, un risultato davvero eccezionale e quasi incredibile.

Da notare che in questo ‘bilancio’ è compreso anche il match di Bagujo City, ancora una volta contro Kortschnoj, in cui Karpov perse ben 5 incontri.

In pratica, dal 1975 al 1981, Karpov non ha vinto in tre soli dei grandi tornei individuali cui ha preso parte: Leningrado 1977, Buenos Aires 1980, Amsterdam 1981.

Lo squadrone sovietico che vince le Olimpiadi a La Valletta nel 1980. Seduti da sinistra: Karpov, Geller e Balashov. In piedi da sinistra: il diciassettenne Kasparov, Tal e Polugajevski

Ancora un risultato non positivo quasi subito dopo la riconferma del titolo a Merano: è terzo-quinto alla pari con Sejrawan e Polugajevski nel torneo di Mar del Plata del febbraio 1982, vinto da Timman su Portisch. Karpov perse con Timman e poi compromise la classifica perdendo anche con l’italo-argentino Carlo Garcia-Palermo.

Nell’aprile 1982 vinse però a Londra il torneo “Philips & Drew” alla pari con Andersson, pur perdendo contro Sejrawan.  Poi, nel giugno dello stesso anno, vinse il grande torneo di Torino ancora alla pari con Andersson che fece tutte patte, mentre Karpov battè Portisch ma perse con Ljuboievic.

Nel settembre giunse primo da solo a Tilburg, davanti a Timman, pur perden­do con Portisch.

Dopo la parentesi delle Olimpiadi di Lucerna – in cui realizzò 6 punti su 8 -, vinse alla pari con Spassky il torneo di Linares nel febbraio 1983.

Nell’aprile 1983 è ai nastri di partenza del campionato sovietico: potrebbe farne a meno, ma è l’edizione del cinquantenario e Karpov la vuole onorare, anche se i rischi sono maggiori dei possibili onori. Alla fine Karpov è primo, secondo le previsioni della vigilia, pur avendo perduto una partita con Azmajparashvili.

Subito dopo c’è il campionato europeo a squadre: Karpov in prima scacchiera realizza due punti e mezzo su 4, conducendo la squadra alla vittoria. Nell’agosto 1983 è al via al torneo di Hannover; conclude primo da solo, ma sconfitto dal tedesco Hartmann. Nell’ottobre 1983 vince il grande torneo di Tilburg e poi nell’aprile del 1984 è primo ad Oslo.

2. (continua)

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